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Kitesurf: il sibilo del vento
Arriva dalle Hawaii ed in poco tempo ha fatto innamorare tutti gli appassionati di mare e di vento, sempre a caccia di un po' d'adrenalina, è il kitesurf!
News del 30/10/2009
fonte img.: hoteljericoacoara.com
Il kitesurf, o kiteboarding, è uno sport giovanissimo, che permette di volare sulle onde. Nasce all'incirca nel 1999 nei pressi delle isole Hawaii e negli ultimi tempi si sta diffondendo molto velocemente anche nel nostro territorio.
Come si pratica questo sport? Immaginate grossolanamente una tavola da surf da utilizzare contemporaneamente con un aquilone (ala) e il risultato sarà il kitesurfing!
E' ovvio che l'attrezzatura deve essere scelta appositamente, in quanto una normale tavola da surf sarebbe troppo pesante e un comune aquilone non riuscirebbe mai a sollevarci per cavalcare le onde. Infatti, è indicato, per chi ha intenzione di affacciarsi in questo mondo, informarsi sull'attrezzatura da procurarsi: un aquilone completo di barra e linee; una tavola da kitesurf; un trapezio; gli accessori di sicurezza (giubbotto protettivo o galleggiante, casco, coltellino per tagliare le linee nei casi più critici). L'attrezzatura non è ingombrante ed è facilmente trasportabile. L'ala si ripiega in una sacca, una sorta di zainetto relativamente piccolo e la tavola è maneggevole.
L'ala viene manovrata mediante una barra di controllo connessa da due, quattro, o più line (cavi) lunghi e sottili in dyneema (una fibra sintetica particolarmente adatta alla produzione di cavi da trazione).
I passi fondamentali per imparare questo sport sono fondamentalmente tre:
1) Allenamento a Terra: basilare per imparare a condurre l’aquilone da terra;
2) Body Dragging: si entra in acqua, ma ancora senza tavola, per adeguarci alle dinamiche tra vento e acqua affinchè siamo in grado di manovrare l’aquilone;
3) esclusivamente Kitesurf! E' il momentoadatto per afferrare la tavola, far volteggaire l’aquilone e...via, si vola.
Con il termine Kitesurf, non si intende windsurf , né wakeboard, bensì la fusione di tutte queste discipline; rappresenta lo sport estremo acquatico di tendenza del presente e del futuro, nonostante inizialmente sia stato snobbato da chi pensava fosse una moda destinata a perdersi.
Ma come funziona veramente il Kitesurf? Semplicemente usando la fisica: utilizza sia la potenza del vento come propulsore che una componente di trazione verticale dell'ala; infatti, il vento viene catturato dall'ala, la quale è controllata dal praticante tramite la barra collegata al kite da due o quattro linee, corde lunghe circa 25-30 metri. Dopo aver gonfiato l'ala (ad eccezione del modello power kite, che si adatta da sè col passare dell'aria), ci informiamo sullo stato del vento, ovvero quanti nodi ci sono, tramite anemometro. Questo aspetto è fondamentale dal momento che se non c'è un filo di vento non possiamo avventurarci.
Le condizioni ideali per i kiters sono comprese tra i 12 e i 24 nodi. L'esperto può essere in grado di usare venti compresi tra gli 8 ed oltre i 40 nodi! A differenza, per esempio, del windsurf, il kitesurf si può praticare anche con venti ritenuti "deboli" permettendo velocità ed accelerazioni di tutto rilievo.
La pratica di questo entusiasmante sport acquatico necessita di grandi spazi liberi per poter manovrare nella sicurezza propria e altrui. Che sia al mare o al lago, è consigliata la presenza dell'istruttore, perchè, come tante altre specialità sportive, è bene affidarsi ad una scuola specializzata, in modo che sia un divertimento sicuro.
Oltre a trattarsi di uno sport, per i fanatici kiters è una vera e propria filosofia di vita: soli in mare col il proprio aquilone a 30mt da sè, impaziente di essere scagliato nell'azzurro, avvertire la forza del vento nelle braccia e un senso di assoluta libertà, accompagnato dal gorgoglio dell'acqua a contatto con la tavola. Sono sensazioni che, per quanto mi possa sforzare di descrivere, restano nell'intimo di chi pratica uno sport che ti trascina nell'avventura. Rappresenta una via per mettere alla prova i propri limiti, per scaricare i nervi, un modo per distogliere l'attenzione dalle proprie incertezze e concentrarsi di più sulla natura, la quale grazie al rispetto dei kiters è maggiormente preservata. E' da molti definita una disciplina ibrida, nata dal connubio tra aquilonismo da traino, surf e l'ebrezza del volo; è una tendenza che sta dilagando sempre più, grazie al fascino dei suoi salti mirabolanti e delle sue ali colorate che regalano anche al cielo salentino sfumature insolite, a cui non eravamo soliti mirare, come succede spesso sul versante adriatico.














