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L'istruttore di fitness - prima parte

Ruolo e caratteristiche professionali dell'istruttore di fitness, dalla formazione all'aggiornamento.

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L'istruttore di fitness

Non esiste il programma perfetto, non esiste l’esercizio perfetto, esistono solo il cliente ed il professionista che lo segue (Busin et al., 2004).
E’ questa la sintesi della filosofia dell’International Sport Sciences Association, meglio nota come ISSA™, associazione leader nella formazione di Personal Fitness Trainers. Filosofia che centra l’attenzione su due entità ben precise, il cliente ed il “professionista”; ma chi è questo professionista?
Chi è l’istruttore di fitness in genere e qual è il suo ruolo nell’ambiente dove agisce?

Esiste una sconfinata letteratura sul cliente, come fidelizzarlo, come comunicare con lui, cosa dire, cosa fare; e l’istruttore come sta, cosa fa? Quanto è motivato, quanto è contento del suo lavoro, perché fa questo lavoro, cosa lo spinge; fa l’istruttore per gratificarsi, per passione, per educare il prossimo, per sentirsi ‘qualcuno’ o per ‘apparire’ qualcuno?

Il mondo del fitness in Italia è in continua evoluzione e si è sviluppato negli ultimi anni, forse, un po’ troppo velocemente, creando quell’inevitabile confusione che caratterizza le attività che non hanno ancora una precisa identità professionale, tipica di tutto ciò che cresce in fretta senza riferimenti normativi che tutelino sia l’utente che il professionista sotto il profilo della salute e dell’incolumità (Adami P., 2002/06).
Solo agli inizi degli anni ’90 prende forma il ‘fitness’, grazie alla collaborazione tra preparatori, medici dello sport, dietologi e psicologi nella quale trovano collocazione numerose federazioni ed associazioni, per lo più autonome, il cui scopo principale ‘dovrebbe’ essere la formazione degli istruttori (FIAeF, 2002).

In passato le attività praticate erano per lo più sport non codificati insegnati da personale non qualificato, istruttori volti più all’apparire che all’essere, con un atteggiamento tipicamente narcisistico.
Il termine narcisismo deriva da Narciso, il giovane che secondo la mitologia greca si innamorò della propria immagine riflessa in una fonte. Nella sua forma normale il narcisismo è l’amore che proviamo per noi stessi, per la nostra persona (Sica, 2001).

Tutto bene, finchè non sconfina nel patologico e diventa un’anomalia in cui il soggetto manifesta un eccesso di ammirazione verso se stesso (Sica, 2001). Il narcisista mostra una forte convinzione della propria importanza e di essere “unico al mondo”, straordinario, eccelso, perfetto. Il soggetto esaspera sempre i propri successi, i risultati che ottiene, le proprie capacità e fa notare quanto siano speciali i suoi problemi; dei suoi successi ha il merito, la fortuna non c’entra.

Ancora oggi è piuttosto facile entrare in una qualsiasi palestra e notare l’istruttore –e qualche cliente- atteggiarsi e “posare” di fronte allo specchio, contemplando la propria fisicità.
Ancora fino a poco tempo fa negli ISEF, Istituti deputati alla formazione degli insegnanti di educazione fisica, il fitness non veniva contemplato se non in via sperimentale ed al di fuori dei programmi. Soltanto da qualche anno, nell’ambito dei corsi di studio universitari di Scienze Motorie, vengono introdotti ed organizzati corsi di perfezionamento, masters e “sanatorie” per ovviare almeno in parte alla grande confusione che regna nei centri fitness in Italia.

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Bibliografia