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Mondiali di calcio, Germania 1974

Storia dei mondiali di calcio, avvenimenti, aneddoti, situazione sociopolitica nel corso dei mondiali di calcio del 1974 in Germania.

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storia dello sport, Germania 1974
Germania 1974

Consegnata definitivamente la Coppa Rimet nelle mani di Pelè, la FIFA organizza un nuovo trofeo per i mondiali. L'opera viene affidata all'italiano Silvio Cazzaniga: viene cosi presentata la Coppa FIFA, pesa un Kg in più della precedente (arriva quindi a 5kg) ed è in oro 18 carati. I mondiali vengono riportati in Europa, in Germania: ma due anni prima un evento ha cambiato la filosofia e lo spirito delle competizioni internazionali. Durante le Olimpiadi del 1972 (assegnate sempre alla Germania, Monaco di Baviera) un commando palestinese assale il villaggio alla ricerca di ostaggi israeliani. Il bilancio dell'operazione e dell'intervento della polizia è di 17 morti. La sicurezza degli impianti diventa quindi un'esigenza prioritaria per i mondiali tedeschi.

Tra le sedici squadre finaliste mancano diversi nomi importanti. L'Inghilterra viene eliminata da una sorprendente ma meritevole Polonia, la Spagna perde lo spareggio con la Jugoslavia, la Francia chiude addirittura ultima il girone vinto dall'URSS: girone che non consegna nessuna squadra ai mondiali visto che per questioni politiche i sovietici si rifiutano di disputare il ritorno dello spareggio con il Cile. Partita che avrebbe dovuto disputarsi nello stadio di Santiago, tragico teatro delle repressioni di Pinochet.

Il primo turno si svolge con la consueta formula dei 4 giorni all'italiana. Nel primo gruppo è derby tra le due Germanie, è quella dell'Est a chiudere in testa il girone. Nel secondo girone la Jugoslavia travolge addirittura 9-0 lo Zaire, ma è il gruppo 3 a destare maggior interesse grazie all'Olanda. La squadra di Michels introduce il “calcio totale”: 10 giocatori (il portiere è l'unico confinato ad una posizione precisa) liberi in mezzo al campo di giocare come credono, senza schemi o ruoli prestabiliti. Il modulo detta risultato e spettacolo, entrando nella storia del calcio. In molti cercheranno di imitarlo, in futuro, ma senza riuscire appieno: alla base del calcio “totale” c'è la qualità tecnica di ciascuno dei giocatori. E quell'Olanda mette in campo Krol, Cruyff, Neeskens.

La partecipazione dell'Italia è disastrosa. Dopo una sofferta vittoria contro Haiti, con Chinaglia che manda a quel paese Valcareggi per una sostituzione, gli azzurri pareggiano con l'Argentina e crollano con la Polonia, guidata dal portiere Tomaszewski che si propone come uno dei migliori giocatori del mondiale.
Il secondo turno viene giocato su due gironi all'italiana, cosi da incrementare numero di partite e totale di incassi. Nel gruppo A l'Olanda travolge con 4 reti l'Argentina, e con 2-0 sia Germania Est che Brasile: per il trionfo del calcio totale si attende la finalissima. Nel gruppo B i padroni di casa hanno la meglio su Jugoslavia, Svezia e sull'irriducibile Polonia, grazie ad un gol di Muller a 15 minuti dal termine. I polacchi batteranno poi il Brasile per un meritato terzo posto.

Nella finalissima dopo nemmeno un minuto l'Olanda è già in rete e si avvia al successo. Ma come accaduto in diverse edizioni precedenti, la favorita cade: dall'altra parte Beckenbauer gestisce magistralmente il gioco, il pubblico tedesco incita all'inverosimile i beniamini di casa, l'Olanda spreca diverse occasioni. La partita finisce 2-1, stavolta nessuno alimenta polemiche o dubbi sulla legittimità del successo tedesco.

Bibliografia

La storia dei mondiali dal 1930 al 1986
Raccolta di dispense distribuite in allegato al "Guerin Sportivo" nel 1989
Almanacco illustrato del calcio, edizioni 1975, 1979, 1986, 1991, 1995, 2003
Edizioni Panini
60 anni mondiali - immagini e atmosfera
Opuscolo distribuito nel corso della mostra 7giugno - 10luglio 1990 al complesso San Michele a Ripa di Roma
www.wikipedia.org
fifaworldcup.yahoo.com