Speriamo che non sia femmina
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Speriamo che non sia femmina

Giochi Olimpici e ruolo della donna: il caso dell'Arabia Saudita e la discriminazione sessuale.

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Speriamo che non sia femmina

Ode Allo Sport
Giochi Olimpici 1912
Pierre Fredi de Coubertin

Donna,
bellezza armoniosa, vibrante, nella tua volontà
nella consapevolezza di Essere, di potere, di volere con fermezza
senza annullare la Tua femminilità,
proteggi il grande dono della vita che Dio Ti ha dato.
Il Valore di essere determinata
Nell'innalzare sempre più la fede dell'ideale del bene
Che lo sport Ti ha trasmesso
Oggi Tu sei per i tuoi figli
Il Messaggero di una più grande sfida, aiutarli ad affrontare gli ostacoli
A superarli senza mai arrendersi per la valorizzazione
Dello spirito nel segno del fair-play, dell'etica, del rispetto per l'altro
Essere donna è un grande DONO,
non dimenticarlo

Nella Comunità Sportiva internazionale, l'Arabia Saudita è un'anomalia che dovrebbe far riflettere tutti, non solo il mondo dello Sport.

L'Arabia Saudita non ha mai incluso una donna nella delegazione olimpica.

L'Arabia Saudita potrebbe controbattere affermando che le sue atlete, come quelle del Qatar e Brunei, non sono mai riuscite a guadagnarsi un posto alle Olimpiadi ed è questo il motivo della loro non partecipazione, ma di fatto sappiamo che non è così.

L'Arabia saudita non ha mai incluso una donna nella delegazione olimpica in quanto le donne di quel paese sono discriminate.
Queste difficilmente potrebbero guadagnarsi un posto nella manifestazione a 5 cerchi vista la loro sistematica discriminazione nei confronti di ogni genere di sport praticato nel loro paese.

Queste donne infatti sin dall'età scolare sono ostacolate nella pratica dello sport fino ad arrivare ad una vero e proprio stop nello sport ad alto livello.
Per questo motivo Human Right Watch si rivolge al CIO chiedendogli di usare con questo paese il "pugno di ferro" affinché questo si possa aprire a quelle riforme che vedano incluse nella squadra olimpica almeno un'atleta donna.

Non ha torto H.R.W. quando dice che se questo non avviene la delegazione Saudita dovrebbere essere esclusa dai prossimi Giochi Olimpici.

Come abbiamo detto, ci sono altri 2 Paesi che non hanno mai mandato un'atleta donna ai Giochi Olimpici, Qatar e Brunei. Questi 2 Paesi hanno però l'attenuante di aver fatto partecipare le loro Atlete ai campionati regionali, internazionali fino ai giochi delle donne islamiche e giochi dell'Asia, testimoniando non un atteggiamento discriminatorio verso le donne ma sottolineando l'incapacità di queste, almeno fino ad oggi, di conquistarsi un posto alle olimpiadi.

Il CIO non crede nel "pugno di ferro" ed è convinto che molto si possa ottenere con il dialogo ed è per questo motivo che è costantemente in contatto con i Comitati Olimpici di Arabia Saudita, Qatar e Brunei.

Questo cambiamento sarebbe auspicabile non tanto per "cambiare" le Olimpiadi ma per migliorare le condizioni delle Atlete Saudite in particolare, e di tutte le donne in generale visto che le donne di questo paese ancora oggi non possono votare, non possono guidare ed hanno bisogno del permesso di un uomo per espatriare.

Una riflessione.

Le donne furono ammesse per la prima volta a partecipare alle gare olimpiche nel 1900 a Parigi ma solo per il tennis e il golf.

Paradossale il fatto che tra i più fieri avversari della partecipazione delle donne alle gare fu proprio Pierre de Coubertin.