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Introduzione alle arti marziali cinesi
Introduzione, storia ed evoluzione delle arti marziali.
News del 23/11/2009
Le arti marziali cinesi sono un mondo vasto e complesso, un modo per iniziare a chiarirsi le idee è partire dalla terminologia: il termine wushu si traduce letteralmente con arte marziale e viene usato in genere per indicare le arti marziali moderne; il termine kung fu è tradotto con duro lavoro, indica una grande abilità raggiunta attraverso un percorso lungo e faticoso e, di norma, viene usato per indicare le arti marziali tradizionali.
Il kung fu tradizionale comprende tutti gli stili di combattimento che hanno avuto origine dalle antiche forme di lotta primitiva e che, nella loro evoluzione, hanno subito l’influsso della cultura locale, assorbendo concetti che vanno dalla filosofia alla medicina cinesi. Per quello che concerne l’aspetto filosofico, il confucianesimo ha influito soprattutto sul rispetto fra i praticanti, stabilendo rapporti di tipo familiare; infatti, il maestro viene chiamato shifu, che significa anche padre, e due allievi dello stesso maestro sono considerati fratelli. Il taoismo ha influito più direttamente sui principi tecnici e tattici del combattimento: concetti di questa filosofia come il wu wei (non agire) e la coppia di opposti complementari yin/yang pongono l’accento su come non sia conveniente rispondere alla forza con la forza, ma sia preferibile adattarsi all’avversario. Al buddhismo, infine, si devono i valori (sincerità, umanità, lealtà, umiltà e saggezza) che vengono trasmessi con la pratica e che dovrebbero caratterizzare ogni praticante di arti marziali.
I concetti che sono alla base della medicina tradizionale, come la circolazione del QI (energia) lungo i meridiani, da cui derivano l’importanza della postura e del rilassamento, sono alla base anche del kung fu; infatti, un buon praticante più è consapevole di come funziona il corpo e meglio saprà come attaccare l’avversario e come proteggere sé stesso. Quest’ultimo principio può essere uno spunto per tutti i praticanti ad approfondire materie quali anatomia, fisiologia, biomeccanica ecc., tenendo presente la visione cinese del qi e dei meridiani.
Queste numerose influenze hanno portato gli stili tradizionali a non essere esclusivamente dei sistemi di autodifesa, dal momento che hanno come finalità anche il mantenimento di un corpo forte e sano e più in generale il raggiungimento di un perfetto stato di equilibrio fisico e mentale.
I taolu (forme) sono sequenze di tecniche concatenate che servono sia ad allenare che a tramandare i diversi stili di combattimento, ognuno dei quali ne possiede vari a mani nude e con armi. Nonostante non sia l’unico, l’obiettivo più importante di tutti gli stili tradizionali è l’efficacia in combattimento; per questo, ogni maestro ha sempre adattato, pur senza stravolgerne i principi fondamentali, lo stile al suo modo di combattere e alla sua esperienza. A causa di queste continue modifiche non è raro constatare come lo stesso taolu possa presentare differenze anche evidenti, quando è eseguito da maestri diversi. Le variazioni radicali, dettate dall’esigenza di rendere efficace lo stile, avevano tutta la loro valenza negli anni passati, poiché venivano sperimentate sul campo. Oggi, modificare in maniera radicale uno stile ha poco senso perché sarebbe difficile verificarne la validità, dal momento che lo scontro corpo a corpo nelle battaglie è limitato dalle armi da fuoco e, nella vita di tutti i giorni, almeno nella maggior parte dei casi, è fortunatamente sostituito dal dialogo. Perché la tradizione del kung fu continui a vivere, rimane tuttavia necessario continuare la ricerca sull’efficacia delle tecniche e sul modo migliore di svilupparle, anche alla luce di ogni nuova conoscenza sul corpo.
Circa a metà del secolo scorso, dalla sintesi dei più importanti stili tradizionali, è nato il wushu moderno che, diversamente dal kung fu tradizionale, è un vero e proprio sport e ha come finalità la prestazione sportiva. I taolu moderni non rappresentano un modo per tramandare lo stile, bensì l’esercizio da svolgere sul tappeto durante le competizioni. Per questo motivo, tutti i taolu moderni, sia a mano nuda che con armi, sono stati codificati e devono essere svolti da tutti allo stesso modo secondo un ideale tecnico di riferimento, così da standardizzare l’assegnazione del punteggio. L’evoluzione costante del wushu moderno tende ad innalzare il livello di difficoltà delle forme inserendo vere e proprie acrobazie per garantire uno elevato grado di spettacolarità. In questa disciplina lo studio delle materie inerenti al corpo si deve aggiungere allo studio delle materie riguardanti l’allenamento per consentire agli atleti di sviluppare la massima prestazione sportiva possibile nel momento giusto.
Ormai da svariati anni il wushu moderno è uno degli sport candidati ad entrare a far parte delle discipline olimpiche.
Le armi studiate nelle arti marziali cinesi sono innumerevoli. Le principali sono sciabola, spada, bastone e lancia, le quali vengono adottate da quasi tutti gli stili. Oltre a queste esistono l’alabarda, il forcone, la catena, i pugnali, i coltelli, le spade uncinate ecc. Alcune, molto particolari, sono usate in pochissimi stili, ad esempio i pugnali doppie lune e il ventaglio.
Il combattimento ha avuto la sua evoluzione sportiva nel sanda o sanshou dove due atleti si affrontano tutelati da appropriate protezioni e da un regolamento preciso. Come altri sport da combattimento, il sanda prevede categorie di peso e diversi livelli di competizione. Negli incontri è permesso colpire con pugni e calci, ma non con gomiti e ginocchia, inoltre è possibile proiettare l’avversario. Per chi inizia esiste il qinda che, a differenza del sanda, non permette di affondare il colpo e non prevede il KO.
La classificazione delle arti marziali cinesi in tradizionali e moderne è solo una delle tante possibili, ma a mio avviso è la più importante poiché individua le due categorie con maggiori differenze. Differenze che chiunque si avvicini a questo bellissimo mondo dovrebbe aver chiare.














