Atene 1896: fatti, curiosità e aneddoti
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Atene 1896: fatti, curiosità e aneddoti

Fatti e cusiosità delle olimpiadi del 1896, gli aneddoti di Atene 1896

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Atene 1896: fatti, curiosità e aneddoti

Carlo Airoldi

Giuseppe Rivabella fu il primo italiano a gareggiare ai moderni Giochi Olimpici.

Ma non fu l'unico suddito di Sua Maestà Umberto I a raggiungere Atene nel 1896 per partecipare ai Giochi.

È noto il caso di Carlo Airoldi, originario di Origgio, comune del varesotto. Il ventiseienne, deciso a gareggiare nella maratona, raggiunse la capitale ellenica percorrendo ben 1338 km a piedi, sponsorizzato dal giornale La Bicicletta, che finanziò l'impresa in cambio di una dettagliata corrispondenza del viaggio. Arrivato ad Atene scoprí però di non poter partecipare alla competizione perché giudicato professionista. Come vincitore della Torino-Barcellona Airoldi aveva infatti ricevuto il premio di 2500 pesetas, pari all'incirca a 25000 lire. Tanto bastò agli organizzatori per giudicarlo un professionista.

La decisione lascia adito a molti dubbi: in Italia, come nella maggior parte dei Paesi, non esisteva la distinzione tra dilettantismo e professionismo, così come anche l'ambasciatore italiano in Grecia Pisani Bossi ebbe a confermare ai giudici. L'impressione è che gli organizzatori puntassero sulla vittoria di un atleta locale, cosa che puntualmente avvenne grazie a Spyridon Louis, primo al traguardo con il tempo di 2h e 50m, tra ali di folla festante. Airoldi non accettò mai la sua eslusione e lanciò la sfida a Louis, che non raccolse l'invito dell'italiano a misurarsi con lui.

I 1338 km a piedi di Carlo Airoldi, pur non coronati dalla partecipazione alle Olimpiadi di Atene, rimarranno nella storia dei giochi olimpici e dello sport. Le traversie di questo giovane italiano, che con la sola prospettiva della gloria di una vittoria che poco avrebbe apportato alle sue finanze, fanno parte a pieno titolo di uno sport pionieristico e romantico.

Personaggi

Thomas Burke è l'unico ad aver vinto sia la gara dei 100 m che quella degli 800 m. Burke, avvocato laureatosi all'Università di Boston, è anche il promotore della prima maratona di Boston, che ancora oggi si corre il terzo lunedì di Aprile, nel Patriot's Day.

Terzo nei 1500 m, il francese Albin Lermusiaux si presenta in finale con i guanti bianchi: Per rispetto al Re dirà ai suoi avversari.

Terzo al traguardo della maratona, invece, si presenta il greco Vrettos, contro cui presentano ricorso gli ungheresi, accusando il greco di aver percorso un tratta dei 40 km in carrozza. Una bella facilitazione, che, messo alle strette da alcune testimonianze, Vrettos dovette confessare di essersi concesso.

Uno dei personaggi più straordinari della prima Olimpiade fu certamente Alfréd Hajòs, altrimenti noto come Arnold Guttman, vincitore sia nei 100 che nei 1200 metri, sempre nella specialità stile libero. Fu il più giovane oro dell'edizione 1896 a 18 anni e 70 giorni, se si esclude Ioannis Malakonis, primo nella curiosa gara dei 100 metri stile libero per marinai. L'eccezionalità di Hajòs è da ricercarsi nella poliedricità sportiva: due volte oro nel nuoto alle Olimpiadi di Atene, si distinse anche nell'atletica come campione nazionale nei 100 m, nei 400 m hs e nel lancio del disco, giocò infine anche a calcio nel campionato ungherese dal 1901 al 1903.

Sportività d'altri tempi

Nella finale dei 100 km di ciclismo su pista, il francese Flemeng dimostrò di aver capito appieno lo spirito olimpico con un gesto che è rimasto negli annali.

Il ciclista transalpino, accortosi che il suo avversario, il greco Kolettis, era rimasto appiedato per un guasto alla bicicletta, scese dal sellino e attese pazientemente che l'altro, riparato l'attrezzo, fosse pronto per ripartire.

Flamenng vinse la gara con 11 giri di vantaggio. Tagliando il traguardo gridò Vive la France!.

Il re ercolino

Giorgio di Grecia, che aveva fama di essere dotato di notevole forza, fece da giudice nelle due gare di sollevamento pesi in programma.

In una occasione, visto che un inserviente incaricato di spostare i pesi faceva fatica a smuoverli, con un balzo afferrò il più pesante e lo scagliò a diversi metri di distanza.