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Addominali bassi
Come nasce l'idea di poter allenare gli addominali bassi e cosa comporta perseverare in questo falso mito.
A cura di: Dott. Pierluigi De Pascalis
Ileopsoas
È una delle più spiacevoli affermazioni, quanto uno dei più radicati falsi miti. La possibilità di allenare in modo distinto la parte alta e, soprattutto, la parte bassa dell’addome è una pratica impossibile da realizzare.
Il retto addominale è un unico muscolo, con origine a livello della sinfisi pubica e della cresta pubica ed inserzione a livello del processo xifoideo e della 5a, 6a, e 7a costa. L’unica separazione, di carattere squisitamente anatomico, è possibile farla tra le due meta' destra e sinistra, unite dalla linea alba (punto di fusione delle guaine fibrose che avvolgono il muscolo). L’innervazione è garantita dai rami primari anteriori degli ultimi nervi toracici (generalmente T6/T12).
Avendo una sola zona d’origine, ed una sola zona di inserzione, non è possibile far lavorare in modo distinto la parte alta e la parte bassa di questo muscolo. Equivarrebbe a sostenere che, afferrando un elastico per i suoi 2 capi, uno in ciascuna mano, siamo in grado di porre in tensione solo metà elastico. Questo è impossibile.
L’idea di poter differenziare l’allenamento nasce dalla sensazione percepita durante alcuni esercizi, per effetto dei quali avvertiamo un senso di affaticamento localizzato nella regione pubica. E’ da precisare che in genere, se avvertiamo questa sensazione, quasi sicuramente gli esercizi che stiamo svolgendo non sono eseguiti correttamente. In secondo luogo, la sensazione di lavoro, è frutto della contrazione di altri muscoli, l’ileopsoas in prima istanza. L’ileopsoas, normalmente inteso come un unico muscolo, origina dalla fusione del muscolo grande psoas e del muscolo iliaco, la sua contrazione ha effetti iperlordotizzanti che possono portare a comparsa di lombalgie. Andrebbe pertanto evitato un lavoro a suo carico.
Infine, ipotizzando per assurdo che sia possibile sollecitare selettivamente parte alta e parte bassa dell’addome, le ragioni di una simile divisione sono spesso frutto di un’altra idea sbagliata, ossia la convinzione di poter avviare un dimagrimento localizzato nella regione del basso ventre. Anche questo non trova nessuna spiegazione ragionevole. Potremmo proseguire ancora ipotizzando, sempre per assurdo (e semplificando i meccanismi fisiologici ben più complessi), che anche il dimagrimento localizzato sia raggiungibile.
Ma ci scontreremmo con un’altra constazione, ovvero il modesto impegno energetico richiesto per questo tipo di lavoro.
Se anche fosse esclusivamente “finanziato” dal pannicolo adiposo soprastante la regione addominale, si tradurrebbe in una perdita di massa grassa misurabile intorno agli 8/10 grammi per sessione d’allenamento. Per la perdita di 1kg di adipe occorrerebbero più di 100 giorni dedicati a tale lavoro. Ma anche qui ci scontreremmo con altre problematiche per le quali questa non è la sede di approfondimento.
Tratto da: Personal trainer, come sceglierlo come diventarlo, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.






