I Giochi al tempo della crisi
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I Giochi al tempo della crisi

I Giochi olimpici sono un'opportunità? Una zavorra per il bilancio pubblico o un volano per l'economia di una città?

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I Giochi al tempo della crisi

Se è vero che in periodi di crisi è necessario tagliare il superfluo per risparmiare è altrettanto vero che in periodi di crisi è necessario creare nuovi stimoli per facilitare la ripresa economica.

Abbiamo già parlato molto delle motivazioni che hanno portato il nostro governo a bocciare la candidatura di Roma 2020 ed abbiamo anche convenuto che per il nostro Paese sarebbe stato uno sforzo troppo grande in un momento di estrema precarietà economica.

Ma ciò non toglie che anche il Regno Unito soffra di un arretramento economico e produttivo non troppo dissimile al nostro, ma i tempi velocissimi e le regole imposte sia dai Conservatori che dai Laburisti e grazie anche ai controlli imposti da parte di Autorità indipendenti hanno fatto si che le Olimpiadi si siano trasformate per il Regno Unito in una straordinaria opportunità di crescita.

Londra 2012 è una chiara testimonianza di come la buona gestione dei fondi pubblici e privati porti i suoi frutti migliori e diventi un esercizio virtuoso nel suo procedere.

Nuovi impianti sportivi permanenti che andranno a favore dei cittadini, nuove infrastrutture per ridare dignità a quelle aree periferiche abbandonate nel degrado, nuove case, nuove strade, un nuovo centro commerciale, il più grande d'europa, un nuovo parco e metropolitane hanno fatto rinascere Stratford, oggi sede del Villaggio Olimpico.

Londra 2012 è stata dunque l' opportunità di creare lavoro e di apportare quegli interventi di bonifica nelle aree più inquinate e povere della città.

E così il buon senso, la sobrietà ma soprattutto la voglia di fare bene è prevalsa su interessi lobbistici e in questo grave momento di crisi l'organizzazione di un'Olimpiadi ha potuto orientare gli sforzi non solo a favore di un imponente evento sportivo ma a favore delle centinaia di migliaia di cittadini di Stratford come segno permanente di un reale cambiamento non solo per la città ma per l'intero paese.

Vorrei concludere con le parole del conservatore lord Sebastian Coe, ex oro olimpico del mezzofondo, 1.500 m a Mosca nel 1980 e Los Angeles nel 1984, oggi uno degli uomini che manovra la sofisticata macchina dei Giochi Olimpici a capo del Locog, Comitato Organizzatore dei Giochi.

Lord Sebastian Coe non ama molto l'etichetta di "Giochi dell'austerità" e dice che il discorso va affrontato in termini diversi.

Sebastian parla di un filo conduttore che unisce l'organizzazione dei Giochi, prima e dopo "l'esplosione della crisi finanziaria", lord Sebastian dice che sin dall'inizio si sono proposti di organizzare dei Giochi all'insegna della ragionevolezza e della responsabilità: un'Olimpiade moderna che non spreca con un impatto positivo sotto il profilo economico, sociale e ambientale, coerente con la loro impronta iniziale.

Il messaggio di lord Sebastian è quello di far capire che ciò che conta è la filosofia del progetto, che poco a che vedere con il periodo di crisi che stiamo attraversando, è una filosofia che non ha nulla a che fare con il concetto di austerità che le si vuole attribuire e che questa nuova mentalità dovrà essere il filo conduttore sia quando l'economia tira sia quando l'economia è in crisi.