Allenamento dell'equilibrio
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Allenamento dell'equilibrio

La letteratura medica dimostra che l'efficacia dell'allenamento del balance training è molto importante nella prevenzione e riabilitazione e nel miglioramento della performance. Un nuovo allenamento: lo slacking

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Allenamento dell'equilibrio

Perché soffermarsi su una semplice capacità coordinativa come l'equilibrio? Perché l'equilibrio costituisce il presupposto motorio che si esprime mediante l'abilità di controllare la proiezione del baricentro corporeo all'interno del poligono ideale all'interno dei quali sono iscritti i piedi: questa è una capacità molto complessa che viene espressa ad ogni gesto tecnico – motorio nella maggior parte degli sport di squadra e individuale (Sveistrup, 2001)1. Tanto più viene sviluppata questa capacità, tanto più il nostro cer9 vello avrà informazioni aggiuntive che potrà elaborare per una corretta strategia posturale e quindi garantire una migliore organizzazione del movimento e, di conseguenza, una miglior realizzazione degli spostamenti e degli elementi tecnici del gioco2.

Attualmente in moltissime discipline sportive, in particolare nei giochi di squadra che richiedono improvvisi e repentini movimenti in rapporto ad attrezzo, compagni ed avversari, si sono sviluppati numerosi programmi di preparazione fisica sia nel periodo preparatorio che in quello competitivo, dove trova particolare rilevanza l'allenamento in situazione di disequilibrio. Questa esigenza nasce da numerose ricerche effettuate negli ultimi anni, dove si sono valutati gli effetti del balance training.

I risultati di questi studi hanno messo in evidenza i motivi per i quali si esegue un balance training:

  • Prevenzione degli infortuni
  • Miglioramento della performance
  • Riabilitazione dopo gli infortuni

Successivamente verranno riportati alcune ricerche per dimostrare l'effetto dell'allenamento in disequilibrio.

Letteratura ed equilibrio: prevenzione degli infortuni

L'obiettivo di uno studio di A. Caraffa e al. era valutare l'efficacia di un training propriocettivo per prevenire la rottura di LCA in giocatori di calcio2 (per approfondimenti sul legamento crociato anteriore vedi anche: la Dottoressa Federica Brancati; pervedi approfondimenti sugli infortuni nel calcio vedi Dottoressa Carolina Bertolini).

Protocollo

  1. 600 calciatori testati (300 gs – 300 gc)
  2. Balance training 20' al giorno per precampionato successivamente 20' per tre volte a settimana durante il campionato

Risultati

  1. Gruppo Sperimentale: 10 rotture LCA
  2. Gruppo Controllo: 70 rotture LCA

Introducendo nell'allenamento quotidiano un balance training, il gruppo sperimentale ha ridotto dell'86% il rischio di infortunio al LCA.

Letteratura ed equilibrio: riabilitazione dopo gli infortuni

Da una review di Zech A. e al.3 che trattava l'efficacia di un allenamento propriocettivo e neuromuscolare per il trattamento post infortunio, si è concluso che c'è una buona evidenza sull'utilizzo di questo tipo di training per la prevenzione e miglioramento della funzionalità post distorsione alla caviglia e rottura LCA.

In particolare si possono citare le ricerche di Holme e Eils and Rosenbaum, i quali hanno introdotto nel normale allenamento anche il balance training, riscontrando per i soggetti sottoposti a questi protocolli, una percentuale di reinfortunio molto più bassa rispetto agli atleti che non avevano praticato l'allenamento in disequilibrio.

Letteratura ed equilibrio: miglioramento della performance

In uno studio effettuato da Gualtieri D. e al.4 è stato verificato che su giovani calciatori di 12 anni un allenamento di balance training nel quale venivano eseguiti in disequilibrio (ovvero in appoggio su semisfere balance o tavolette) elementi tecnici (stop, colpi di testa etc.) di soli 15' per due volte a settimana per sei settimane, ha prodotto un miglioramento significativo nei test di salto, di velocità e nei test di equilibrio.

Gli attrezzi più utilizzati per il balance training sono per lo più le tavolette propriocettive e le skimmy.

Tra gli attrezzi che si stanno affermando nell'allenamento dell'equilibrio c'è lo slackline.

Cos'è lo slackline?

Lo slacklining in apparenza riporta subito a uno sport da circo: l'acrobata sulla corda nel vuoto. In realtà, il contenuto tecnico è molto maggiore: si cammina su una fettuccia tubolare o piatta larga tra i 25 e i 50 mm tesa tra due punti di ancoraggio, che possono essere in ambiente naturale, ma più spesso anche in palestra o in ambiente urbano moderno o anche tra antichi e suggestivi monumenti. A differenza del funambolismo classico, in cui si utilizza una corda di acciaio con qualità statiche, il materiale utilizzato per lo slackline ha caratteristiche dinamiche che causano movimenti oscillanti che l'atleta deve contrastare per non perdere il bilanciamento. Richiede quindi equilibrio, concentrazione, coordinamento, tensione fisica, creatività e coraggio. Spesso lo slackline viene teso su gole o tra guglie rocciose; altezze di 100 metri non sono una rarità.

Nonostante l'atleta sia assicurato con un'imbragatura, sulla highline lo sforzo, soprattutto mentale e psicologico, è enorme. È proprio l'elasticità che le dà il nome, slackline, che in italiano possiamo tradurre in filo-molle, per distinguere questo filo dalla fune tesa o tightrope in inglese.

Lo slackling nasce negli Stati Uniti principalmente in Yosemite Valley nei primi anni 80 dove si sviluppa specialmente nell'ambiente dell'arrampicata, in Europa si sta diffondendo in questi anni.