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Il benessere

Il benessere nelle sue definizioni tradizionali e come processo di continuo adattamento all'ambiente.

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Il benessere

Secondo Broom e Johnson (Broom, Johnson, 1988) il benessere di un individuo è la sua condizione rispetto alla sua capacità di adattarsi all’ambiente.

Fitness e benessere vengono considerati da molti addetti ai lavori sinonimi che racchiudono il medesimo concetto. Ma se, come detto inizialmente, alla base della fitness c’è la capacità di adattamento dell’individuo all’ambiente in cui vive, potremmo definire di conseguenza il concetto di benessere come “il livello di fitness” di un singolo individuo.

Oggi, oltre al fitness, sono stati coniati vari termini per indicare lo stato di benessere, tra i quali il più citato è “Wellness”.
Alla fine degli anni ’50 il medico americano H.L. Dunn ha sviluppato il concetto di benessere che si fonda sulla considerazione del corpo umano sia dal punto fisico che spirituale (Carlini S., 2006).
Wellness significa benessere ottenuto con uno stile di vita sano, mirando all’armonia di corpo, mente ed anima; è nato dalla fusione dei termini ‘well-being’ e “fitness” (ovvero l’attività fisica contribuisce in maniera essenziale allo star bene).

Giovenale, tra I e II secolo d.C., esprimeva il concetto di “mens sana in corpore sano” (Giovenale, X Satira, verso 365): a quasi due millenni di distanza le cose, evidentemente, non sono cambiate molto. Forse, per meglio comprendere il significato di benessere, o ‘star benÈ sarebbe il caso di citare la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce appunto la salute come “stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e non semplice assenza di malattia” (O.M.S., 1948; Maturo A., Remuzzi G., 2005).

Questa definizione di salute proposta dall’OMS è molto impegnativa; infatti la sua traduzione in termini operativi e soprattutto in azioni, ha sempre suscitato riflessioni, dubbi, discussioni (wikipedia.org).
Sempre Giuseppe Remuzzi ed Antonio Maturo, in “Tra Igea e Panacea, Riflessioni su medicina e società”, ed Alberto Gemmi, in occasione di un incontro tenutosi presso l’ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano nel novembre del 2005, hanno affiancato l’aspetto economico agli altri tre presenti nella definizione sopraccitata.

Un altro aspetto fondamentale dell’educazione alla salute è il riconoscimento della soggettività, introdotta proprio nella definizione dell’O.M.S. che intende la salute come uno stato di benessere. La soggettività incide in modo determinante sulla salute; il modo di percepire la realtà da parte del soggetto influisce sul suo stato di salute. Elemento che caratterizza l’approccio all’educazione alla salute è l’“equilibrio”. Nella definizione di Wylie (1970) la salute è vista come “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente”. La chiave “adattativa“ introduce così il concetto di equilibrio, in base al quale la salute non è uno “stato” ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.

Il concetto di equilibrio è in grado di rivoluzionare il comune concetto di salute, così come viene inteso tradizionalmente: un disabile, ad esempio, può nell’equilibrio individuare uno stato di salute pur essendo affetto da una oggettiva patologia.

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Bibliografia