La buona postura
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La buona postura

La postura è buona quando è efficace, ovvero consente di avere equilibrio e sforzo minimo nel mantenere una posizione o nel muoversi

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La buona postura

Generalmente la postura viene definita come la disposizione delle parti del corpo. Una buona postura è quello stato di equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione o una deformità progressiva malgrado la posizione (eretta, distesa, accovacciata, china) in cui queste strutture lavorano e oppongono resistenza. In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace e gli organi toracici e addominali si trovano in posizione ottimale.

La postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione delle strutture portanti e quando l'equilibrio del corpo sulla base d'appoggio è meno efficiente.

La postura è un dato fisico, tangibile, oggettivo ma anche soggettivo, accomuna tutti ma allo stesso tempo ci differenzia dagli altri. Nessuno potrà mai dire di avere una postura esattamente uguale a un'altra persona così come nessuno potrà dire di avere una postura perfetta.

La postura perfetta in realtà non esiste, si può tendere a essa ma mai raggiungerla. La complessità dei meccanismi che regolano la nostra postura uniti all'insieme di forze con cui il corpo si trova a lottare rendono questa condizione impossibile. Ciò nonostante la tendenza ad avere un buon allineamento posturale può determinare il confine fra l'essere in salute e non esserlo.

La postura non è un dato fisso e immutabile nel tempo. Evolve insieme alle caratteristiche fisiche e psicologiche del nostro organismo. È determinata da fattori ereditari e costituzionali, dalle esperienze motorie del soggetto, da caratteristiche psicologiche nonché dal carattere stesso della persona.

Rappresenta il nostro modo personale di interagire con il mondo che ci circonda, il nostro biglietto da visita. Avere una buona postura dà un'immagine positiva di sé: la persona che si muove con il busto eretto, con coordinazione e armonia trasmette un'immagine di sicurezza, di qualcuno che affronta la vita con positività e fiducia; al contrario l'individuo con la schiena curva, le spalle cadenti e il capo inclinato dimostra rassegnazione, sofferenza verso i compiti della vita.

La postura è efficace quando consente di avere equilibrio e sforzo minimo nel mantenere una posizione o nel muoversi. I muscoli e le articolazioni sono le strutture che per prime risentono di un cattivo atteggiamento posturale.

Numerose ricerche hanno dimostrato che la maggior parte dei disturbi a carico della colonna vertebrale nascono proprio da un cattivo uso del nostro corpo. La nostra colonna vertebrale è continuamente sottoposta all'azione logorante della forza di gravità, che dall'alto ci spinge verso il basso. A questa forza vanno aggiunte le pressioni che esercitiamo su di essa attraverso le posizioni assunte dal nostro corpo.

A molti sorprenderà sapere che la posizione seduta implica sulla colonna delle pressioni maggiori rispetto alla posizione in piedi (ortograda).

Il rachide è una struttura complessa, per semplicità descrittiva si suole dividerlo in unità vertebrali. Si distinguono il corpo vertebrale, il disco, i legamenti, le faccette articolari e il foro vertebrale dove decorrono i nervi e il midollo spinale.

Le curve presenti nella colonna, lordosi cervicale, cifosi toracica e lordosi lombare, conferiscono alla colonna maggiore resistenza alle sollecitazioni; tuttavia quando l'ampiezza di queste curve aumenta o diminuisce, discostandosi dai valori fisiologici, i dischi intervertebrali e le altre strutture si trovano a dover fronteggiare pressioni superiori alla norma, tali da poter determinare deformazioni dei tessuti che li costituiscono.

Il dolore che ne consegue non sempre è un elemento negativo: esso non è altro che un campanello d'allarme utilizzato dal nostro corpo per avvertirci che stiamo applicando su di esso delle sollecitazioni meccaniche anomale. Ascoltare il proprio corpo è il primo passo per interrompere il circolo vizioso che, se perdurerà, porterà alla deformazione, infiammazione del tessuto e cronicizzazione del dolore.