La scoliosi: dall'eziologia al trattamento classico
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

La scoliosi: dall'eziologia al trattamento classico

Caratteristiche della scoliosi. L'eziologia della scoliosi non idiopatica. L'angolo di Cobb: definizione. Scala di gravità e trattamento della scoliosi

Autore:
Ultimo aggiornamento:

La scoliosi: dall'eziologia al trattamento classico

Per lungo tempo la scoliosi è stata individuata come una deviazione geometrica della colonna evidenziabile sul piano frontale in associazione ad una rotazione vertebrale. Trattasi in realtà di una definizione superficiale e per certi versi fuorviante. La scoliosi è in realtà una "complessa deformità strutturale della colonna vertebrale che si torce nei tre piani dello spazio; sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale con una alterazione delle curve (spesso provocando una inversione), sul piano assiale con un movimento di rotazione."

La rotazione delle vertebre determina il cosiddetto gibbo, visibile nella flessione anteriore del busto del soggetto (forward bending test) che si accompagna ad una deformazione dei dischi intervertebrali e a retrazioni muscolo legamentose. Se non vi è rotazione dei corpi vertebrali si è in presenza di un paramorfismo e quindi di un atteggiamento posturale scoliotico, correggibile con un semplice sforzo volontario. La deviazione è in questo caso visibile solo in alcune posizioni: generalmente quando si è in piedi. Cambiando posizione le vertebre si riallineano e la deformità non è più evidente.

L'atteggiamento scoliotico può accompagnarsi a dismetrie degli arti inferiori, oppure a lussazioni dell'anca, può essere conseguente a traumi, dolore vertebrale o muscolare o, più frequentemente, determinato da alterazioni posturali o ipotonicità di un emilato della muscolatura del tronco.

Nelle scoliosi il sesso femminile è maggiormente colpito nel rapporto di circa 5:1 rispetto a quello maschile. In base all'età di comparsa le scoliosi si distinguono in infantile, giovanile, dell'adolescenza. È bene sapere che la scoliosi è una patologia evolutiva, tanto prima si manifesta tanto più ha la possibilità di aggravarsi. La sua evoluzione è massima durante i periodi di forte accrescimento (11-15 anni nelle ragazze e 13-17 anni nei ragazzi).

Le scoliosi sono idiopatiche (ad eziologia sconosciuta) nel 70-80% dei casi, dove insorgono senza una causa apparente; il rimanente 20-30% è rappresentato dalle scoliosi congenite o acquisite (per esempio in seguito ad un trauma, infezioni, tumori o artrite).

Per mantenere l'asse di gravita del tronco e la verticalità del capo, con l'orizzontalità dello sguardo e dell'udito, il rachide cerca di adattarsi alla curva scoliotica, per in un certo senso "economizzare" il sistema. Alla curva principale si aggiungono pertanto curve secondarie o di compenso. La prima si distingue dalle seconde perché è più grave, più fissa, difficilmente correggibile. A seconda della localizzazione della curva principale la scoliosi può essere definita cervico-dorsale, dorsale, dorso-lombare, lombare. A seconda che la convessità della curva principale sia rivolta verso destra o verso sinistra la scoliosi viene definita rispettivamente destro-convessa e sinistro-convessa.

Le curve dorsali sono più spesso destro-convesse, le curve cervico-dorsali e le lombari sono più spesso sinistro-convesse.

Oltre alla comparsa del gibbo ulteriori elementi osservabili all'analisi posturale sono:

  • Spalle a diversa altezza
  • Una o entrambe le scapole prominenti
  • Spine iliache a diversa altezza
  • Asimmetria dei triangoli della taglia
  • Filo a strapiombo (calato da C7 cade fuori dalla linea interglutea)

La valutazione radiografica è essenziale per individuare il livello di curvatura della scoliosi. La misurazione della deviazione scoliotica viene espressa in gradi (angolo di Cobb). Quest'angolo si ottiene tracciando due rette tangenti rispettivamente alle limitanti della prima ed ultima vertebra colpite da scoliosi; le due perpendicolari a queste rette si intersecano formando un angolo che indica l'entità in gradi della deviazione scoliotica.

Una scoliosi inferiore ai 15°-20° può essere considerata come lieve, un'altra compresa tra i 20°-40° è invece una deformità più importante che richiede un trattamento incruento con l'utilizzo di un busto contemporaneamente allo svolgimento di attività fisica. Le scoliosi che non superano i 40° in età adulta difficilmente tendono ad evolvere.

L'intervento chirurgico, per evitare complicanze respiratorie o neurologiche, si effettua nelle scoliosi con angolo superiore ai 40°. Queste possono peggiorare anche in età adulta fino ad 1° per anno.

Angolo di Cobb Gravità
inferiore ai 15°-20° Lieve
tra i 20°-40° Grave
Oltre i 40° Molto grave (richiede intervento chirurgico)

L'attività fisica svolge comunque un ruolo essenziale in tutte le tipologie di scoliosi. Seppur non permetta di correggere direttamente l'alterazione scheletrica dismorfica, è pur sempre necessaria per prevenire un peggioramento, agendo sulla tonificazione generale ma soprattutto sulla presa di coscienza corporea per favorire il recupero della simmetria. Allo stesso tempo esercizi di respirazione attiva, di equilibrio e propriocettivi sono ugualmente essenziali per prevenire alterazioni e conseguenze negative che si accompagnano alla scoliosi.