Sessione di massaggio pre-grara
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Sessione di massaggio pre-grara

Prima sessione di massaggio sport TIB finalizzata al riscaldamento muscolo articolare nella fase pregara.

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La prima sessione del Massaggio Sport TIB è dedicata al riscaldamento muscolo/articolare prima dell' attività/prestazione.
Il massaggio sportivo prima della gara, soppiantato negli ultimi anni da più efficaci procedure di riscaldamento (vedi la corsa blanda e lo stretching), si propone nella forma Massaggio Sport TIB come complemento per ottimizzare la preparazione atletica apportando:

  • effetti psicologici che agiscono sullo stato "eccitato o svogliato" da tensione pre-gara, così da normalizzare o stimolare lo stato emotivo dell'atleta
  • regolazione/normalizzazione del tono muscolare (tensione emotiva = tensione muscolare)
  • ottenimento del miglior ROM (range of motion), ossia ottimizzare la mobilità articolare

Questa sessione dura 10-15 minuti ed è un mix di manualità con la funzione di preparare al meglio "l'assetto fisico" dell'atleta, così da massimizzare la sua efficienza durante la prestazione sportiva nonché di prevenire contratture, stiramenti e strappi muscolari. Ciò contribuisce in maniera sostanziale anche sulla psiche dell'atleta in quanto, muscolarmente "caldo, pronto e decontratto", ne consente di gustare appieno la componente ludica dell'attività sportiva.

Il massaggio si può fare anche senza olio e anche da vestito nel caso di outdoor con clima freddo.
In assenza del lettino si possono eseguire delle buone manualità anche su uno sgabello.
La posizione dell'atleta sarà, se non per casi specifici, quasi sempre supina: distesa per il tipo "eccitato-nervoso", seduta/reclinata per quello "timoroso-svogliato".
Si inizia con la spazzolatura per favorire il microcircolo e aumentare il richiamo capillare del sangue; l'iperemia (l'aumento di sangue in una determinata parte del corpo, provoca la dilatazione delle arteriole e delle venule)si raggiunge in circa tre minuti e viene mantenuta dal corpo per quasi un'ora.

Manualità di sfioramento e impastamento favoriscono la produzione di istamina (ormone tissutale ha un ruolo di messaggero in tanti processi, per es. immunitari, infiammatori e di agire nella vasodilatazione delle arteriole, delle venule e all'aumento della permeabilità dei capillari) che attiva la vasodilatazione aumentando l'apporto di sangue.

Si eseguono manualità di scollamento, soprattutto nel ventre muscolare (il centro, la parte carnosa del muscolo), per eliminare eventuali aderenze che potrebbero favorire l'insorgere di contratture.
Eventuali cicatrici verranno trattate con le stesse manualità (le vedremo nello specifico alla "IV Sessione").
Particolare attenzione va riservata ai muscoli antagonisti di quelli principalmente coinvolti nell'attività, in quanto, per questioni biomeccaniche, andranno a subire repentini e forti stiramenti, come reazione alla contrazione dei muscoli agonisti. Si eseguono manualità di impastamento, scollamento e sfioramento profondo.
Allo stesso modo trattiamo il blocco muscolo-articolare che controbilancia biomeccanicamente quello principale agonista. È importante al fine di ottimizzare al meglio le manualità del Massaggio Sport TIB, conoscere se il tipo di esercizio o di gesto atletico principale viene eseguito più a catena cinetica muscolare chiusa o aperta.
Semplificando, a "catena chiusa" l'estremità più lontana della catena biomeccanica è statica e senza o con poca libertà di muoversi durante il gesto. Per esempio le gambe che spingono verso il suolo mentre solleviamo un bilancere, o la fase di appoggio-spinta dell'arto inferiore nel camminare. In questi casi avremo maggiore compressione articolare ma una miglior stabilità dinamica con stimolazione dei propriocettori, una riduzione delle forze di accelerazione e la contrazione contemporanea dei muscoli agonisti e antagonisti.

A "catena aperta" l'estremità più lontana della catena biomeccanica è libera di muoversi. Per esempio il lancio di un oggetto non troppo pesante, o la fase oscillante dell'arto inferiore nel camminare.
Per questi casi avremo una diminuzione della stabilità dato l'aumento delle forze di accelerazione/decelerazione e di quelle per la rotazione e distrazione muscolo-articolare. Esiste anche una via intermedia che è la "catena frenata", come per esempio la pedalata nel ciclismo o il lancio di pesi "pesanti".
Quindi conoscere bene la meccanica del gesto atletico principale o di quello con la maggior frequenza/ripetizione svolto dall'atleta, è importante sia per poter trattare nello specifico la catena dedicata all'azione, che per l'eventuale assistenza nella preparazione specifica post infortunio. Ad esempio per un lanciatore, un tennista, un golfista, un pallavolista ect., sarà importante dedicare un massaggio riscaldante e decontratturante per i Bicipiti e Tricipiti Brachiali (muscoli delle braccia), Flessori e Pronatori dell'avambraccio, i quali svolgono un'azione primaria durante la fase di accelerazione/decelerazione del gesto, contraendosi e allungandosi in tempi velocissimi; lo stesso trattamento verrà dedicato anche per la Cuffia dei Rotatori (muscoli della spalla) che stabilizzano l'articolazione durante la rapida esecuzione.

Come detto, il massaggio di questi muscoli riguarda principalmente il ventre e le inserzioni tendinee e sarà di tipo MTP (massaggio traverso profondo) così da allineare le fibre muscolari preparandole alla massima elasticità e quindi preservandole da eventuali infortuni. Soprattutto l'inserzione muscolo-tendinea ha bisogno di essere riscaldata in quanto ha proprietà elastiche quasi nulle rispetto a quella di un muscolo. Tale inserzione passando da 25°C a 40°C, aumenta di quattro volte la sua elasticità.
È necessario riscaldarla ma non extrallungarla, in quanto ciò potrebbe destabilizzare l'articolazione sulla quale si inserisce. Le inserzioni tendinee vanno perciò ben vascolarizzate e riscaldate soprattutto negli atleti "over 40" e in quelli in soprappeso, dove l'inserzione distale (tendine-periostio) tende a calcificare compromettendo la mobilità articolare col rischio di distacco o di sfilacciamento della stessa. Le inserzioni a maggior rischio sono quelle del muscolo Sovraspinato (Cuffia dei Rotatori-spalla) e del tendine d'Achille (piede), in quanto meno vascolarizzate e tendenzialmente più soggette a cronicizzare uno stato infiammatorio; perciò più delle altre inserzioni andranno trattate con manualità di impastamento e spremitura che aumentano il microcircolo. Finito il lavoro su muscoli e tendini, ci occupiamo ora delle articolazioni.

Fondamentale prima di eseguire le mobilizzazioni è quello di riscaldare il liquido sinoviale, spesso trascurato. È il lubrificante dell'articolazione e il suo riscaldamento, che ne abbassa la viscosità, permette di ottenere la miglior scorrevolezza delle superfici articolari, migliorando il ROM (range of motion). In base alla mia esperienza tralascerei l'articolazione del polso, specie per gli sport di "presa" o con "presa" (judo, tennis, hockey, ginnastica, pesi ect.), in quanto ho notato che mantenere una certa rigidità dell'articolazione abbassa il rischio di traumi e, a quanto riferito da molti atleti, "fa sentire" più sicura la presa o la tenuta. Durante le mobilizzazioni è opportuno inserire stretching passivo per le specifiche catene miofasciali, così da ottenere un ulteriore allungamento ed elasticizzazione.
Questo permette di sbloccare un'articolazione eventualmente costretta da blocchi tensivi all'interno della catena stessa. Riserviamo una particolare attenzione per i piedi di chi pratica sport di corsa o con corse, specie su superfici irregolari. Il piede da sempre considerato erroneamente un elemento statico (arco, volta), grazie ora alla tecnologia lo si è potuto definire con il nuovo concetto di struttura elicoidale a passo variabile, divenendo perciò un elemento particolarmente dinamico. Durante il movimento, nella fase di appoggio al suolo, il piede passa dalla forma "avvitata propulsiva" a quella "svolta sensoriale": è durante quest'ultima fase che, rilassandosi si adegua alla superficie e trasmette importanti "informazioni posturali" al SNC (Sistema Nervoso Centrale). È quindi chiaro che il buon riscaldamento dei piedi prima di una gara o un allenamento con massaggio e mobilizzazione, diventa un buon mezzo per attivare i sensori propriocettivi, per essere da subito vigili nel contrastare eventuali situazioni o movimenti che possono portare a infortunio, come per esempio la "storta" causata da eccessiva e incontrollata pronazione/supinazione del piede.
Concludere con il massaggio del muscolo Diaframma, uno dei più importanti ma spesso dimenticato muscolo, che aiuta l'atleta nella respirazione fisiologica per una buona ossigenazione.