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Mondiali di calcio, Cile 1962

Storia dei mondiali di calcio, avvenimenti, aneddoti, situazione sociopolitica nel corso dei mondiali di calcio del 1962 in Cile.

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storia dello sport, Cile 1962
Cile 1962

La decisione della FIFA di delegare al Cile l'organizzazione dei mondiali di calcio del 1962 viene accolta tra lo stupore generale. Dietro la candidatura di un paese piccolo e privo di grandi tradizioni calcistiche, si cela la sponsorizzazione del Brasile e la meticolosa organizzazione gestita da un dirigente di origine tedesca, Carlos Dittborn Pinto (che morirà pochi giorni prima dell'inizio del “suo” mondiale). Il Cile viene sconvolto da un terremoto di pesanti proporzioni, ma mobilitando l'orgoglio nazionale il governo riesce a garantire nuovi impianti e servizi.

Il panorama internazionale si arricchisce di nuovi scenari, come le coppe europee per club e il campionato europeo per nazioni, che incorona la sua prima regina nel 1960: l'URSS di Jascin.
Ai mondiali arrivano tutte le grandi, con fior di campioni (Pelè, Puskas, Di Stefano, Suaraez, Jascin, Charlton, Rivera..): si preannuncia un'edizione memorabile. Negli annali finisce ben altro. Sono i mondiali degli scandali arbitrali, mai cosi espliciti e casalinghi; è il torneo del gioco duro e violento, di cui fa le spese anche l'Italia.

La formula prevede 4 giorni all'italiana, prima di dare il fischio d'inizio fioccano le polemiche sulle sedi di gioco: l'URSS viene spedita ad Arica, quasi in Perù. I campioni d'Europa in carica chiudono al primo posto il proprio girone, cosi come l'Ungheria (priva di Puskas che ormai gioca con la Spagna). Anche il Brasile chiude al comando, ma perde strada facendo Pelè per un problema inguinale: al suo posto va Amarildo.

L'Italia esordisce con un pareggio con la Germania Ovest, convinta poi di battere il Cile ed ottenere il visto per i quarti. La partita si trasforma in un massacro, l'arbitro inglese Aston fischia a senso unico e gli azzurri si trovano in nove. Finisce 2-0 e si torna a casa.

Nei quarti è l'URSS che fa le spese del gioco violento e degli arbitraggi casalinghi: il Cile vince 2-1 ma sul risultato pesano i colpi presi dal portiere Jascin, costretto a proseguire la partita praticamente infortunato. Il Brasile stende l'Inghilterra ed emerge il protagonista dei mondiali: Garrincha, dribbling e classe da vendere. E' proprio lui a regolare in semifinale l'indisciplinato Cile, non senza reagire ai colpi proibiti e rimediare una pietra lanciata dalle tribune. In finale, con i verdeoro, arriva la Cecoslovacchia. Vincono i sudamericani 3-1 ma la partita si rivela più difficile del previsto per via dell'ottima organizzazione e caparbietà degli europei. A condannarli, più che la superiorità del Brasile, sono due colossali errori del portiere Schrojf.

Bibliografia

La storia dei mondiali dal 1930 al 1986
Raccolta di dispense distribuite in allegato al "Guerin Sportivo" nel 1989
Almanacco illustrato del calcio, edizioni 1975, 1979, 1986, 1991, 1995, 2003
Edizioni Panini
60 anni mondiali - immagini e atmosfera
Opuscolo distribuito nel corso della mostra 7giugno - 10luglio 1990 al complesso San Michele a Ripa di Roma
www.wikipedia.org
fifaworldcup.yahoo.com