Collabora   home contatti sitemap pubblicità autori shop mobile

Mondiali di calcio, Francia 1938

Storia dei mondiali di calcio, avvenimenti, aneddoti, situazione sociopolitica nel corso dei mondiali di calcio del 1938 in Francia.

CHIUDI ANNUNCIO
FIFA, Francia 1938, storia dello sport
Francia 1938

Come accaduto nelle precedenti edizioni, anche il mondiale 1938 deve fare i conti con assenze di rilievo. L'Inghilterra, prigioniera della propria presunzione, continua a snobbare la FIFA. Ma lo scenario sta cambiando: nel 1934 sale a Highbury l'Italia neocampione del mondo. I giornali inglesi pronosticano una vittoria per 10-0, ma dovranno accontentarsi di un misero 3-2 con gli azzurri costretti a giocare buona parte dell'incontro in 10. L'Uruguay è ancora alle prese con i problemi di un professionismo acerbo.
L'Argentina decide di non presentarsi, polemizzando con la decisione che, delegando alla Francia l'organizzazione dell'evento, viene meno al principio dell'alternanza Europa-Sud America.
Manca anche l'Austria, per un motivo ben più grave: l'Austria non esiste più. Proprio nel 1938 viene annessa al Reich hitleriano. Vienna, da fiorente e storica capitale europea, diviene un capoluogo di provincia.

Sullo sfondo di un mondo inesorabilmente avviato alle follie della seconda guerra mondiale, aleggia indisturbato il mito dell'Italia di Pozzo. Allo storico risultato di Highbury segue, dal 1935 al 1939, una serie ininterrotta di vittorie che porterà alla conquista delle olimpiadi di Berlino e, appunto, dei mondiali francesi. Se la vittoria del 1934 era basata sul cuore e sull'orgoglio, la nazionale che si presenta ai nastri di partenza del mondiale francese è arricchita da elementi di ben altro spessore tecnico: su tutti, Giovanni Ferrari e Silvio Piola.

I mondiali passano alla storia per le contestazioni che il pubblico francese riserva a tedeschi ed italiani, che si presentano allo stadio con il saluto alla romana. Dal punto di vista tecnico non mancano comunque spunti interessanti. La formula prevede partite ad eliminazione diretta, iniziando dagli ottavi di finale. L'Italia passa solo ai supplementari sulla Norvegia, mentre la Germania va fuori nella ripetizione (non esistono ancora i calci di rigore) con la Svizzera. A differenza del mondiale precedente, arrivano al secondo turno due squadre extra europee: il Brasile che supera la Polonia con un punteggio impensabile per i giorni nostri (6-5), e Cuba che ha ragione della Romania. Nei quarti l'Italia è opposta ai padroni di casa, ma il pubblico avverso non frena gli azzurri e Silvio Piola, autore di una doppietta.

Cuba termina il cammino subendo 8 gol dalla Svezia, mentre il Brasile passa superando la Cecoslovacchia nella ripetizione. Proprio i sudamericani sono gli avversari degli azzurri nelle semifinali, ma dimostrano poca sostanza, anche perchè nelle gambe il peso della seconda partita con la Cecoslovacchia si fa sentire. Leonidas non viene neanche mandato in campo. La finale è quanto di meglio il calcio europeo possa esprimere: Italia-Ungheria. E' il trionfo di Vittorio Pozzo, una superiorità schiacciante più di quanto il 4-2 finale consegni agli annali.
Sull'1-1 gli azzurri si permettono di scambiar palla ben 4 volte in area avversaria, prima di arrivare al gol in una sorta di umiliante 'torello'.

Bibliografia

La storia dei mondiali dal 1930 al 1986
Raccolta di dispense distribuite in allegato al "Guerin Sportivo" nel 1989
Almanacco illustrato del calcio, edizioni 1975, 1979, 1986, 1991, 1995, 2003
Edizioni Panini
60 anni mondiali - immagini e atmosfera
Opuscolo distribuito nel corso della mostra 7giugno - 10luglio 1990 al complesso San Michele a Ripa di Roma
www.wikipedia.org
fifaworldcup.yahoo.com