Tecnica passivattiva nello scollamento mio-fasciale: arti inferiori
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Tecnica passivattiva nello scollamento mio-fasciale: arti inferiori

Tecnica passivattiva nello scollamento mio-fasciale, presentazione del lavoro da parte dell'autore con prefazione del prof. Antonio Dal Monte e del prof. Rosario Bellia.

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In tutte le civiltà fin dai primordi della medicina il trattamento delle malattie fu affidato, oltre a più o meno improbabili medicine, al trattamento del corpo mediante azione meccanica applicata dall'esterno.
Talvolta associata ad interventi termici mediante applicazione di impacchi o sostanze calde o fredde. Sembra quindi che interventi di massaggi o comunque trattamenti manuali su varie parti del corpo siano stati effettuati fin dall'antichità in tutte le etnie ed in tutti i continenti.

Appare quindi logico poter affermare che la manualità del massaggio abbia sempre costituito, in tutti i popoli un'esigenza insopprimibile del genere umano.
Ancora oggi hanno grande popolarità massaggi orientali, ben distinti in ciascun paese d'origine,

Cina, Giappone, Tailandia ecc. ma anche interventi con tecniche di massaggio di tipo squisitamente occidentale, soprattutto scandinavi e nord europei. Ogni intervento con queste manualità ha, nel suo DNA , uno scopo da perseguire: rilassamento, miglioramento della
circolazione ematica
, del liquido linfatico, funzione anti piaghe da decubito ed altre più o meno specialistiche applicazioni.

Nel mondo sportivo, poi, il massaggio è stato da sempre uno dei capisaldi della preparazione dell'atleta, da praticarsi prima e dopo gli allenamenti e le gare. Non può quindi essere negato che al massaggio siano stati affidati ruoli importantissimi al fine di far rendere al meglio la macchina corporea umana impegnata nelle più svariate discipline motorie.

Lo sport, infatti, potrebbe essere definito come una scusa per verificare, e misurare quanto di massimale sa fare la macchina corporea in tutte le gestualità nelle quali può esprimersi: il massimo in destrezza, velocità, potenza, resistenza e perfino.....nella capacità di raggiungere il massimo possibile di immobilità!

Nel tiro a segno o in quello con l'arco, infatti, l'immobilità assoluta del corpo costituisce il presupposto per avere una "piazzola di tiro" la più efficiente possibile, allo scopo di centrare il bersaglio. Ebbene, in tutti gli sport viene applicato il massaggio al fine di migliorare la capacità prestativa umana.

C'è poi chi, come Maurizio, soprattutto nello sport, ha voluto andare ancora più a fondo, prendendo in considerazione i vari elementi, muscolari, tendinei, tessuti di rivestimento ecc. con lo scopo di liberare i confini tra i vari componenti in modo che ciascuno avesse la massima libertà di movimento, i minori attriti ed il dissolvimento delle viscosità esistenti.

In conclusione c'è un gran bisogno di persone, come Maurizio, che studino con la massima cura possibile, non solamente il potenziamento o il rilassamento, ma come mettere i vari componenti nella miglior e più efficiente capacità di lavoro. Anche se non particolarmente espresso, ritengo che questi interventi di manualità "liberatoria" possano anche influire positivamente sul sistema circolatorio, sia sui grossi vasi che sui capillari, aiutandoli a svolgere al meglio la loro duplice funzione di apportare ossigeno e di asportare i prodotti di rifiuto.
Ripeto ancora una volta che, dal punto di vista scientifico è difficile quantizzare" l'effetto positivo di un simile intervento, ma si è confortati da un forma di ragionamento, che a noi sembra logico, che ci dice: gli effetti, grandi o piccoli che siano, vanno certamente nella giusta direzione.

Auguro quindi, con tutto il cuore, il massimo successo a questa eccellente pubblicazione".Professor Antonio Dal Monte
Comitato Scientifico C.I.O.

"Questo lavoro, elaborato con grande impegno e ricerca personale dal massaggiatore sportivo Maurizio Ronchi, offre l'opportunità a professionisti e studiosi delle terapie manuali di riflettere ulteriormente sui fattori principali che incidono sul trattamento di alcune patologie sportive, che incidono notevolmente sulla prestazione agonistica.

In effetti, le occasioni di confronto e di riflessione sulle metodologie di trattamento delle patologie muscolari da sport sono sempre troppo limitate e spesso gli addetti ai lavori trovano poco tempo da dedicare all'aggiornamento o al dibattito tecnico scientifico. La discussione di nuovi punti di vista, innovazioni metodologiche e dei risultati delle sperimentazioni deve essere accolta positivamente per lo sviluppo delle metodologie del massaggio.

Questo lavoro vuole proporre dei punti di vista innovativi e delle riflessioni originali. Esso ha una notevole valenza applicativa ed è finalizzato al lavoro pratico, dal momento che nasce da una singolare fusione tra l'esperienza diretta sulle piste e campi di gara e approfondimento delle conoscenze di fisiologia muscolare. Ottima la presentazione iconografica delle manualità prese in esame.

L'autore è pienamente consapevole che la difficoltà di studiare con metodologie scientifiche avanzate l'efficacia del metodo, non rende sempre possibile verificare tutte le ipotesi e concetti e quindi si aspetta che futuri approfondimenti rivelino imprecisioni o limiti di questo lavoro, con una casistica più ampia… ma in fondo è proprio in questo modo che progredisce la conoscenza collettiva".

Prof. Rosario Bellia
fisioterapista nazionale italiana F.I.H. P.
Istruttore taping kinesiologico
http://kinesiobellia.wordpress.com/

…cercherò quindi di spiegare come la tecnica passivattiva applicata in ambito sportivo risulta essere un metodo molto efficace per il rilascio delle aderenze mio-fasciali che, con lo scopo di migliorare una legata condizione biomeccanica poco fisiologica nell'atleta, ne ottimizza la prestazione sportiva.

Questo lavoro è frutto della mia venticinquennale esperienza di istruttore, preparatore atletico e massaggiatore per diversi gruppi sportivi, ed è rivolto senza pretese accademiche a tutti gli operatori del settore, in special modo a chi sta iniziando il percorso di massaggiatore sportivo. Le manualità descritte non sono terapeutiche, di altrui competenza, sono state studiate e messe a punto per il mantenimento e l'incremento della biomeccanica funzionale per gli sportivi di medio-alto livello atletico, dove il loro corpo è sottoposto a importanti allenamenti e performance sportive.

Voglio precisare che non sono ne' medico ne' terapista dello sport, ma un tecnico ricercatore-operatore in questo campo e che grazie alla mia formazione di chimico con esperienze in analisi biochimica, cerco di individuare e di capire alcuni dei fenomeni fisiologici che accadono nel tessuto miofasciale durante l'applicazione di tecniche di massaggio. Per tutti questi anni ho avuto e ho la fortuna di collaborare con biologi, medici e fisioterapisti sportivi, fonte del mio background formativo, coi quali continuiamo a rivedere o a sviluppare nuove tecniche e manualità specifiche per sportivi e atleti, o come si chiamano ora sport-bodyworks.

Ad avvalorare la tecnica passivattiva, metodologia che da tempo applico nelle manualità di scollamento mio-fasciale, è stato il trovare un riscontro nel superbo studio sulla fascia di Robert Schleip, facendo particolare riferimento al suo lavoro "Fascial plasticity - a new neruobiological explanation", dove ho trovato una significativa spiegazione dei meccanismi biochimici e biomeccanici che intervengono nei tessuti trattati durante la seduta di massaggio sportivo con la tecnica passivattiva.

Voglio citare Art Riggs, uno dei più stimati bodyworkers, che grazie al proficuo reciproco scambio di opinioni ed esperienze ha contribuito alla messa a punto di questa mia metodologia.
In pratica voglio spiegare come questa tecnica cinetica basata sull'aiuto dell'atleta nel sostenere un'azione dinamica in condizione di leggero stretching, torsione o contrazione muscolare durante le
manualità di massaggio per il rilascio delle aderenze mio-fasciali - condizione passivattiva dell'atleta - sia più efficace rispetto al classico scollamento statico.