Ferro
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Ferro

Dizionario del fitness: analisi e spiegazione del termine Ferro

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Ferro

La gran parte del ferro presente in un individuo è contenuto nei suoi eritrociti, dove costituisce parte dell'emoglobina, partecipando al trasporto gassoso. Tutte le sue funzioni sono riconducibili al rapporto con l'O2, compreso il ruolo svolto nei citocromi mitocondriali ai fini del metabolismo energetico.

È fondamentale per tutti gli sportivi. La sua assimilazione, se introdotto con gli alimenti, varia a seconda del tipo di ferro in essi contenuto e, nel dettaglio, distinguiamo il ferro eme (forma ferrosa, maggiormente biodisponibile) dal ferro non eme (forma ferrica, meno biodisponibile). In ogni caso la biodisponibilità di ferro, rispetto al quantitativo presente negli alimenti, è sempre molto limitata.

L'assimilazione del ferro non eme può essere agevolata dalla concomitante assunzione di vitamina C, risulta invece contrasta dalle fibre presenti in alcuni alimenti. Una sua carenza determina anemia, debolezza, tachicardia e microcitosi. Un eccesso di ferro conduce a sierosi, leucocitosi, compromissione del metabolismo del rame, cirrosi epatica, sino alla necrosi epatocellulare e la degenerazione tubulare.

Le principali fonti di ferro eme sono le carni rosse ed il fegato in particolare. Il fabbisogno giornaliero è di circa 10mg nell'uomo, poco meno del doppio nella donna.

La deplezione delle scorte negli individui sportivi ne aumenta il fabbisogno. Soprattutto in soggetti che praticano discipline di fondo che si espongono ad emolisi, ma anche alla perdita mediante la sudorazione. In ogni caso, anche in tali soggetti, non bisognerebbe superare i 20/25mg giornalieri.