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Il sovrallenamento
Spesso l'idea di ottenere rapidamente dei risultati porta a relegare in secondo piano i tempi di recupero del nostro organismo, questo non..
News del 23/10/2008
Sovrallenamento
Spesso l’idea di ottenere rapidamente dei risultati porta a relegare in secondo piano i tempi di recupero del nostro organismo. In una corretta programmazione anche il recupero svolge un ruolo essenziale e non casuale.
Una elevata somministrazione di lavoro, che non includa un adeguato recupero, porta facilmente a situazioni di over training, ossia di sovrallenamento. Il sovrallenamento è un pericolo comune, che ha come conseguenza il peggioramento generale della prestazione e un costante senso di affaticamento.
Il sovrallenamento non espone solo ad un peggioramento della performance sportiva, ma piuttosto ad una generale e debilitante situazione organica, caratterizzata da disturbi del sonno e dell’appetito, tachicardia, diminuzione della massa muscolare ecc. Uscire da una situazione di sovrallenamento può richiedere tempi anche molto lunghi.
Nonostante alcuni sintomi, come quelli citati, siano un evidente campanello d’allarme, nei casi più gravi il sovrallenamento può avere un periodo quasi asintomatico. Se l’incremento del senso di indolenzimento che segue una seduta allenante inizia ad essere più marcato del solito, o il peso corporeo inizia a calare, se nel bel mezzo di una sessione allenante le forze vengono meno, è bene chiedersi se ci stiamo preoccupando di recuperare adeguatamente, o se ci stiamo allenando in modo adeguato.
Un regime alimentare non idoneo, o insufficienti ore di sonno, costituiscono ulteriori elementi che possono facilitare l’insorgenza dell’over training. In caso di atleti professionisti le responsabilità sono imputabili anche ad una errata pianificazione della stagione sportiva o dei calendari di gara.
E’ importante, come in buona parte delle cose, attuare una strategia preventiva, che scongiuri del tutto la possibilità di incorrere nell’overtraining. Ad esempio con incrementi graduali dell’intensità del nostro allenamento, con adeguate ore di sonno ed una corretta alimentazione, ma anche inserendo periodi medio lunghi di riposo e recupero fra i vari macrocicli di allenamento.
Da un punto di vista fisiologico, la diminuzione delle scorte di glicogeno muscolare, senza un adeguato ripristino, induce nell’organismo gravi stati catabolici, con diminuzione della glutammina organica e deplezione di aminoacidi a catena ramificata responsabili, fra l’altro, di mantenere importanti equilibri ormonali. Anche la disidratazione o la perdita di alcuni minerali (es. ferro) può indurre in situazioni di sovrallenamento. Il quadro sintomatologico è ricco di decine di manifestazioni, dal danno muscolare allo squilibrio neuro-endocrinologico, dalla compromissione delle difese immunitarie alla depressione.
Tutte ragioni che palesano la necessità di prevenire tale insidioso nemico dell’allenamento.
Tratto da: A scuola di fitness, di Pierluigi De Pascalis, Ed. Calzetti Mariucci





