Olimpiadi di Sapporo 1972
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Olimpiadi di Sapporo 1972

La storia, gli eventi più clamorosi, i risultati, il medagliere, e gli aneddoti delle Olimpiadi di Sapporo 1972

Autore:
Ultimo aggiornamento:

La prima escursione extraeuropea o nordamericana dei Giochi Invernali è caratterizzata dalle polemiche sui concetti di dilettantismo e professionismo. Si gareggia a Sapporo, in Giappone, ed il CIO minaccia di lasciare a casa un gran numero di sciatori, ritenuti professionisti.
Alla fine però solo l'austriaco Karl Schranz, che ha ingenti entrate economiche dai propri fornitori di materiali, non può partecipare.

Sono in Giappone, invece, tutti gli atleti del blocco comunista, che non hanno sponsor evidenti e munifici come quelli di Schranz, ma secondo molti sono atleti a tempo pieno e quindi professionisti. In un periodo di passaggio come questo tra sport dilettantistico e professionistico qualche forzatura è evidente e spesso si viaggia tra ipocrisia e retorica.

Sapporo '72 segna l'affacciarsi di nazioni nuove ai livelli più alti. È il caso del Giappone, mai sul podio più alto in passato, ma capace qui di fare tripletta nel salto con gli sci, inaugurando una tradizione di alto livello in questo sport.

A vincere l'oro è Yukio Kasaya. Primo oro anche per la Spagna che lancia Francisco Fernandez Ochoa nello slalom speciale, a sorpresa davanti agli azzurri Gustavo e Roland Thoeni.
Per il grande Gustavo Thoeni c'è comunque la possibilità di mettersi al collo l'oro del gigante, segnando così il suo nome al ricordo azzurro più bello di questi Giochi.
Nello sci alpino si nota anche la svizzera Marie Therese Nadig, oro in slalom ed in gigante. I plurimedagliati arrivano però da pattinaggio e sci di fondo. L'olandese Adrianus Schenk diventa un eroe nel suo paese vincendo i 1500, i 5000 e i 10000 nel pattinaggio. Dopo le imprese di Sapporo, in patria gli dedicheranno un nuovo fiore che prenderà il suo nome.

Nel fondo fa tripletta la russa Galina Kulakova, con i successi nella 5 km, nella 10 km e nella staffetta. Nel biathlon risalta l'impresa del norvegese Soldberg, che è il primo nella storia olimpica a confermarsi campione in questo sport a 4 anni di distanza. Per l'Italia, oltre ai trionfi dello sci alpino, arrivano altre due medaglie: il doppio dello slittino Hildgartner-Plakner conquista l'oro, il bob a 4 di Frassinelli, De Zordo, Dal Fabbro, Bonichon l'argento.