I recettori del Sistema Tonico Posturale
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I recettori del Sistema Tonico Posturale

Quali sono i recettori del Sistema Tonico Posturale? Il ruolo dell'apparato vestibolare, dei fusi neuromuscolari, degli organi tendinei di Golgi, la cute ed un approfondimento sul ruolo del piede nella postura e nell'equilibrio

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I recettori del Sistema Tonico Posturale

L'apparato vestibolare è una struttura recettoriale situata nell'orecchio interno, fondamentale per la regolazione della stazione eretta, cioè per mantenere il baricentro del corpo costantemente all'interno del poligono d'appoggio.

In altri termini, attraverso gli impulsi provenienti da questo apparato si può regolare finemente il tono muscolare, in maniera da fare assumere al corpo la postura d'equilibrio, sia in condizioni statiche che dinamiche. L'apparato vestibolare è costituito da due formazioni globose, utricolo e sacculo, dalle quali hanno origine tre canali semicircolari. Utricolo e sacculo forniscono informazioni riguardo la posizione del capo rispetto all'asse di gravità e ad eventuali accelerazioni lineari, mentre i canali semicircolari informano sulle accelerazioni angolari conseguenti ai movimenti della testa.

Mediante il nervo vestibolare le informazioni raccolte vengono convogliate al SNC e integrate con quelle provenienti dal Sistema Tonico Posturale.

I fusi neuromuscolari sono delle strutture recettoriali che dispongono di una doppia innervazione, sensitiva e motoria, e sono sensibili alle variazioni di lunghezza muscolare. Situati nel ventre del muscolo e per la loro disposizione in parallelo con le altre fibre muscolari, vengono allungati ogni qual volta si allunga il muscolo. Essi possono essere considerati dei servo-meccanismi fisiologici che misurano sia le variazioni lineari del muscolo che la velocità di contrazione. La loro attività è regolata da modifiche di segnali efferenti provenienti da gamma motoneuroni statici e dinamici, posti nelle corna anteriori del midollo spinale, che innervano la muscolatura intrafusale e sono sensori di allungamento, e alfa motoneuroni che innervando la muscolatura extrafusale, eccitano direttamente il muscolo e ne determinano forza e velocità di contrazione.

Questo circuito, che inizia con la scarica dei gamma motoneuroni e si chiude con l'eccitamento degli alfa motoneuroni è chiamato circuito gamma-alfa ed è alla base del riflesso miotatico che consiste in una contrazione del muscolo in seguito ad un suo stiramento. L'attività di questo circuito permette il controllo del tono muscolare e condiziona, pertanto, sia la postura che il movimento.

Gli organi tendinei di Golgi, situati alla giunzione muscolo-tendinea, sono disposti in serie rispetto alle fibre muscolari, per cui recepiscono stiramenti del tendine e non del ventre muscolare. Ne risulta, pertanto, che lo stimolo attivatore di questi recettori è principalmente la tensione sviluppata dal muscolo durante la contrazione. Il loro compito è quello di assicurare il rilascio, per via riflessa, del muscolo quando la tensione sviluppata risulti essere eccessiva e potenzialmente dannosa per lo stesso. Questo rilascio da parte degli organi tendinei di Golgi viene assicurato da un circuito inibitorio che blocca l'attività del motoneurone alfa.

Questo riflesso viene definito come riflesso miotatico inverso perché, a differenza del riflesso miotatico, l'attività recettoriale non determina una contrazione ma bensì un rilascio del muscolo.

L'occhio è un organo sensoriale che consente di recepire le onde elettromagnetiche provenienti dal mondo esterno e di convertirle in impulsi nervosi, che invia al SNC per la successiva elaborazione. L'entrata visiva risulta essere nell'uomo fondamentale ai fini della regolazione posturale e dell'equilibrio. Basti osservare come anche in posizione eretta o con appoggio su un solo piede la chiusura degli occhi determini un'istantanea perdita di equilibrio. Per fare in modo che il Sistema Tonico Posturale possa utilizzare l'informazione visiva, questa deve essere integrata e comparata con quella proveniente dall'apparato vestibolare e dall'appoggio plantare.

La cute ha numerosi recettori situati nello spessore della pelle ed è sensibile a eccitamenti tattili, termici, dolorifici e di pressione. Il piede, in maniera particolare, svolge una fondamentale azione meccanica: assorbe parte dell'energia meccanica generata con l'impatto con il suolo e la converte in energia elastica che può essere utilizzata dai muscoli nella fase di spinta. Una sorta, insomma, di "ammortizzatore biologico". Oltre alla funzione meccanica, al piede spetta anche un altro fondamentale compito; quello di informare sulle sollecitazioni alle quali è sottoposto e sulla natura del terreno sul quale viene ad operare.

L'esterocettore plantare permette di situare l'insieme della massa corporea in rapporto all'ambiente, grazie a delle misure di pressione a livello della superficie cutanea plantare. Quest'ultima rappresenta l'interfaccia costante tra l'ambiente ed il Sistema Tonico Posturale. Essa è ricca di recettori e possiede una soglia di sensibilità molto elevata (i baropressori percepiscono anche le pressioni di 0,3gr). Essi forniscono informazioni sulle oscillazioni dell'insieme della massa corporea e si comportano dunque come una piattaforma stabilometrica. Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da un recettore fisso direttamente a contatto con un ambiente immobile rappresentato dal suolo. Le terminazioni nervose stimolate durante la stazione eretta ed il movimento fanno, infatti, del piede un organo "posturale" ed uno straordinario informatore del cervello; i nervi sensitivi trasmettono ad esso tutte le informazioni recepite, principalmente al livello della cute, dei tendini e delle articolazioni: sensazioni tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche.

L'Integrazione degli impulsi, da questi diversi sistemi, avviene a livello del tronco cerebrale. Il funzionamento alterato di un blocco o di un collegamento tra due blocchi del sistema, provoca un'alterazione della postura. Pertanto le alterazioni morfologiche, non si debbono considerare come semplici alterazioni della componente osteo-arto-muscolare, intesa come frammento di un'organizzazione periferica, ma debbono essere considerate in una visione più complessa, comprensiva di tutta l'organizzazione anatomica e funzionale del Sistema Nervoso Centrale.