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Breve storia dell'aerobica e del fitness di gruppo

Storia del fitness di gruppo: l'aerobica e lo step dagli anni 60 al giorno d'oggi. Cenni sull'evoluzione dell'insegnamento.

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Le origini della ginnastica aerobica risalgono alla fine degli '60, quando il dott. Kenneth Cooper, medico americano che svolgeva attività di ricerca per la NASA, pubblica il volume "Aerobica" (1968). In questo studio Cooper codifica e nomina per la prima volta l'allenamento aerobico. Dopo aver studiato a lungo la forma fisica degli astronauti americani, e ricercando un sistema di allenamento che consentisse ai militari americani di raggiungere una forma fisica adeguata (preoccupato e incentivato, inoltre, dal proprio eccessivo aumento ponderale e dal conseguente sopraggiungere di alcuni problemi cardiaci), si mette alla ricerca di una corretta attività fisica.

Su queste basi Cooper sviluppa un sistema di allenamento incentrato su una serie di esercizi di moderata intensità protratti per un arco temporale piuttosto lungo, al fine di sollecitare ed allenare il sistema cardiocircolatorio e migliorare la condizione fisica globale. Le discipline su cui ruota il sistema di allenamento sono la corsa, il nuoto, il ciclismo e lo sci di fondo. Il successo di tale tipo di attività è immediato poiché esso può essere praticato da persone di tutte le età e anche da coloro che non praticano assiduamente uno sport. Lo jogging, che è la disciplina di riferimento, è alla portata di tutti e può essere praticato ovunque, in qualunque momento e senza bisogno di un istruttore.

Partendo da questi presupposti il passo successivo avviene negli anni '70, quando Jakie Sorensen, insegnate di educazione fisica, partendo dallo jogging, codifica una serie di passi multidirezionali e, con l'apporto di saltelli, balzi e movimenti mutuati dalla danza, crea la ginnastica aerobica, costituendone già le fasi principali di riscaldamento, fase aerobica e fase di condizionamento muscolare, il tutto con il supporto della musica.
La musica è stato quell'elemento fondamentale che ne ha assicurato il successo negli anni successivi. L'utilizzo di una base musicale garantisce, infatti, un maggior divertimento durante le lezioni, rendendole meno monotone e fornendo uno stimolo energetico capace di far superare con minor fatica i momenti più intensi dell'allenamento.
L'allenamento aerobico offre così la possibilità di un lavoro efficace e globale, abbinato e caratterizzato da un aspetto dinamico e coinvolgente, che ne ha costituito il successo negli anni '80 e '90.

Negli anni '80 si assiste alla diffusione capillare di questa nuova disciplina che si avvale ben presto del supporto di personalità famose nel mondo dello spettacolo, fino a giungere sotto i riflettori di programmi televisivi e mass media.
Questa notorietà, legata a personaggi non propriamente professionisti dello sport, procura alla nuova nata notevoli critiche, così che i tecnici del settore sportivo si adoperano per creare e affinare nuovi studi scientifici che siano di supporto al suo successo.

In questo contesto nasce, alla fine degli anni '80, un rivoluzionario attrezzo: lo step (gradino o piattaforma). Creato da Gin Miller in stretta collaborazione con la Reebok, il cui metodo di insegnamento sarà per molto tempo il più quotato e utilizzato, lo step costituisce una rivoluzione nel campo del fitness di gruppo, facendo si che in brevissimo tempo esso trovi posto in tutte le palestre del mondo. Oggi lo step viene utilizzato in un numero sempre maggiore di discipline, fornendo uno strumento quasi indispensabile per molti sistemi di allenamento.

Il successo dello step risiede, soprattutto, nel fatto che esso consente di effettuare un allenamento aerobico ad alta intensità, ma con un basso impatto a livello motorio. Alcuni studi hanno, infatti, evidenziato che l'efficacia e l'intensità del lavoro con lo step è simile a quello ottenuto dalla corsa, ma lo stress biomeccanico su piedi e articolazioni è simile a quello della marcia (nella corsa si passa da un piede all'altro con un saltello – nella maggior parte dei passi di step un piede resta sempre in contatto con la piattaforma o con il suolo e quindi le forze di impatto sono simili a quelle che si hanno durante la marcia).

Inoltre, lo step costituisce uno strumento assai versatile, utilizzato in numerose tipologie di allenamento, da quello aerobico a quello di condizionamento muscolare. Tale largo utilizzo, a partire dal 2000, ha dato il via a nuovi studi che hanno messo in luce nuovi metodi e nuove tecniche di allenamento, e di utilizzo dell'attrezzo.

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