Quando la motivazione fa rima con provocazione
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Quando la motivazione fa rima con provocazione

Essere provocatori nel promuove la propria attività può amplificare i risultati, ma attenzione a non esagerare: il video di una palestra in cui una modella rompe le noci con...

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Quando la motivazione fa rima con provocazione

Pensare di motivare qualcuno spingendolo ad iscriversi in palestra può prevedere l'impiego di numerose strategie. Già Maslow1 ha spiegato quanto possa essere importante per ciascuno, una volta soddisfatti i bisogni primari, propendere verso l'autorealizzazione e l'accettazione sociale. Che piaccia o meno, che sia frutto di considerazioni discutibili oppure no, è un dato di fatto che il proprio livello di forma può essere fonte d'orgoglio o di imbarazzo.

Proprio su quest'ultimo ha deciso di fare leva una nota catena di palestre: la fitness first che ha fatto installare a Rotterdam una pensilina dove attendere l'autobus con una significativa particolarità. La panchina su cui è possibile sedersi nasconde in realtà una bilancia e, appena seduti, un implacabile display, ben visibile, segnala senza pudore il peso di chi è in attesa, rendendolo noto anche ai passanti, e facendo leva nell'orgoglio del malcapitato.

la panchina che ti pesa

L'intento è verosimilmente quello di indurlo a considerare una scelta più attiva come l'iscrizione in palestra. È facile supporre che qualcuno lo possa interpretare come un invito diverso, ovvero di spostarsi a piedi invece che con l'autobus, in fondo è anche quello un modo per perdere peso risparmiando sia l'iscrizione in palestra che il biglietto. È un possibile rischio che non sminuisce l'originalità dell'iniziativa.

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L'esempio appena indicato è certamente simpatico ed in qualche modo un po' provocatorio. Essere provocatori è certamente positivo, anzi spesso non solo è la chiave del successo di una campagna pubblicitaria ma perfino l'elemento che la rende virale, ossia le fornisce quell'input per effetto del quale inizia a diffondersi spontaneamente attraverso i nuovi media. Proprio la ricerca di realizzare qualcosa che possa divenire virale spinge talvolta i creativi ad esagerare, è facile che quello che sembra simpatico e provocatorio possa apparire volgare o comunque distogliere del tutto l'attenzione di un potenziale cliente rispetto al messaggio che si vuole lanciare.

È l'esempio di un'altra catena di palestre che, questa volta in Russia, ha girato e mandato in onda un video in cui una modella al termine del workout si concede uno spuntino a base di noci e, per romperle, le schiaccia in mezzo alle natiche. Nell'intento si vuole sottolineare il risultato in termini di forza e tonicità raggiunti grazie all'allenamento, ma è molto difficile che un simile spot divenga trainante nel promuovere l'iscrizione al centro, proprio perché le modalità con cui viene presentato lo spot inevitabilmente distraggono dal focus iniziale.

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Essere originali e provocatori certamente crea un tam tam essenziale, un passa parola che in modo gratuito veicola il messaggio, ed è bene tenerlo presente prima di limitarsi a fare dei banali manifesti pubblicitari che si riducono ad avere colori sgargianti e infinite scritte (impossibili da leggere o ricordare).

Ma è altrettanto vero che se poi il desiderio di esagerare sfocia in qualcosa che strizza l'occhio alla volgarità si rischia la dispersione del messaggio e può divenire un effetto boomerang sulla propria attività.