Piede piatto
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Piede piatto

Valutazione morfologica del piede piatto. Indagine visiva e funzionale, cause, conseguenze e ripercussioni sull'intera postura.

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Si definisce impronta del piede normale quella in cui la lunghezza dell'istmo, cioè la zona del mesopiede che tocca il terreno lungo il bordo laterale, corrisponde ad un terzo della lunghezza espressa dall'impronta a livello delle teste metatarsali.
Si definisce impronta di piede piatto, quella in cui la lunghezza dell'istmo è superiore ad un terzo, considerando anche i 3 gradi di gravità del piattismo (lieve-medio-piatto), sempre basato sull'espressione della lunghezza dell'istmo.
Esistono poi delle sottoclassi di piede piatto, come piede pronato, varo, valgo ecc.
Il soggetto con piede pronato e valgo generalmente presenta:

  • Iperlordosi lombare ipotonica
  • Cervicale verticalizzata o inversione della curva
  • Testa in avanti
Se osserviamo il piede quando il soggetto è in piedi, nella stazione eretta, notiamo che non tutta la regione plantare di esso è appoggiata al suolo ma solo le parti del piede che sono in corrispondenza della grande tuberosità del calcagno e della testa del 1° e 4°-5° metatarso dove si sviluppano gli archi plantari (volte plantari): 2 longitudinali, uno interno e l'altro esterno e uno trasversale.

Il calcagno, l'astragalo, lo scafoide, i tre cuneiformi e i primi 3 metatarsi formano l'arco longitudinale interno che oltre ad essere sostenuto dall'azione dei muscoli tibiale posteriore e peroneo lungo, definiti anche muscoli cavizzanti, presentano alcuni legamenti che contribuiscono al sostegno della volta plantare nelle due concavità: trasversale e longitudinale.