Infiammazione cronica: l'importanza dell'attività fisica
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Infiammazione cronica: l'importanza dell'attività fisica

L'attività fisica riveste un ruolo di fondamentale importanza nella prevenzione degli stati infiammatori cronici. Il movimento sembra indurre una down regolazione dell'espressione del TLR in diversi tessuti

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Infiammazione cronica: l'importanza dell'attività fisica

È noto a tutti come, negli ultimi decenni, sia cambiato profondamente lo stile di vita delle popolazioni dei Paesi industrializzati. Molteplici sono le cause che hanno condotto a queste modificazioni: il miglioramento dellecondizioni di vita, dovuto soprattutto a migliori condizioni igieniche generali; la scoperta di farmaci, vaccini e terapie sempre più adeguati; il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Questi, insieme a tanti altri fattori, hanno contribuito a far sì che quelle che erano di gran lunga le principali patologie causa di morbilità e mortalità, come patologie di natura infettiva, fossero superate, almeno nei Paesi industrializzati, da una nuova classe di malattie racchiuse sotto il nome di patologie cronico- degenerative.

La locuzione "malattie cronico-degenerative" comprende una molteplicità di patologie caratterizzate da un decorso prolungato nel tempo e da una progressiva degenerazione dei tessuti. Non si risolvono spontaneamente,né con restituito ad integrum, né si può avere una guarigione completa.

Hanno una elevata prevalenza e rappresentano la principale causa di invalidità e mortalità nei paesi industrializzati. Tra le principali si annoverano: malattie cardiovascolari (es. ipertensione, infarto), malattie dismetaboliche(es. diabete, obesità, dislipidemia), neoplasie (es. adenocarcinoma del polmone, leucemia), disturbi respiratori cronici (es. asma, bronco pneumopatie ostruttive), e malattie psichiche (depressione, schizofrenia).

Per quanto riguarda l'eziologia, alla base delle malattie croniche si riscontra l'azione di una complessa rete di fattori di rischio, che segue il modello multifattoriale. Tra i principali fattori di rischio troviamo il consumo di tabacco e alcool, la dieta (scorretta, ipercalorica, non equilibrata), la sedentarietà o l'inattività e altri determinanti di salute che agiscono interagendo anche con marker di rischio non modificabili come età, sesso,familiarità per la malattia.

L'infiammazione cronica

Studi recenti dimostrano che l'infiammazione cronica è coinvolta nella fisiopatologia dei disturbi cronico-degenerativi, in particolare nello sviluppo della resistenza all'insulina, dell'aterosclerosi, delle patologie neurodegenerative e della crescita tumorale. Questo tipo di patologie mostrano una maggior prevalenza nei soggetti sedentari e nei soggetti anziani. Numerose evidenze sono emerse riguardo agli effetti antiinfiammatoridell'esercizio, infatti numerosi studi sono concordi nel dimostrare come, soggetti fisicamente attivi o che diventino fisicamente attivi, abbiano una riduzione nei biomarkers utilizzati per valutare l'infiammazione sistemica.

Elevati livelli di attività fisica sono associati con una diminuita produzione di citochine infiammatorie stimolate dal mitogeno e minori livelli della proteina sierica C- reattiva. Evidenze suggeriscono come,l'effetto preventivo dell'esercizio, possa essere, in qualche misura, ascritto all'effetto antiinfiammatorio di un esercizio regolare attraverso la perdita di massa grassa viscerale e/o all'induzione di un ambiente anti-infiammatorio(attraverso l'aumento nel circolo di citochine anti-infiammatorie compresi gli antagonisti per i recettori per l'interleuchina 1 (IL-1) e interleuchina 10 (IL-10). Evidenze dimostrano, inoltre, che l'allenamento aumenta e migliora gliaspetti dell'immunità antitumorale e riduce i mediatori dell'infiammazione.

Toll like receptor

Studi recenti evidenziano come siano diversi i fattori in grado di contribuire a giocare un ruolo nell'effetto anti-infiammatorio svolto dall'esercizio fisico regolare; sembra infatti che, all'interno di questa cascata di trasduzione delsegnale, possa ricoprire un ruolo importante una classe di recettori appartenenti alla famiglia dei Toll like receptor, in particolare i recettori Toll like 4 (Flynn, McFarlin 2006).

I recettori di classe Toll sono proteine trans-membrana che individuano una varietà di componenti molecolari il più delle volte derivati da microorganismi. TLR2 e TLR4 sono anche presenti nel fegato, nel tessuto adiposo e nel muscolo scheletrico. Gli acidi grassi extracellulari a catena lunga legano TLR2 e 4 e inducono modificazioni a cascata implicate nellostress cellulare e nel processo infiammatorio. Ricerche scientifiche mostrano come, l'attivazione del TLR da parte degli acidi grassi non esterificati (NEFA), possa partecipare allo sviluppo dell'insulino-resistenza.

L'esercizio sembra indurre una down regolazione dell'espressione del TLR in diversi tessuti, un meccanismo questo che può prendere parte all'effetto protettivo dell'esercizio contro l'insulino- resistenza.

Questi ultimi studi confermano ulteriormente, se ce ne fosse ancora bisogno, l'importanza di uno stile di vita sano e fisicamente attivo, dal momento che non esistono più dubbi circa gli effetti preventivi e protettivi dell'esercizio fisico contro l'insorgere di uno stato di infiammazione cronica nell'organismo che può predisporre allo sviluppo di numerose patologie, principalmente malattie di tipo cronico-degenerative.

In quest'ottica acquista sempre maggior importanza l'adozione di uno stile di vita fisicamente attivo, seguendo anche quelle che sono le linee guida di associazioni come l'American College of Sports Medicine, impegnate a promuovere l'adozionedi un attività motoria e di uno stile di vita che possano contribuire al miglioramento della salute e all'aumento della qualità della vita di ogni soggetto. Senza dubbio il primo passo è rappresentato dal contrasto allasedentarietà e dalla consapevolezza che, un livello minimo di attività fisica settimanale, porti indubbi benefici alla salute e possa combattere alcuni fattori di rischio per lo sviluppo di determinate patologie.