La propriocezione
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La propriocezione

Cos'è la propriocezione? E cosa si intende per controllo posturale? Analisi e funzionamento dei recettori posti nelle articolazioni e nei legamenti e dei recettori specifici del muscolo

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La propriocezione

La propriocezione può essere definita come una forma di sesto senso che ci fornisce informazioni istante dopo istante circa la posizione degli arti e del corpo nello spazio e sulla base di queste informazioni i centri superiori sono in grado di correggere o di modificare il movimento ogniqualvolta sia necessario (Conti 2008)

Il termine controllo posturale indica il controllo dell'orientamento del corpo e dei suoi diversi segmenti in condizioni sia statiche (da fermi) sia dinamiche (in movimento) (Conti 2008).

Il primo requisito per poter mantenere qualunque posizione è che la verticale per il baricentro cada nel piano d'appoggio in condizione statica.

Verticale
Verticale passante per il baricentro che cade al centro del piano di appoggio. In condizione statica per mantenere l'equilibrio l'asse passante per il baricentro deve cadere sempre al centro del poligono di appoggio del soggetto.

Nella situazione statica il corpo deve mantenere la posizione dei vari segmenti corporei in modo da ottenere la corretta posizione del baricentro. Il mantenimento della posizione dei vari segmenti corporei si effettua attraverso una contrazione tonica della muscolatura (tono posturale).

Bisogna poi essere in grado di correggere le deviazioni della posizione scelta e, per svolgere una tale funzione, sono necessari sistemi sensoriali che possono segnalare tali deviazioni e generare attivazioni muscolari riflesse (riflessi posturali) in grado di ripristinare la posizione originaria (Conti 2008).

Tradizionalmente il controllo posturale è considerato come il frutto di un'integrazione multisensoriale, in cui segnali vestibolari, somatosensitivi e visivi contribuiscono a determinare una rappresentazione nervosa della posizione assunta e a segnalare le deviazioni da essa, generando contemporaneamente riflessi posturali che la ripristinino. L'esistenza di tale integrazione multisensoriale costituisce un importante fattore di sicurezza, che permette di mantenere l'orientamento posturale anche quando uno dei segnali viene soppresso da eventi patologici.(Conti 2008).

Un altro aspetto importante dei meccanismi posturali è il controllo dell'orientamento della testa, che sembra avere un duplice significato: innanzitutto stabilizzare la testa significa rendere stabile lo sguardo, ed alla stabilità della posizione della testa nello spazio c'è innanzitutto l'inerzia, che impedisce alla testa di seguire il movimento del tronco, almeno alle alte frequenze di oscillazione (Conti 2008).

Numerosi tipi di meccanocettori posti nelle articolazioni e nei muscoli inviano al sistema nervoso centrale informazioni propriocettive riguardo la posizione dei segmenti corporei e il grado di lunghezza e tensione dei vari muscoli.

Sono stati individuati quattro tipi di recettori posti nelle articolazioni e nei legamenti

Recettori posti nelle articolazioni e nei legamenti

Terminazioni di tipo Golgi

Si trovano nei legamenti, ma non nelle capsule articolari

Terminazioni di Ruffini

Si trovano nelle capsule articolari; rispondono sia al movimento che alla posizione

Corpuscoli paciniformi

Si trovano nelle capsule articolari; rispondono soltanto al movimento

Terminazioni nervose libere

Si trovano sia nei legamenti che nelle capsule articolari; si ritiene che esse rispondano nel caso che il movimento dell'articolazione sia così estremo da divenire doloroso (Vaughan G Macefield 2005)

Terminazioni
A) Terminazioni di tipo Golgi
B) Terminazioni di Ruffini e corpuscoli paciniformi
C) Terminazioni nervose libere. Sono presenti nei muscoli e nelle articolazioni ed inviano al sistema nervoso centrale informazioni sui vari segmenti corporei.

Anche i muscoli presentano quattro tipi di recettori, due dei quali, gli organi tendinei del Golgi ed i fusi muscolari, sono specifici del muscolo e contribuiscono al controllo propriocettivo dei riflessi.

Recettori specifici del muscolo

Organi tendinei del Golgi

Gli organi tendinei del Golgi sono recettori capsulati situati nel tendine, in prossimità della giunzione muscolo-tendinea. La capsula dell'organo tendineo circonda un fascetto di fibre tendinee, le quali sono connesse a varie fibre muscolari. Ogni organo tendineo è innervato da un'unica fibra del gruppo Ib che penetra nella capsula e sfiocca in terminazioni che si pongono a contatto con i fascetti tendinei. Essendo connesso in serie con le fibre muscolari, l'organo tendineo viene stirato e quindi eccitato quando aumenta la tensione muscolare (Vaughan 2005).

Fuso muscolare

Il fuso muscolare è recettore complesso che consiste di fibre muscolari intrafusali, un fascetto di piccole fibre muscolari avvolte da una guaina (Vaughan 2005).

La lunghezza del muscolo è data dai fusi neuromuscolari che sono posti parallelamente con le fibre muscolari, ciò fa si che al variare della lunghezza delle fibre varia anche la lunghezza del fuso (Vaughan 2005).

Quando i fusi muscolari rispondono ad uno stiramento o ad una variazione di lunghezza di un certo muscolo, vi è un incremento dell'attività delle fibre afferenti Ia che, a sua volta, stimola direttamente i motoneuroni alfa deputati all'innervazione di quel particolare muscolo. Al contrario, l'attività delle fibre afferenti Ib determinata degli organi tendinei del Golgi, che rispondono alla tensione muscolare, stimola gli interneuroni spinali ad inibire i motoneuroni alfa che innervano un particolare muscolo.

Mediamente vi è maggior ricchezza di fusi nei muscoli coinvolti in movimenti relativamente complessi rispetto a muscoli che invece compiono azioni piuttosto semplici. I fusi contengono fibre neuromuscolari, del tutto simili a quelle del muscolo stesso, definite intrafusali per distinguerle da quelle di lavoro del muscolo dette anche extrafusali (Vaughan 2005).

I fusi dispongono di un'innervazione afferente ed efferente. Un contingente afferente proviene dalla parte centrale del fuso, si tratta di fibre anulospirali stimolate dal grado di allungamento del fuso. Esiste poi un secondo contingente sensitivo costituito dalle cosiddette terminazioni a fiorami disposte principalmente verso le estremità del fuso. Le terminazioni a fiorami rispondono principalmente a variazioni di velocità di allungamento o accorciamento del muscolo e quindi anche dei fusi, ciò significa che quando un muscolo subisce un improvviso stiramento il fuso si oppone a quest'ultimo ed impedisce che la lunghezza del muscolo cambi troppo rapidamente (Vaughan 2005).