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Basi del lavoro a blocchi

Le basi del lavoro a blocchi. Come organizzare una lezione di Aerobica e Step. I fondamentali per imparare il lavoro di Istruttore.

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Come abbiamo già avuto modo di vedere nella sezione dedicata ai passi base dell’aerobica e step, esistono 3 categorie di passi: sequenziali, di cambio, neutri.
Ricordiamo che i primi sono tutti quelli derivati dalla marcia, nei quali l’alternanza della destra e della sinistra caratterizza l’esecuzione del passo stesso (es: V step, mambo); i secondi sono caratterizzati dal fatto che, all’interno del ciclo musicale nel quale sono eseguiti, la gamba che conduce il movimento cambia (es: cha cha, chassè); i terzi ed ultimi sono neutri proprio perché è assolutamente indifferente l’attacco di un piede piuttosto che l’altro: il peso è ripartito in modo equilibrato su entrambi e non esiste una gamba leader (es: slow jack).

I passi sequenziali vengono, per convenzione, indicati con un segno +; i passi di cambio con un segno – .
Quando si costruisce una sequenza sulla carta i segni aiuteranno ad identificare immediatamente la tipologia di sequenza: se unisco un passo sequenziale (+) ed uno di cambio (-) otterrò una sequenza di cambio (-).
Si chiama sequenza l’insieme di due o più passi.
Naturalmente anche le sequenze possono essere sequenziali o di cambio, e pertanto avere valenza positiva o negativa.
Se sommiamo 2 passi di cambio (cioè con valenza negativa), otteniamo una sequenza sequenziale perché ritorniamo con la stessa gamba guida.

Variazioni delle sequenze

Una stessa sequenza può risultare estremamente diversa a seconda delle variazioni che vi si inseriscono. Abbiamo 3 possibilità di variazione di una sequenza:

  • Variazione dal punto di vista spaziale o direzionale (più appropriato a classi di livello avanzato)
  • Variazione dal punto di vista dell’intensità: aumentando le battute per minuto (bpm), inserendo propulsioni e saltelli, inserendo il lavoro delle braccia al di sopra delle spalle
  • Variazione a livello ritmico: inserire dei controtempi o delle pause. In questo caso, bisogna utilizzare una musica più lenta

Lo stile può essere considerato come un quarto componente delle nostre variazioni e dipende dal singolo istruttore.
A livello di apprendimento, l’intensità viene assimilata per prima, la direzione è già più complicata e viene appresa con maggior difficoltà, mentre per il ritmo è richiesta una buona applicazione.

Esempio di sequenza:
2 grapevine
4 leg curl
4 passi avanti e 4 passi indietro
4 lunge
2 v step
4 affondi dietro
2 chassè rock
4 chassè andata e ritorno

Se questa è la sequenza di base, applicando le diverse possibilità di variazione, ossia le direzioni, l’intensità e il ritmo, si possono creare sequenze tra loro assai diverse, pur essendo partiti dalla stessa struttura di base.

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