Olimpiadi di Parigi 1900
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Olimpiadi di Parigi 1900

La storia, gli eventi più clamorosi, i risultati, il medagliere, e gli aneddoti delle Olimpiadi di Parigi 1900

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Olimpiadi di Parigi 1900

Contro le resistenze di Re Giorgio di Grecia, che desiderava mantenere i Giochi Olimpici in Patria, De Coubertin opta per Parigi come sede della seconda edizione delle Olimpiadi moderne. La scelta di ruotare le sedi dell'Olimpiade, che tanto ha contribuito al secolare successo dei Giochi, agli albori del movimento è invece causa di aspri contrasti e divisioni.

L'idea della sede itinerante è del medico inglese Brookes, organizzatore dei Wenlock Olympic Games, con cui negli anni antecedenti Atene 1896 il barone intrattenne una fitta corrispondenza, e da cui trasse larga ispirazione, recandosi anche di persona a Much Wenlock.

Gli stessi giochi organizzati da William Penny Brookes, però, come quelli realizzati ad Atene da Evangelos Zappas, si svolgevano sempre nella medesima sede. I Wenlock Olympic Games, inoltre, avevano cadenza annuale.

Nel 1900 Parigi avrebbe ospitato la quinta Esposizione Universale. Il tema della manifestazione è "Valutazione di un secolo". Un bilancio del diciannovesimo secolo, ma anche uno squadro al ventesimo appena iniziato. La Capitale attende l'evento con fermento, ed il Governo finanzia generosamente l'Esposizione, con una serie di opere infrastrutturali come la prima linea metropolitana.

A capo del progetto, nel 1893, si insedia Alfred Picard, una scelta che si rivela decisiva nel fallimento organizzativo della seconda Olimpiade.

L'ingegner Picard inserisce i "Concorsi di esercizi fisici e sportivi" all'interno della manifestazione, cosa che contribuisce alla scelta di Parigi da parte del CIO.

Ma soprattutto De Coubertin intende sfruttare l'atteso successo dell'EXPÒ come volano per il movimento olimpico, nel 1900 ancora in fase embrionale. Sul successo dell'Esposizione il barone non sbaglia: 50 milioni di persone visiteranno l'EXPÒ, un numero che solo Osaka riesce a replicare 70 anni dopo. Per le Olimpiadi, invece, il connubio con la manifestazione sarebbe stato talmente negativo che il Presidente del CIO disse in seguito: È un miracolo che il movimento olimpico sia sopravvissuto..

De Coubertin e Picard hanno concezioni troppo differenti dello sport. Picard lo intende come un evento di massa, con il più alto numero di discipline possibile. A parere dell'ingegnere, lo sport secondo l'accezione decoubertina è semplicemente Un'attività inutile e assurdaIl contrasto si evidenzia sotto forma organizzativa. Il visconte de la Rochefoucaud, su indicazione del barone, viene posto a capo di un comitato privato che si pone in frontale contraddizione con il Comitato pubblico dell'Expo. Lo scontro è veemente. Picard arriverà a sostenere che il programma del "comitato Rochefoucaud" è Indegno della Nazione.

Le difficoltà non riguardano solo il rapporto con Picard e con l'EXPÒ. L'<USFSA, di cui il barone è formalmente Segretario, è l'unica organizzazione a poter promuovere manifestazioni sportive all'interno della città di Parigi. Un privilegio cui l'associazione non intende rinunciare: l'<USFSA appoggia strumentalmente Picard e si rifiuta di riconoscere il "comitato Rochefoucaud". Le dimissioni di De Coubertin da segretario dell'<USFSA e dell'intero "comitato Rochefoucaud" sono inevitabili.

Nel maggio del 1899 De Coubertin, in qualità del Presidente del CIO scrive a Daniel Mérillon, posto a capo dell'organizzazione dei giochi sportivi dell'Esposizione da Picard, domandando che tali giochi siano rubricati come Giochi della seconda Olimpiade. La richiesta viene accolta: i "Concorsi di esercizi fisici e sportivi" diventano anche, ma non solo, Giochi Olimpici.

I Giochi si svolgono nell'arco di più di cinque mesi: dal 14 Maggio al 28 Ottobre. Non vi è nessuna cerimonia di apertura né di chusura. Curiosamente le Olimpiadi di Atene nel 1896 hanno uno svolgimento assai più simile agli attuali Giochi di quanto non avvenga nelle successive edizioni fino ad Amsterdam 1928.

Con il senno di poi, avendo bene a mente che l'Olimpiade è il più importante evento sportivo mondiale, è possibile sostenere che anche Parigi 1900 è stato un momento di passaggio fondamentale nella crescita del movimento olimpico. Le Nazioni rappresentate passano da 15 a 28, gli sport in programma da 9 a 20, le gare disputate da 43 a 95, gli atleti da 246 a 1470, di cui 22 donne. Comincia quindi nella capitale francese la grande storia del sesso femminile alle Olimpiadi.

L'Italia si presenta con 26 atleti, 2 nell'atletica, 1 nel canottaggio, 7 nel ciclismo, 4 nell'equitazione, 1 nella ginnastica, 2 nel nuoto, 9 nella scherma. Per la prima volta il nostro Paese figura nel medagliere finale, con 3 ori e 2 argenti.

A salire sul gradino più alto del podio sono il Conte Giangiorgio Trissino nell'Equitazione (Alto), il 2 Giugno, Antonio Conte nella Sciabola (Maestri individuale), il 27 Giugno, e infine Ernesto Mario Brusoni nel Ciclismo (Corsa a punti), il 15 Settembre. È quindi Trissino il primo italiano a potersi fregiare della medaglia d'oro, ed è anche il primo ad aver vinto una quasiasi medaglia: il 31 Maggio, sempre nell'Equitazione, arrivò secondo nella specialità Lungo dell'Equitazione. L'ultimo argento fu conquistato da Italo Santelli, che si arrese proprio ad Antonio Conte nella Sciabola.

È un'Olimpiade pasticciata, ed a pagarne le conseguenze è anche lo sport più importante. Una delle giornate finali delle competizioni di atletica era stata fissata dagli organizzatori Domenica 15 Luglio, spostandole dal 14, notoriamente festa nazionale per i transalpini. Gli atleti statunitensi protestano, sostenendo che non avrebbero potuto gareggiare nel giorno dedicato al Signore. Rassicurati dagli organizzatori sullo spostamento delle gare, gli americani partono alla volta di Parigi, per poi scoprire che l'ennesimo cambio di programma prevedeva le eliminatorie il 14 e le finali il 15. Subito si va alla ricerca di un compromesso, che viene trovato il Mercoledì 11: gli americani possono gareggiare indifferentemente tra Domenica o Lunedì e le finali saranno un estratto delle prove migliori. Tra Sabato e Domenica gli organizzatori cambiano nuovamente idea: nessuna gara il Lunedì, Domenica è l'ultimo giorno utile per competere.

Quello che accadde in seguito è oggetto di ricostruzioni ancora imprecise. Quello che è certo è che Alvin Kraenlein compete nella gara del salto in lungo, mentre Meyer Prinstein (primatista mondiale), che tra l'altro è di religione ebraica no: Kraenlein conquista il quarto oro della sua Olimpiade, ma anche un pugno in faccia da parte del suo compagno di squadra.