Ginocchio valgo - seconda parte
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Ginocchio valgo - seconda parte

Il ginocchio valgo in età evolutiva. Le caratteristiche del ginocchio valgo e l'esame del soggetto, il trattamento consigliato e l'esame degli esercizi. Parte seconda.

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Esercizi• soggetto seduto sul tappetino (ginocchia abdotte), piante dei piedi a contatto, pressione delle ginocchia verso terra
• soggetto seduto sulla panca, stringere la palla con la pianta dei piedi divaricando le ginocchia
• soggetto prono con le gambe leggermente divaricate, flettere le gambe sulle cosce cercando di riunire i talloni nel punto di flessione a 90°
• soggetto in piedi di fronte alla spalliera, impugnare lo staggio all'altezza delle spalle, piedi paralleli e leggermente divaricati, gambe poco divaricate, abduzione delle ginocchia con leggera estensione delle gambe mantenendo i piedi paralleli
• soggetto in piedi, camminare (deambulazione), incrociando le gambe su una linea retta posta sul pavimento a passi incrociati
• soggetto seduto con le gambe incrociate, cercare di toccare con l'alluce la rotula contro-laterale
• soggetto in decubito supino, cuscino di gomma piuma tra le ginocchia mantenere la posizione 10-15 sec. 4/5 serie

Considerazioni finali sulla postura

La postura intesa come la posizione del corpo nel suo complesso e in relazione spaziale tra i segmenti scheletrici sia in condizioni statiche che nell'esecuzione di attività motorie, è sempre più oggetto di studi e ricerche.
In questi ultimi anni la postura ha coinvolto specialisti di estrazione diversa e in virtù di ciò essa può essere intesa come una branca trasversale che attraversa la neurofisiologia, la psicologia, la chinesiologia, l'ortopedia, la terapia riabilitativa ecc.
Partendo da un'attenta analisi clinica della postura del soggetto, nel nostro caso in età evolutiva, è possibile valutare il soggetto coinvolgendolo in un lavoro attivo e cosciente sul proprio corpo che lo metterà nella condizione di sviluppare un apprendimento motorio e posturale, confrontando sensazioni – posizioni e atteggiamenti vecchi e nuovi, prendendone coscienza per stabilire nuovi punti di riferimento posturali sui quali rielaborare lo schema corporeo.

Il cambiamento della postura deve essere vissuto e non subito dal soggetto.