Test di Cooper
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Test di Cooper

Protocollo esecutivo del Test di Cooper. Caratteristiche e tabella comparativa dei risultati ottenuti in termini di resistenza.

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È forse il test più conosciuto dal popolo sportivo. Consiste in una corsa di 12 minuti su un percorso misurabile e in piano. Occorre avvisare gli atleti del tempo percorso rendendo nota la distanza compiuta. Segnalando i tempi di alcune distanze in maniera tale da rendere consapevole l'atleta del ritmo da mantenere. Al termine del test, e cioè dei 12 minuti, l'atleta viene fatto fermare sul posto o gli viene fatto lasciare a terra un segnale. A seconda dello spazio percorso l'atleta viene classificato attraverso dei parametri che sono riportati nella tabella qui sotto (professionisti). Per le caratteristiche di svolgimento il test è consigliato ad atleti di sport di resistenza e solo in pochi casi ad atleti di sport di squadra.

Queste considerazioni derivano dal fatto che la tipologia di sforzo non solo non è ben sopportata dall'atleta che il più delle volte non riesce a gestirsi, ma è anche non idonea a quelle caratteristiche aerobiche anaerobiche degli sport di squadra. Il test, inoltre è molto influenzato dalla motivazione singola dell'atleta e dalla sua disponibilità alla fatica in quel periodo.
DISTANZA PERCORSA / CATEGORIA DI PRESTAZIONE• > 3400 METRI: ECCELLENTE
• 3300 - 3400: MOLTO BUONO
• 3200 – 3300: BUONO
• 3000 - 3200: SUFFICIENTE
• 2800 - 3000: MEDIOCRE
< 2800 METRI: INSUFFICENTE

Molti dei movimenti eseguiti nei numerosi sport sono strettamente correlati al parametro forza. Lo scatto ad esempio è una manifestazione di forza esplosiva che dipende dal sistema neuromuscolare e dalla forza massima.
Per il parametro forza, che negli sport oltre allo scatto equivale alla capacità d'accelerazione, di decelerazione, d'arresto improvviso e cambio di direzione o di salto, solitamente ci si avvale di un macchinario regolato da microprocessori in grado di determinare l'altezza e il tempo di volo di un balzo, e il tempo di contatto con la superficie. La validità del salto in alto come test per la forza muscolare è avvallato da numerosi studi che confermano la interdipendenza tra il salto verticale e la potenza prodotta nella fase di spinta. Il valore di elevazione è in rapporto diretto con l'accelerazione che gli arti inferiori imprimono al centro di gravità.