Taping e sistema linfatico
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Taping e sistema linfatico

Come funziona il sistema linfatico? E perché il Taping contribuisce ai meccanismi di autoguarigione del corpo?

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Taping e sistema linfatico

Il taping chinesiologico esplica una delle sue funzioni principali a livello linfatico, un sistema poco conosciuto ma fra i più importanti per la salute dell’organismo. Costituito da un articolato sistema di vasi, molto simile a quello circolatorio venoso e arterioso ma differente per struttura e funzione.
Il sistema linfatico consente alla linfa di fluire nei tessuti corporei, drenando ogni angolo dell'organismo prima di riversarsi nelle vene toraciche. La linfa deriva direttamente dal sangue ed ha una composizione ad esso molto simile, nonostante sia più ricca di globuli bianchi e poverissima di quelli rossi. Circolando negli spazi interstiziali (compresi, cioè, tra una cellula e l'altra) ha lo scopo di riassorbire il plasma (parte liquida del sangue) presente in queste zone.

il sistema linfatico
Sistema linfatico

Il sistema linfatico si oppone ad eccessivi accumuli di fluidi nei tessuti e rappresenta una delle principali armi di difesa del nostro organismo. Può essere suddiviso in tre parti:

  1. Il sistema linfatico superficiale: drena la cute e il sottocute
  2. Il sistema linfatico profondo: drena la linfa proveniente dai muscoli, dalle ossa, dalle articolazioni, ecc. I collettori profondi decorrono lungo il decorso delle arterie e delle vene, all’interno di guaine vascolari; possiedono un calibro maggiore rispetto ai corrispondenti collettori linfatici superficiali
  3. Il sistema linfatico viscerale: i collettori decorrono paralleli ai vasi ematici degli organi interessati e possono essere interrotti da piccoli linfonodi intercalati

Contrariamente al sistema venoso, i collettori profondi drenano verso quelli superficiali attraverso rami perforanti. Il sistema linfatico superficiale, negli arti, drena infatti il 90% circa della linfa.

Gli organi principali di questo sistema sono i linfonodi, disposti in particolari zone del nostro corpo e capaci di produrre i cosiddetti linfociti, una particolare tipologia di globuli bianchi capace di combattere i microrganismi esterni.
I linfonodi, per la loro funzione, possono essere considerati dei filtri biologici in grado di intercettare e distruggere eventuali germi o sostanze estranee presenti nella linfa.

La linfa scorre all’interno dei vasi linfatici, ma a differenza del sangue non viene spinta dalla pompa cardiaca ma viene mossa dall'azione dei muscoli che, con la loro contrazione e il successivo rilassamento, funzionano come una vera e propria pompa. Condizioni prolungate di immobilità, come per chi è costretto per lungo tempo a letto, possono determinare conseguentemente l’accumulo di liquidi, specie a livello delle gambe, con comparsa del cosiddetto edema. La parte interna del linfonodo è densamente popolata da cellule speciali di tipo immunitario (linfociti e macrofagi) che in caso di infezione si moltiplicano velocemente, aumentando talvolta in misura considerevole il suo volume.

I linfonodi
Linfonodi

Raramente isolati, tendono a riunirsi in catene o gruppi ravvicinati, formando le cosiddette stazioni linfonodali, che prendono il nome dal territorio di raccolta della linfa (ad es. linfonodi ascellari o inguinali). Nell’immagine sono rappresentate le principali stazioni linfonodali.

principali stazioni linfonodali
Principali stazioni linfonodali

Lungo il sistema linfatico incontriamo anche i cosiddetti organi linfatici, deputati alla produzione ed alla purificazione della linfa (timo, milza e midollo osseo). I vasi linfatici più piccoli, detti capillari, si trovano nelle regioni periferiche dell'organismo e, riunendosi tra loro, danno origine a vasi sempre più grandi.
La cisterna del chilo, detta anche cisterna di Pecquet, è la struttura anatomica che funge da centro di raccolta della linfa proveniente dagli arti inferiori e dalla porzione inferiore del tronco.
È localizzata generalmente alla destra dell'aorta addominale, a livello della prima e seconda vertebra lombare. Dalla cisterna del chilo prende origine il dotto toracico, che subito dopo attraversa il diaframma per entrare nella cavità toracica. La linfa trasportata dal dotto toracico, unendosi a quella presente nei vasi provenienti dalla parte superiore del corpo raccolta dal dotto linfatico destro, si riversa a livello della congiunzione tra vene succlavie e vena giugulare.

I vasi linfatici di maggiori dimensioni si caratterizzano per il susseguirsi di restringimenti e dilatazioni a cui si associano vere e proprie inserzioni valvolari che, similmente a quelle del sistema venoso, impediscono il reflusso della linfa obbligandola a scorrere in un solo senso; la parete di alcuni di questi vasi ha anche capacità contrattile.
Tutte queste peculiarità anatomiche sono fondamentali per consentire il passaggio unidirezionale della linfa: dal liquido interstiziale dei tessuti verso la circolazione sistemica, anche contro gravità.