- ALIMENTAZIONE
- ALLENAMENTO
- Esercizi riscaldamento
- Esercizi spalle
- Esercizi dorsali
- Esercizi trapezio
- Esercizi pettorali
- Esercizi bicipiti
- Esercizi tricipiti
- Esercizi avambracci
- Esercizi addominali
- Esercizi glutei
- Esercizi quadricipiti
- Esercizi bicipiti femorali
- Esercizi polpacci
- Esercizi stretching
- Indice alfabetico esercizi
- Test allenamento
- Answers allenamento
- Approfondimenti area allenamento
- News allenamento
- CASA EDITRICE
- FORMAZIONE
- Corsi in sede
- Corsi online
- Personal trainer
- Personal Trainer - II livello
- Istruttore di body building
- Istruttore di pesi e fitness
- Istruttore pesi e fitness - II livello
- Aerobica e step
- Attività motoria per l'età evolutiva
- Integrazione e alimentazione sportiva
- Plicomentria e valutazione antropomentico funzionale
- Istruttore di GAG
- Istruttore di total body
- Istruttore di kettlebell
- F.a.q.
- Approfondimenti area formazione
- News area formazione
- PERSONAL TRAINER
- PSICOLOGIA
- SCIENZA DEL FITNESS
- SPORT
- Atletica
- Basket
- Body Building
- Diritto sportivo
- Formula 1
- Ginnastica artistica
- Kick Boxing
- Nuoto
- Pallavolo
- Skyrunning
- Sport e sesso
- Storia dello sport
- Campionato Serie A
- Confederations cup
- Europei di calcio
- Giro d'Italia
- Mondiali di calcio
- Mondiali di nuoto
- Mondiali di sci
- Olimpiadi
- Consulta e segnala un evento
- Answers sport
- Approfondimenti area sport
- News sport
- SCIENZA DEL MOVIMENTO
- Attività motoria preventiva e compensativa
- Massaggio sport TIB
- Patologie del ginocchio, test e recupero funzionale
- Evoluzione motoria
- Rieducazione posturale in età evolutiva
- Recupero funzionale post-traumatico
- Il ruolo del calcio nell'insorgenza del ginocchio varo
- Approfondimenti scienza del movimento
- News scienza del movimento
- FORUM

Gli stili delle arti marziali cinesi
News del 01/02/2010
Gli stili delle arti marziali cinesi sono molto numerosi e ognuno possiede caratteristiche che lo differenziano dagli altri, le tecniche e le tattiche sviluppate dai diversi stili sono state spesso ispirate dal modo di combattere degli animali; infatti, molti metodi sono conosciuti con il nome dell’animale o degli animali di riferimento (stile della tigre e della gru, stile della mantide religiosa, ecc.). Anche gli stili che non sono identificati con il nome di uno o più animali contengono comunque tecniche che si ispirano ad essi (stile del palmo degli otto trigrammi, stile del principio supremo, ecc.).
In genere, vengono divisi in due categorie: stili interni (neijia) e stili esterni (waijia), questi ultimi possono essere ulteriormente suddivisi in stili del nord e stili del sud.
Tutte le arti marziali cinesi hanno lo scopo di rendere chi le pratica abile nel combattimento.
Per ottenere questo obiettivo sono necessari due elementi: un’ottima condizione fisica e un’eccellente capacità tecnica e tattica.
Lo sviluppo della condizione fisica si ottiene tramite il lavoro sulla mobilità articolare e sulle capacità condizionali forza, resistenza, rapidità. Lo sviluppo dell’abilità tecnica e tattica si ottiene tramite l’allenamento specifico, che inizia con il lavoro sulle capacità coordinative.
Pensando ad uno scontro tra due avversari, risulta evidente come questi elementi siano entrambi necessari, dal momento che la potenza risulta utile solo se sostenuta da una tecnica e una tattica eccellenti.
Le principali differenze tra stili interni e stili esterni si riscontrano nel metodo di allenamento: i primi danno da subito un’importanza fondamentale allo studio della tecnica e della respirazione, ponendo l’attenzione sulla libera circolazione del qi; i secondi puntano prima di tutto sul lavoro muscolare, in modo da ottenere un corpo in grado di esprimere tecniche potenti.
La classificazione in stili interni ed esterni, quindi, è fatta sulla base del tipo di forza sulla quale si lavora principalmente: il QI viene comunemente definito energia interna, mentre la forza muscolare viene detta forza esterna.
Nella pratica, gli stili interni sono generalmente caratterizzati da movimenti lenti e fluidi, e agiscono seguendo una tattica cedevole che mira ad evitare lo scontro diretto. L’esempio tipicamente cinese che meglio rende l’idea del vantaggio rappresentato dal saper cedere di fronte ad un avversario irruente è quello della canna di bambù e della quercia: colpite da una violenta raffica di vento la canna di bambù, in apparenza debole e sottile, si flette per poi tornare eretta come prima, una volta che il vento è passato; la quercia, in apparenza grande e robusta, non adattandosi alla forza del vento finisce per essere sradicata.
Gli stili esterni possono essere divisi in stili provenienti dal nord della Cina e stili provenienti dal sud della Cina, ma in linea generale sono tutti caratterizzati da movimenti esplosivi e agiscono guidati da una tattica più aggressiva che ha come obiettivo mettere fuori combattimento l’avversario nel minor tempo possibile.
La Cina del nord si presentava come una distesa di ampie pianure e i cinesi che l’abitavano avevano una corporatura tendenzialmente longilinea. Queste caratteristiche, territoriali e morfologiche, hanno portato a sviluppare metodi di combattimento agili e veloci in cui si predilige l’uso degli arti inferiori.
La Cina del sud si presentava, invece, come una zona tendenzialmente montuosa e ricca di paludi, inoltre la popolazione che l’abitava era di corporatura brevilinea. I metodi di combattimento che si sono sviluppati in questa regione sono molto potenti, danno grande importanza alla stabilità e prediligono le tecniche portate con gli arti superiori.
Queste differenze sono sicuramente evidenti, ma non sono nette. Molti stili del nord hanno creato tecniche di braccia di straordinaria potenza, come numerosi stili del sud hanno sviluppato calci straordinari. Inoltre è impossibile combattere se non si è veloci e stabili, quindi queste caratteristiche fanno parte di tutti gli stili. Negli anni, tramite battaglie o incontri anche pacifici, le contaminazioni tra i vari stili sono state numerose.
Le differenze tra stili interni ed esterni e tra gli stili del sud e del nord, analizzate in profondità, sono più formali che sostanziali. In Cina si usa spesso dire che il corpo umano, nonostante le differenze individuali, è uno solo, di conseguenza il kung fu, nonostante le differenze tra gli stili, è anch’esso uno solo.
In conclusione non è possibile affermare se gli stili interni siano meglio o peggio di quelli esterni, come non è possibile dire se gli stili del nord siano meglio o peggio di quelli del sud. Non esiste uno stile migliore in assoluto, esiste lo stile che meglio si adatta alle esigenze e alla corporatura di ogni praticante.
Per chiarire questo concetto si può fare qualche esempio: un ragazzo giovane, nel pieno della vitalità e con un carattere esuberante, potrà trovare poco gradevole uno stile interno, poiché la sua voglia di muoversi si troverà in contrasto con la lentezza dei movimenti e la tranquillità della pratica; al contrario una persona tendenzialmente tranquilla e magari non più giovanissima può sentirsi inadeguata di fronte agli sforzi impegnativi richiesti nella pratica di uno stile esterno.
In realtà, chiunque può riuscire in qualsiasi stile, sempre con pazienza, nel limite delle proprie possibilità e a condizione di avere di fronte un insegnante attento e preparato.





