Betabloccanti
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Betabloccanti

Dizionario del fitness: analisi e spiegazione del termine Betabloccanti

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Betabloccanti

L'utilizzo di farmaci o altre sostanze capaci di alterare, migliorandole, le prestazioni atletiche è sempre stata una forte tentazione per tutti quegli atleti in cerca di una facile gloria. Anche se, spesso, si è poi accompagnata da un altrettanto rapido declino.

L'impiego dei betabloccanti per migliorare la propria performance appare a prima vista illogico, essendo sostanze che agiscono sul controllo della frequenza cardiaca contribuendo a mantenerla bassa. È in realtà un abuso purtroppo sempre più comune nelle discipline di precisione, come il tiro a segno o il tiro con l'arco ecc.

I betabloccanti, o bloccanti β-adrenergici sono comunemente utilizzati nel trattamento delle coronaropatie, dell'ipertensione ed in particolari casi di emicranie. Il loro meccanismo d'azione è basato sulla competizione con epinefrina e norepinefrina che sono comunemente prodotti per via endogena dall'organismo, soprattutto in condizioni di stress. Sotto il rilascio di tali sostanze, appartenenti al gruppo delle catecolamine, assistiamo all'incremento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, oltre alla vasocostrizione dei vasi sanguigni della muscolatura liscia e alla vasodilatazione dei vasi sanguigni della muscolatura scheletrica.

L'impiego di betabloccanti quindi, oltre a determinare un "controllo" sulla frequenza cardiaca, soprattutto in condizioni di stress, riduce anche il fabbisogno di ossigeno da parte del miocardio, essendo ridotta, oltre alla frequenza, anche la forza di contrazione. La pratica di attività sportive sotto l'effetto dei betabloccanti determina un minor incremento della frequenza cardiaca, sin quasi a mantenerla su valori di circa la metà rispetto a quanto accadrebbe in condizioni normali.

Alcuni betabloccanti sono poi in grado di agire in modo mirato su specifici recettori. Infatti i recettori cellulari di cuore e polmoni sono differenti. In questo caso l'azione del farmaco potrà agire selettivamente sull'attività della muscolatura cardiaca o della muscolatura liscia polmonare.

L'impiego di betabloccanti "generici" potrebbe infatti portare a manifestazioni simili allo stato asmatico, divenendo estremamente pericolosi per quei soggetti che già soffrissero di condizioni quali l'asma o problemi polmonari in genere.