Collabora   home contatti sitemap pubblicità autori shop mobile

Storia dei mondiali di calcio

Storia dei mondiali di calcio, dalla nascita della competizione alle evoluzioni intercorse durante le varie edizioni.

CHIUDI ANNUNCIO
Brasile, coppa del mondo, Maradona, Pelè, Rivera, storia dello sport
Mondiali: la storia

Fin dalla prima edizione, datata 1930, i mondiali di calcio hanno assunto un ruolo più ampio rispetto a quello che compete di solito ad un evento sportivo.
Dietro l'organizzazione di un mondiale si è celata a volte una propaganda politica (come per l'edizione italiana o per quella argentina), altre volte un'occasione per destare l'orgoglio nazionale duramente provato da situazioni avverse (il terremoto messicano, la crisi di Wall Street).

Oggi il calcio è un business di proporzioni mondiali, e la massima competizione per squadre nazionali è diventata uno strumento di diffusione in aree meno coinvolte. Ecco allora le contestate edizioni svolte in America (in orari assurdi per consentire la visione televisiva al pubblico europeo) o in Asia, dove i favori arbitrali hanno influito oltremodo sul cammino delle squadre di casa.

Al di là degli aspetti politico-economici, i veri protagonisti dei mondiali sono rimasti i giocatori. Dal 1930 la competizione è stata teatro per i migliori interpreti del calcio: da Schiaffino a Meazza, da Pelè a Rivera, da Puskas a Di Stefano, da Maradona a Cruyff fino ai giorni nostri ed ai guizzi di Ronaldo.

Idee ed allenatori sono stati alla base della rivoluzione tattica, con il “catenaccio” che ha gettato il guanto di sfida al “sistema” e le vecchie idee inglesi ridicolizzate dall'evoluzione degli altri paesi. Parlare di mondiali di calcio significa passare per momenti di autentica leggenda sportiva, come il gol di Diego Maradona all'Inghilterra o l'irripetibile armata olandese del “calcio totale”.
L'Olanda degli anni 70 rappresenta forse la sintesi dello spettacolo offerto dai mondiali di calcio: talenti destinati a passare alla storia, innovazioni tattiche ma anche misteriose delusioni. Quell'Olanda è la regina senza trono, due volte finalista, due volte sconfitta. Uno dei misteri della storia del calcio, così come rimane misteriosa la sconfitta del Brasile davanti al pubblico di casa nel 1950, o il tonfo dell'Ungheria di Puskas di fronte ad una Germania astuta ma nettamente inferiore.

Il bello dei mondiali è proprio in questo, nella sua formula spietata che, salvo il primo turno, non perdona i passi falsi. Come accade per l'Italia di Azeglio Vicini nel 1990, che innesca una serie di vittorie entusiasmanti, suscitando il fenomeno nazionale delle “notti magiche”. Salvo poi cedere il passo davanti ad un'Argentina destinata, nei pronostici, a subire una goleada.

In un panorama cosi vasto, in 70 anni pieni di campioni ed eventi, emerge un nome: quello del Brasile. Al di là dei 5 successi che la rendono la squadra più titolata, la formazione verdeoro può fregiarsi di un primato importante: nell'eterna sfida Europa-Sud America, è l'unica che vanta un successo oltreoceano. Nessuna squadra europea è infatti mai riuscita a vincere una coppa del Mondo fuori dal proprio continente. Il Brasile, tra l'altro, ha vinto anche l'edizione disputata in USA e quella asiatica, confermando una supremazia universale.

precedente  
Bibliografia

La storia dei mondiali dal 1930 al 1986
Raccolta di dispense distribuite in allegato al "Guerin Sportivo" nel 1989
Almanacco illustrato del calcio, edizioni 1975, 1979, 1986, 1991, 1995, 2003
Edizioni Panini
60 anni mondiali - immagini e atmosfera
Opuscolo distribuito nel corso della mostra 7giugno - 10luglio 1990 al complesso San Michele a Ripa di Roma
www.wikipedia.org
fifaworldcup.yahoo.com