Manifestazioni sistemiche dell'infiammazione
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Manifestazioni sistemiche dell'infiammazione

Leucocitosi, febbre, fase acuta sono le manifestazioni sistemiche dell'infiammazione, sia nella versione cronica che acuta. Le caratteristiche delle 3 fasi

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Manifestazioni sistemiche dell'infiammazione

Nonostante l'infiammazione, sia nella forma acuta che in quella cronica (vedi anche Infiammazione acuta e infiammazione cronica dello stesso autore), sia principalmente un processo localizzato nel sito in cui è presente l'agente flogogeno, l'organismo risente della sua presenza tutte le volte che essasupera una determinata soglia. La risposta sistemica è indotta solo indirettamente dagli agenti eziologici; di essa sono responsabili alcune citochine (IL-1,IL-6,TNF α) che, una volta penetrate nel sangue, raggiungonotutti gli organi in corrispondenza dei quali interagiscono con le cellule che espongono recettori specifici per esse, stimolandone determinate funzioni.

Le manifestazioni sistemiche sono rappresentate dalla

  • Leucocitosi
  • Febbre
  • Risposta di fase acuta

La Leucocitosi

Per leucocitosi si intende l'aumento del numero dei leucociti del sangue, nel quale essi sono fisiologicamente presenti nella concentrazione di 4.000-8.000/mm3. L'intensità della leucocitosi è correlata alla gravità dellapatologia infiammatoria; può essere a carico di tutti i tipi di leucociti (leucocitosi assoluta) o solo di alcuni tipi (leucocitosi relativa). Nelle maggior parte delle infezioni l'incremento riguarda i soli polimorfonucleati (PMN)neutrofili (neutrofilia) mentre nelle flogosi allergiche ed in quelle sostenute da elminti si ha un costante aumento degli eosinofili circolanti (eosinofilia).

L'aumento dei linfociti nel sangue (linfocitosi) si ha nelle infezioni croniche, oltre che nella pertosse e durante la convalescenza. La patogenesi della leucocitosi va ricercata nella più intensa attività leucopoietica del midolloosseo, indotta da alcune citochine rilasciate nel focolaio infiammatorio e penetrate nel sangue. Si tratta di una particolare classe di citochine, i fattori di crescita emopoietici, che raggiungono per via ematica il midollo osseodove stimolano i progenitori emopoietici, forniti di recettori specifici per essi, a differenziarsi verso una determinata linea, a maturare e ad immettere in circolo gli elementi maturi che da essi derivano.

La febbre

La febbre è una particolare forma di ipertermia, che si distingue dalle forme non febbrili, per il suo peculiare meccanismo patogenetico. La febbre, infatti, consiste in una alterazione funzionale reversibile dei neuroni dei centritermoregolatori ipotalamici, innescata da diverse citochine sintetizzate e rilasciate in eccesso da diverse cellule dell'organismo in numerose condizioni patologiche. L'alterazione funzionale dei centri consiste in un innalzamentodella soglia di riconoscimento della temperatura di riferimento, per cui i neuroni avvertono come temperatura di riferimento non più quella geneticamente stabilita (37° C nell'uomo), ma una temperatura superiore aquesta. Questo comporta che il suddetto slittamento determina l'innesco delle risposte termo-conservative o termo-dispersive, non più quando la temperatura corporea si abbassa al di sotto o si innalza al di sopra di 37° C,ma a temperature di grado sempre superiore ai 37°C.

Il decorso della febbre si svolge attraverso tre fasi:

  1. Fase del rialzo termico o fase prodromica. È caratterizzata dalla sensazione soggettiva di freddo, dalla eventuale comparsa del brivido (aumento della termogenesi) e dal pallore cutaneo, che consegue allavasocostrizione (riduzione della termo dispersione). La temperatura corporea aumenta progressivamente e talvolta con grande rapidità
  2. Fase del fastigio. È il periodo durante il quale i centri termoregolano ad un livello più elevato di quello fisiologico. Come conseguenza di ciò, la temperatura corporea supera i 37°C, raggiungendo valori che sonoproporzionali alla riduzione della sensibilità dei neuroni dei centri termoregolatori; scompare la sensazione di freddo che è sostituita da quella di caldo
  3. Fase di defervescenza. È caratterizzata soggettivamente dalla sensazione di caldo e obiettivamente dall'abbassamento della temperatura corporea. Frequentemente una profusa sudorazione favorisce l'eliminazione del calore. La caduta della febbre può avvenire gradualmente (per crisi) o rapidamente (per lisi)

Le proteine di fase acuta

Durante il processo flogistico le modificazioni a carico del sangue riguardano non solo la sua componente cellulare ma anche quella plasmatica. Nel plasma infatti si verifica un apprezzabile incremento del suo contenutoproteico, caratterizzato sia dalla maggiore concentrazione di alcune proteine fisiologicamente presenti che dalla comparsa di proteine di nuova sintesi. Si tratta delle proteine di fase acuta, sintetizzate e secrete nel sangue dagliepatociti, stimolati da alcune citochine infiammatorie, prevalentemente IL-1, TNF-α e IL-6, rilasciate dalle cellule che partecipano al processo infiammatorio. Sotto l'aspetto clinico riveste importanza non solo il dosaggiodi alcune proteine di fase acuta, ma anche la valutazione di un fenomeno legato all'aumentata concentrazione di esse, cioè, l'aumento della velocità di eritrosedimentazione (VES).