Slackline e letteratura
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Slackline e letteratura

In letteratura esistono 2 studi riguardo lo slackline: il primo sul rapporto tra slackline e prevenzione, il secondo su slackline e riflessi spinali

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Slackline e letteratura

Slackline e prevenzione

Il primo studio è stato condotto da Granacher e al. 3 nel 2010, su 27 ragazzi. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: uno sperimentale eseguiva un training sullo slackline, l'altro gruppo non eseguiva nessun tipo di training diverso dalla normale routine.

Granacher ha misurato:

  • il tasso di sviluppo della forza dei flessori plantari su un dispositivo isocinetico
  • l'altezza di salto su piattaforma di forza

Questi valori sono stati misurati alla fine delle quattro settimane di lavoro e anche dopo 4 settimane di detraining.

Dopo le prime quattro settimane l'unico valore che è migliorato è l'espressione di forza dei flessori plantari, dopo quattro settimane di deallenamento si è notato una leggera diminuzione di questa espressione di forza.

La conclusione di questo studio è che la promozione dell'equilibrio e della forza sono importanti per la prevenzione degli infortuni, ma il solo cambiamento della forza dei flessori plantari non potrebbe essere sufficiente a produrre un'adeguata prevenzionecontro gli infortuni.

Slackline e riflessi spinali

Con il secondo studio condotto da Keller e al.1 nel 2011, si è cercato di indagare cosa succedeva nei meccanismi neuronali dopo un allenamento con lo slackline. Sono stati testati 24 soggetti per un training di 10 sedute.

Si è valutato il controllo posturale prima e dopo il periodo di allenamento ed inoltre venivano stimolati i H – riflessi per valutare se c'erano stati dei cambiamenti di eccitabilità dei circuiti riflessi spinali.

I risultati del test finale sono stati che tutti i soggetti erano in grado di mantenere l'equilibrio sullo slackline per 20 secondi e avevano ridotto i movimenti sulla balance board, gli H – riflessi sono diminuiti in modo significativo, mentre non si sono verificati cambiamenti nell'elettromiografia.

Risultato è stato che gli adattamenti al fatto che si rimanga più tempo in equilibrio sono da attribuire alla riduzione riflessa dei circuiti spinali.

Questi studi sono gli unici articoli in letteratura riguardanti questo particolare attrezzo.