Rieducazione posturale e taping posturale
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Rieducazione posturale e taping posturale

Come nasce la postura? Analisi dei motivi per cui è difficile ottenere la rieducazione posturale una volta raggiunta l'età della maturazione. In che modo il taping può aiutare nella rieducazione?

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Rieducazione posturale e taping posturale

Ai fini posturali, la presa di coscienza corporea è un aspetto fondamentale. Fin dalla nascita siamo sottoposti ad una miriade di stimoli sensitivi di diverso tipo, di cui non sempre abbiamo piena coscienza. Il neonato è esposto a un'ampia gamma di esperienze percettive attraverso i sistemi recettoriali di cui il corpo è fornito: la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'olfatto che vanno a costituire i cosiddetti cinque sensi. A questi vanno aggiunti la percezione vestibolare che deriva dai recettori posti nell'orecchio interno, il cosiddetto organo dell'equilibrio (utricolo, sacculo e canali semicircolari) e la propriocezione, ossia la percezione della posizione e del movimento del corpo nello spazio grazie a recettori posti nelle articolazioni e nei muscoli (fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi). Queste sensazioni vengono vissute inizialmente in maniera del tutto passiva dal neonato che quasi le subisce.
Poco alla volta il bambino assocerà a dei movimenti riflessi delle sensazioni piacevoli che tenterà di ripetere. Ciò avviene ad esempio quando si accarezza un lato del viso ed il neonato gira la testa in quella direzione (riflesso di rooting). Alla stessa maniera avviene la ricerca del capezzolo della madre mentre questa tiene il neonato appoggiato sul seno. Il piacere che deriva dal profumo e dal gusto del cibo, le sensazioni fisiche che derivano dall'atto del succhiare e dalle carezze della madre oltre che dalla vista rassicurante della stessa vanno a stimolare contemporaneamente in maniera positiva la totalità dei sensi del bambino attraverso un unico, semplice gesto.
Quando questo meccanismo di movimento riflesso e sensazione gratificante si ripete nel tempo viene fatto proprio dal bambino e diviene movimento attivo e volontario poiché implica l'attivazione dei centri corticali. Il "vissuto corporeo" e l'esperienza sensoriale positiva ad esso correlata, hanno determinato l'apprendimento.

L'assunto di base che unisce le diverse teorie psicomotorie è che il pensiero umano si strutturi a partire dall'elaborazione degli stimoli (tattili, propriocettivi, visivi, uditivi, ecc.) che il bambino percepisce nelle prime fasi di vita. Da questi stimoli comincia a costruirsi il pensiero e l'organizzazione di tutte quelle funzioni mentali che comunemente chiamiamo Io corporeo o Identità corporea.

Merleau-Ponty, andando ad analizzare il rapporto fra corpo e movimento, afferma:

Ciascuno di noi se non è affetto da particolari patologie, ha coscienza di sé e del mondo appunto tramite il proprio corpo

Per approfondire questo concetto si introduce la nozione di schema corporeo. Secondo Jean Le Boulch

lo schema del corpo può essere considerato come un'intuizione di insieme o una conoscenza immediata che si ha del proprio corpo sia in posizione statica che in movimento, in rapporto alle diverse parti tra loro, e soprattutto nei rapporti con lo spazio e gli oggetti che lo circondano

La strutturazione e l'evoluzione dello schema corporeo avviene attraverso le esperienze di movimento fin dalla nascita. Più saranno varie e numerose le esperienze di motricità del bambino tanto più sarà stimolata la strutturazione corretta del suo schema corporeo durante lo sviluppo. Ciò non è affatto secondario: gran parte dei disordini posturali che si manifestano in età infantile e adolescenziale, i cosiddetti atteggiamenti viziati, nascono proprio da una mancata strutturazione dello schema corporeo. Specie in età puberale, come conseguenza dei profondi e accelerati cambiamenti psicosomatici, il ragazzo manca di un'adeguata conoscenza e controllo del proprio corpo, ciò ne altera sia la statica (con l'assunzione di atteggiamenti posturali scorretti) che la dinamica (goffagine o mancanza di coordinazione).
Talvolta questi atteggiamenti viziati possono rappresentare l'humus d'insorgenza di deficit della postura a carattere evolutivo nella fase adulta che tenderanno col tempo a peggiorare o stabilizzarsi. La rieducazione posturale, o come si suol dire la correzione (termine improprio a parere di chi scrive), per essere realmente efficace, dovrebbe essere ricercata prima o durante questa età. Una volta raggiunta l'età di maturazione scheletrica, le possibilità di successo attraverso l'intervento posturale diverranno assai più complesse. Non solo perché le strutture "efferenti" della postura (ossa, muscoli e articolazioni) divengono progressivamente più rigide ma soprattutto perché gli schemi mentali legati alla postura e al movimento sono ormai ben strutturati e meno plastici.
La postura, del resto, oltre ad essere una forma di adattamento è anche una forma di abitudine. Sappiamo bene che più tempo siamo abituati a fare una cosa e meno siamo disposti a cambiarla. Del resto il limitarsi a correzioni esterne, come chi pensa che per rieducare una postura basti allungare un muscolo o rafforzarne un altro, come il sarto che accorcia e allunga il vestito a suo piacere, mostrerà nel tempo la sua inefficacia.
Non può esistere correzione posturale su queste basi: la madre che rimprovera il bambino seduto a tavola urlandogli "stai dritto!" non ha mai ottenuto grandi risultati; infatti dopo poco il bambino adotterà nuovamente la sua caratteristica strategia posturale. La presa di coscienza corporea gioca un ruolo fondamentale, unita al controllo, la coordinazione, l'equilibrio. Solo su queste basi è possibile ottenere un autocorrezione spontanea, consapevole e duratura da parte del soggetto.

Il taping chinesiologico, a tal proposito, è in grado di prolungare gli stimoli esterocettivi e propriocettivi anche al di fuori della seduta di ginnastica posturale, potenziandone sostanzialmente l'effetto, per portare il soggetto ad un'autocorrezione spontanea, attraverso la creazione di nuovi schemi corporei o la modifica dei precedenti acquisiti.