Non desiderare la scheda d’altri
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Non desiderare la scheda d’altri

Numerosi sono gli errori comunemente commessi in palestra, tra questi pensare che la scheda di chi è più in forma sia una scorciatoria per raggiungere presto dei risultati, oppure concentrarsi solo su pochi muscoli pretendendo risultati immediati.

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Non desiderare la scheda d’altri

Parliamo spesso degli errori più comuni che vengono commessi quando ci si allena in palestra, errori che coinvolgono un po' tutti dai neofiti a chi è più esperto. È importante individuarli e correggerli perché, ciascun errore, rappresenta un ostacolo in più fra noi ed il raggiungimento degli obiettivi che ci si è prefissati di ottenere.

Una delle situazioni più comuni è quella di replicare la scheda (sarebbe più corretto dire il programma di allenamento) di chi in palestra denota d'aver raggiunto già buoni risultati. Questo atteggiamento, l'idea che se una scheda viene eseguita da qualcuno più muscoloso, più magro, comunque più in forma, è una sorta di segreto grazie al quale si accede ad una scorciatoia per i nostri risultati, ha fatto la fortuna anche di numerosissime riviste di settore che, ormai da decenni, ogni mese vanno in stampa titolando in copertina che tra le pagine interne è presente la "scheda segreta di Arnold Schwarzenegger" o di Ronnie Coleman, o di qualche altro campione.

A parte il fatto che ci sarebbe da chiedersi quante schede segrete abbia ciascun campione, oltre alla considerazione che evidentemente questi campioni proprio non sanno tenere un segreto, visto che ogni mese se ne scopre uno nuovo, occorre anche domandarsi se, una programma di allenamento avanzato non sia il frutto di un iter che parte sempre da una preparazione di base. Il principio fondamentale dell'allenamento, per qualsivoglia obiettivo, è sempre quello di una progressione del carico, ovvero dell'intensità del lavoro.

Non si possono raggiungere buoni risultati saltando le tappe poiché sarebbe come, nella speranza di diventare un pilota di Formula Uno, passare dal ciclomotore ad un bolide da centinaia di cavalli in pochi giorni. Più che avere chance di vittoria, si corre il serio rischio di farsi male. Ed è esattamente quello che accade nella disperata ricerca di replicare il lavoro di chi ha ottenuto risultati maggiori. Questo senza considerare le caratteristiche individuali di ciascuno, che inevitabilmente possono rendere più o meno efficace una stimolazione rispetto a quanto non possa accadere su un altro soggetto, di età, sesso, metabolismo, stili di vita differenti.

C'è da dire che spesso sono proprio i trainer a far passere il messaggio che "se io sono in forma seguendo il mio stile potrai esserlo anche tu", dando tra l'altro per scontato che tutti i frequentatori di una palestra abbiano i suoi stessi identici obiettivi. Ma questo è un altro discorso.

Tra gli errori più frequenti, mai troppe volte segnalati, rientra certamente la smania di volersi far vedere alla prese con pesi sempre di dimensioni enormi, quasi che la principale preoccupazione non sia quella di ottenere un buon risultato dall'allenamento, quanto di apparire capace di spostare kg su kg. Il risultato, anche questa volta, nella migliore delle ipotesi porta a non ottenere alcun risultato concreto, poiché viene spesso compromessa la corretta esecuzione, il corretto numero di ripetizioni ed il corretto tempo di recupero. Non è poi infrequente che alla lunga questo atteggiamento porti a incidenti o problematiche osteoarticolari più o meno gravi.

A proposito di recupero, non è raro neppure individuare la voglia di strafare, soprattutto tra i principianti, che sembrano preoccupatissimi dal numero di sessioni allenanti che riescono a fare i primi 15 giorni piuttosto che sincerarsi che le nuove abitudini siano davvero l'acquisizione di uno stile di vita, consono e proporzionale alle loro esigenze, e a quanto anni hanno precedentemente trascorso come sedentari prima di farsi colpire dall'irrefrenabile desiderio di tornare in forma. Riacquisire un fisico atletico è un processo lungo che richiede soprattutto costanza e non certo esagerazione. Il rischio di overtraining è sempre dietro l'angolo. Ed in questa direzione coinvolge tutti coloro i quali, pur avendo raggiunto un buon grado di forma, entrano in una sorta di dipendenza negativa per effetto della quale non si concedono mai un idoneo recupero. Il risultato è una fase di plateau dalla quale è difficile uscire.

Seguono coloro i quali pensano che sia necessario allenare solo alcuni distretti anatomici, perché in fondo "sono solo i pettorali a contare", così incentrano un impegno inaudito su uno o due gruppi muscolari, col risultato di creare delle sproporzioni che spesso li tramutano in caricature di se stessi, quando addirittura non portano a scompensi ed errori posturali difficili da correggere, che ovviamente hanno spiacevoli ripercussioni sia sul profilo estetico che funzionale.

Infine, e non perché non sia possibile individuare e segnalare altri errori, ma solo perché la loro correzione deve essere graduale, e quindi è meglio segnalarne un numero adeguato ogni volta, c'è la mancata corrispondenza tra stimolo allenante somministrato e risposta adattativa che si desidera raggiungere. Su questa scia moltissimi si lasciano trascinare dai luoghi comuni allenandosi in modo completamente differente rispetto a quando dovrebbero fare, spesso trascinati, ancora una volta, dal voler ricalcare il lavoro svolto da altri, i cui risultati possono essere il frutto di una tale serie di variabili che inevitabilmente porterà solo a situazioni di stress e frustrazione chi si limita a copiare.