Cerimonia di apertura delle olimpiadi
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Cerimonia di apertura delle olimpiadi

Anni di attesa e non poche polemiche hanno preceduto la splendida cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino 2008.

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Anni di attesa e non poche polemiche hanno preceduto la splendida cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino 2008.
Polemiche che non sono riuscite a sortire nessun concreto risultato, se non quello di turbare, in verità molto poco, gli organizzatori. Tutto previsto, in ogni caso. Anche l'imprevedibile.
La "macchina da guerra" Cinese era pronta ad intervenire con appositi razzi perfino per fermare eventuali piogge inattese. Nulla doveva andare storto, con le buone o con le cattive. E nulla è andato storto, perlomeno osservato con gli occhi degli spettatori mondiali, con i milioni di persone ferme davanti ai televisori.

La Cina ha voglia di riscatto, o forse di un'affermazione che non sia solo economica.
Quasi 40 miliardi di dollari sono stati spesi per rendere perfetta la cerimonia inaugurale. Svolta ben oltre le 3 ore e mezza previste, con uno spettacolo iniziato alle 20.00, o meglio dire le 8.00, ora locale. Alle 8 dell'8/8/08. Anche i numeri piegati alla grandezza della Cina.

Continuiamo con qualche numero, che spesso chiarisce gli eventi in maniera più significativa che non le parole. Sono state 15.000 le comparse utilizzate per animare la cerimonia di apertura mentre ben 40.000 soldati vigilavano sul corretto (e sicuro) svolgimento della manifestazione.
75.000 sono i volontari impegnati a dare manforte a questo esercito di uomini, senza dimenticare i veri protagonisti: gli atleti. 639 quelli Cinesi, su un totale di 10.708, con un imperativo, battere sul campo i colleghi USA.

La cerimonia si è snodata fra coreografie ed effetti spettacolari, dai 4100 figuranti disposti in modo da rappresentare una miniatura dell'ormai noto stadio a nido d'uccello. Uno stadio umano, identico per sembianze, contenuto nella struttura in acciaio, sino alle cascate d'acqua proiettate sull'ultimo anello dello stadio.
Non sono stati risparmiati i fuochi d'artificio, dei quali i Cinesi sono maestri. Spettacolare l'enorme globo terracqueo, illuminato per delimitare i continenti, posto al centro dello stadio, a fare da palcoscenico per un inno alla fratellanza.

Grande emozione per la sfilata degli atleti, avviata dai Greci, che hanno ospitato la passata edizione del 2004, e seguita dalle altre nazioni secondo l'ordine dell'alfabeto cinese.
Ovazione del pubblico cinese all'ingresso della delegazione di Taipei ed entusiasmo anche per Hong Kong che, pur essendo ormai ritornata sotto la sovranità territoriale cinese, partecipa con propri atleti e con un suo comitato olimpico.

Prevedibile l'entusiasmo per gli atleti cinesi, portabandiera dei quali è stato il "gigante buono", campione di Basket, Yao Ming, sino a qualche mese fa dato per certo come ultimo tedoforo, designato all'accensione del braciere olimpico.

Nel discorso di apertura Jacques Rogge, presidente del CIO, ha sottolineato che i giochi Olimpici sono stati creati per onorare gli atleti e, rivolgendosi a loro, ha detto "lasciate che siano i vostri giochi, rifiutate il doping e l'imbroglio". Passaggi inevitabili ma anche prevedibili, per bocca di Rogge che ha fatto della lotta al doping una delle sue priorità in veste di presidente del CIO.
Infine, con la dichiarazione "i giochi sono aperti" pronunciata da Hu Jintao, ed il giuramento degli atleti, si sono in concreto aperte le Olimpiadi di Pechino 2008, XXIX edizione dei giochi.

Il colpo di scena finale è toccato a Li Ning, ultimo tedoforo e deputato ad accendere il braciere olimpico, in una coreografia spettacolare, una simulazione di corsa, sospeso all'altezza dell'ultimo anello dello stadio, mentre speciali proiettori "gli facevano strada" srotolando un tappeto luminoso che precedeva, metro dopo metro, la sua camminata, visualizzando le immagini dei numerosi tedofori che hanno accompagnato il sacro fuoco sino a Pechino. Alle 18.05, ora italiana, hanno avuto ufficialmente inizio le olimpiadi più fastose che la storia, ad oggi, possa ricordare.

Al di là di ogni facile retorica, siano le olimpiadi della vittoria, di una vittoria speciale, la vittoria messa a segno dal cambiamento.