Lattato
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Lattato

Dizionario del fitness: analisi e spiegazione del termine Lattato

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Lattato

L'acido lattico (o lattato: C3H6O3) è il prodotto della glicolisi anaerobica. La glicolisi anaerobica è uno dei processi di liberazione energetica utilizzati per la fosforilazione dell'ADP. Viene innescata nei casi in cui la richiesta energetica supera la quota di energia prodotta mediante il sistema aerobico. All'aumentare della richiesta energetica per via anaerobica aumenterà la quantità di produzione di acido lattico, riducendo i tempi della performance sportiva.

La formazione dell'acido lattico è la conseguenza di una fermentazione. Al termine della glicolisi anaerobica (che ha sede nel citoplasma) si ha il rilascio netto di 2 molecole di ATP e di 2 molecole di piruvato.

Se il piruvato non partecipa al ciclo di Krebs (all'interno dei mitocondri) si lega con i 2 elettroni ed il protone liberati dalla gliceraldeide fosfato durante la glicolisi, e legati in prima istanza alla nicotinammide adenina dinuclotide (NAD+). La conseguenza è stata di convertire il NAD+ in NADH. Per favorire nuovi processi glicolitici, il NADH cede i due elettroni ed il protone al piruvato e torna ad essere NAD+. Il piruvato diviene invece acido lattico.

Il piruvato, e di conseguenza l'acido lattico, conserva la gran parte del potenziale energetico del substrato glucidico. Viene infatti trasportato dal sangue al fegato dove, lo scheletro carbonioso del lattato è reimpiegato nella sintesi di nuovo glucosio. La gran parte del lattato è invece convertita in acido piruvico ed è riutilizzato ai fini energetici.

È da sottolineare che, anche se i termini acido lattico e lattato vengono utilizzati come sinonimi, chimicamente il lattato è sprovvisto di uno ione H+, quindi non è in grado di acidificare il torrente ematico.