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Il somatotipo e le applicazioni in ambito sportivo
Lo studio del somatotipo individua numerosi ambiti applicativi, non ultimo valutare la personale predisposizione verso una determinata disciplina sportiva.
News del 30/03/2010
Copyright img.: apunts.org
Le Scuole di costituzionalistica hanno sempre tentato di ricondurre la variabilità umana ad alcuni tipi morfologici con caratteristiche strutturali comuni, in particolare il metodo del Somatotipo affonda le sue radici negli studi sulla morfologia e costituzione corporea condotti da Hunter nel secolo scorso.
Il concetto di somatotipo è stato applicato da Sheldon nel 1940 per valutare in modo globale e quantitative la struttura morfologica individuale.
Sheldon individuò i tipi endomorfo, mesomorfo ed ectomorfo.
Questi concetti vennero ripresi e modificati da alcuni autori tra I quali Healt e Carter (1967). Secondo questi ultimo autori le tre componenti somatotipiche sono espresso da tre numeri in sequenza, calcolati in base ad alcuni caratteri morfometrici. Le tre componenti variano in funzione dello sviluppo relativo della massa grassa (endomorfia o prima componente), delle masse muscolare e scheletrica (mesomorfia o seconda componente) e della linearità del corpo (ectomorfia o terza componente).
La rappresentazione grafica piu’ comunemente usata è costituita da un triangolo con lati curvi ed è detta somatocarta. Su questa rappresentazione bidimensionale, le tre componenti somatotipiche sono proiettate in un punto o “somatoplot”, la cui posizione può esprimere la dominanza di una delle componenti sulle altre (quando ai poli di uno degli assi che rappresentano le tre componenti), l’assenza di prevalenza di una delle componenti sulle altre (quando è nelle regioni centrali) o le condizioni intermedie.
La variabilità somatotipica umana, second Healt e Carter può essere espressa da 13 combinazioni delle componenti che corrispondono a 13 categorie somatotipiche principali. La possibilità di valutare il successo e il livello di prestazione, raggiunti da un atleta in una determinata disciplina sportiva in relazione alla sua struttura fisica, espressa sinteticamente dal somatotipo, ha indotto numerosi studiosi ad applicare questo metodo in ambito sportivo.
Negli atleti di alto livello, alle diverse specializzazioni sportive, dovrebbero corrispondere valori somatotipici specifici, mentre nell ambito dello stesso sport il somatotipo dovrebbe assumere valori omogenei.
Ad esempio I valori somatotipici medi degli atleti partecipanti a gare olimpiche rientrano nella mesomorfia con prevalenza, nei maschi, della componente mesomorfica su quella endomorfica ed ectomorfica.
All’interno di questa distribuzione si osservano valori eccezionalmente alti di mesomorfia nei maschi praticanti quegli sport in cui il fisico è sottoposto ad un notevole sforzo muscolare, quali Bodybuilding, Pesistica, Arti marziali e Ginnastica. Nei valori di ectomorfia si collocano I giocatori di pallavolo, che pur presentando una certa variabilità somatotipica in relazione alla presenza di diversi ruoli all’ interno della squadra, hanno un minor sviluppo ponderale rispetto alla statura.
Fra le donne si rilevano valori alti di mesomorfia per le praticanti Bodybuilding e Arti marziali ed ectomorfia per le pallavoliste. Se prendessimo ad esempio un tennista vedremmo come I valori somatotipici mettano in evidenza una struttura fisica meno “specializzata” rispetto a quanto avviene in altri sport. Probabilmente a questo somatotipo piu’ versatile è associato il successo in uno sport in cui sono richieste contemporaneamente diverse caratteristiche quali, forza fisica e resistenza, ma anche elasticità, flessibilità e velocità.
Insomma prendete una somatocarta fate la vostra indagine sul vostro fisico e scegliete lo sport piu’ adatto a Voi! Naturalmente sto scherzando ma il concetto è chiaro: ognuno nasce e cresce con la sua struttura fisica e ad un fisico nato per fare il maratoneta non si potrà mai chiedere di diventare un bodybuilder professionista e ovviamente il contrario. Come diceva qualcuno: Ad ognuno il suo.





