Dolori muscolari e acido lattico
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Dolori muscolari e acido lattico

E' il momento di scagionare l'acido lattico, che non è assolutamente il responsabile dei dolori muscolari post allenamento

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Dolori muscolari e acido lattico

Alzi la mano chi, lamentando dei dolori muscolari il giorno seguente ad un allenamento, non si è sentito rispondere "è l'acido lattico"! È il momento di assolvere l'acido lattico da colpe che non ha. Si può iniziare chiarendo cos'è l'acido lattico.

L'acido lattico (o lattato C3H6O3) è il prodotto della glicolisi anaerobica. La glicolisi anaerobica è uno dei processi di liberazione energetica utilizzati per la fosforilazione dell'ADP. Viene innescata nei casi in cui la richiesta energetica supera la quota di energia prodotta mediante il sistema aerobico. All'aumentare della richiesta energetica per via anaerobica aumenterà la quantità di produzione di acido lattico, riducendo i tempi della performance sportiva.

La formazione dell'acido lattico è la conseguenza di una fermentazione. Al termine della glicolisi anaerobica (che ha sede nel citoplasma) si ha il rilascio netto di 2 molecole di ATP e di 2 molecole di piruvato. Se il piruvato non partecipa al ciclo di Krebs (all'interno dei mitocondri) si lega con i 2 elettroni ed il protone liberati dalla gliceraldeide fosfato durante la glicolisi, e legati in prima istanza alla nicotinammide adenina dinuclotide (NAD+). La conseguenza è la conversione di NAD+ in NADH.

Per favorire nuovi processi glicolitici, il NADH cede i due elettroni ed il protone al piruvato e torna ad essere NAD+. Il piruvato diviene invece acido lattico. Il piruvato, e di conseguenza l'acido lattico, conserva la gran parte del potenziale energetico del substrato glucidico. Viene infatti trasportato dal sangue al fegato dove, lo scheletro carbonioso del lattato è reimpiegato nella sintesi di nuovo glucosio. La gran parte del lattato è invece convertita in acido piruvico ed è riutilizzato ai fini energetici.

È da sottolineare che, anche se i termini acido lattico e lattato vengono utilizzati come sinonimi, chimicamente il lattato è sprovvisto di uno ione H+, quindi non è in grado di acidificare il torrente ematico. L'acido lattico è una molecola molto piccola, che diffonde rapidamente dall'ambiente muscolare al sangue. La concentrazione di acido lattico può essere influenzata dalla pressione parziale dell'ossigeno dell'atmosfera. A parità di lavoro al diminuire della pressione parziale, aumenta la produzione di acido lattico.

Anche la temperatura dell'ambiente può interferire con tali fattori, ancora una volta all'aumentare della temperatura aumenta la concentrazione di acido lattico(1). Essendo l'acido lattico un substrato energetico o, per meglio dire, conservando una quota energetica intrinseca, è stato dimostrato(2) sperimentalmente che, esercizi submassimali (70% ca del VO2max) successivi a lavori altamente lattacidi, favoriscono l'utilizzo dell'acido lattico come fonte energetica accelerando di fatto la diminuzione della sua concentrazione.

Resta inteso che la formazione di acido lattico sarà in ogni caso maggiore nel lavoro svolto dalle fibre bianche. Queste ultime infatti dispongono di un numero di mitocondri assai meno considerevole rispetto alle fibre di tipo rosso. Proprio la presenza di mitocondri può indurre il piruvato liberato dalla glicolisi, ad accedere al ciclo di krebs (in presenza di ossigeno), penetrando nei mitocondri. Diversamente, pur in presenza di ossigeno, il potenziale impiego del piruvato come substrato energetico è compromesso in partenza. Pertanto sarà inevitabile il processo di fermentazione lattica del piruvato, che porta all'acido lattico.

In estrema sintesi quindi, l'acido lattico non è uno "scarto", ma conserva un'importante quota energetica. Viene rimosso dall'ambiente muscolare in tempi molto brevi (nell'ordine di qualche decina di minuti) pertanto non può causare nessun dolore il giorno dopo.

La causa di tali processi dolorosi, tecnicamente definiti DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness, ossia Indolenzimento Muscolare a Insorgenza Ritardata) è imputabile a delle micro lacerazioni del tessuto muscolare che originano principalmente nella fase eccentrica di un movimento. A seguito di tali lacerazioni può innescarsi uno stato flogistico e doloroso.

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