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Mondiali di calcio, Inghilterra 1966

Storia dei mondiali di calcio, avvenimenti, aneddoti, situazione sociopolitica nel corso dei mondiali di calcio del 1966 in Inghilterra.

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storia dello sport, Inghilterra 1966
Inghilterra 1966

Finalmente l'Inghilterra decide di entrare a pieno diritto nel calcio mondiale. Le partecipazioni alle precedenti edizioni hanno cancellato le ostilità che avevano diviso gli inglesi, prigionieri delle proprie convinzioni e di una presunta superiorità, dal resto del mondo. Le sonore sconfitte rimediate nei mondiali di Svezia e Cile, unite al crollo dell'inviolabilità di Wembley, hanno ridimensionato la cultura calcistica inglese ed hanno determinato il cambio della guardia sulla panchina: adesso è di scena Alf Ramsey. Con lui l'Inghilterra esce dal guscio ed inizia ad interpretare il calcio come tutti gli altri paesi, evitando di ricorrere ottusamente al superato modulo “WM”.
I mondiali vengono boicottati dalle squadre africane, deluse dalla decisione di dover spartire l'unico posto disponibile con la squadre di Asia ed Oceania.

Dei tre continenti, in Inghilterra vola la sola Corea del nord. La formula è ancora quella dei 4 gironi all'italiana.

I padroni di casa partono in sordina, 0-0 con l'Uruguay e tra i fischi di un pubblico deluso; avrà modo di rifarsi e chiudere al primo posto il girone. Inizia a brillare quella che poi sarà la stella dei mondiali, il portoghese Eusebio: una sua memorabile doppietta rimanda a casa il Brasile campione in carica. I verdeoro pagano a caro prezzo le precarie condizioni di Pelè (che scende lo stesso in campo, ma i portoghesi non hanno premura di riservare un trattamento regolare). L'Italia parte bene, 2 reti al Cile che vendicano la sconfitta di 4 anni prima e rasserenano l'ambiente guidato da Fabbri e Valcareggi. Gli azzurri perdono con l'URSS ma arrivano alla sfida con la Corea convinti della qualificazione, visto che di fronte hanno dei 'risolini', come li definisce Valcareggi. Chi fa ridere sono proprio gli azzurri, che perdono 1-0 e vengono accolti a suon di ortaggi al rientro in patria.

Nei quarti si consuma l'ennesimo scempio arbitrale: un tedesco per Inghilterra-Argentina, un inglese per Germania-Uruguay. Decisioni azzardate ed espulsioni incomprensibili agevolano il compito delle due europee, mentre la Corea va sul 3-0 contro il Portogallo: saranno 4 reti di Eusebio a ristabilire l'ordine dei valori. Il talento di Eusebio nulla può però in semifinale contro un'Inghilterra finalmente quadrata e convincente. La Germania regola l'URSS sotto gli occhi dell'italiano Concetto Lo Bello che non è esente da decisioni discutibili.

La finalissima Germania-Inghilterra è intensa ma sull'1-1 le squadre tirano i remi in barca. Un fortuito gol di Peters porta in vantaggio gli inglesi, ma al novantesimo arriva il pareggio di Weber. Nei supplementari Hurst lascia partire un tiro che sbatte sulla traversa e rimbalza: dentro o fuori? L'arbitro si consulta con il guardalinee, che fino ad allora non aveva alzato la bandierina per convalidare il gol: alla fine decidono, in chiara difficoltà, di assegnare la rete. Hurst segnerà ancora, ma ormai la finale è segnata.

Bibliografia

La storia dei mondiali dal 1930 al 1986
Raccolta di dispense distribuite in allegato al "Guerin Sportivo" nel 1989
Almanacco illustrato del calcio, edizioni 1975, 1979, 1986, 1991, 1995, 2003
Edizioni Panini
60 anni mondiali - immagini e atmosfera
Opuscolo distribuito nel corso della mostra 7giugno - 10luglio 1990 al complesso San Michele a Ripa di Roma
www.wikipedia.org
fifaworldcup.yahoo.com