Come si diventa Personal Trainer e come si sceglie un professionista?
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Come si diventa Personal Trainer e come si sceglie un professionista?

Qual è la strada da seguire per diventare un personal trainer e trasformare in lavoro la propria passione sportiva? E quali elementi valutare se si decide di affidare il proprio allenamento nelle mani di un personal trainer?

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Come si diventa Personal Trainer e come si sceglie un professionista?

Come si diventa personal trainer?

Le strade per diventare personal trainer sono molteplici ma non per questo sono tutte valide nella medesima misura. La figura professionale del personal trainer è di tipo multidisciplinare, pertanto è indispensabile avere ottime conoscenze di anatomia, fisiologia e meccanica muscolare, buone conoscenze di biologia, biochimica, alimentazione, psicologia ecc.

Queste conoscenze non rappresentano il "punto di arrivo" ma la base di partenza da arricchire ogni giorno con costante aggiornamento e una buona dose di "pratica". La pratica è indispensabile al pari della teoria: non si potrà mai essere dei bravi professionisti se, per primi, non si conosce e pratica la disciplina che si pretende di insegnare.

Allo stesso modo, limitarsi alla pratica ignorando la teoria, significa essere solo degli improvvisati con una eccessiva dose di presunzione e non dei professionisti. Questa modalità di accesso al mondo del lavoro non esiste più nemmeno per i lavori che, sino a qualche tempo fa, erano il solo frutto dell'apprendistato. Oggigiorno lo studio è richiesto per qualsivoglia attività figuriamoci per una professione che prevede di far raggiungere obiettivi di forma e salute ad una persona, e che proprio la salute degli altri rischia di mettere a repentaglio.

La professionalità di un personal trainer è rilevabile anche dal percorso formativo che lo ha portato a diventare un professionista del benessere e la strada più idonea dovrebbe prevedere un primo step di tipo universitario. A tal proposito dall'evoluzione e modifica di quello che sino a qualche decennio fa era l'ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica), si è giunti a seguito delle diverse riforme dell'università all'attuale laurea in Scienze Motorie, la cui durata è di 3 anni, cui sommare altri 2 anni di laurea specialistica.

A queste competenze occorrerebbe aggiungere la frequenza di corsi e master specifici per intraprendere la carriera di personal trainer, aventi peraltro anche la funzione di fornire un costante aggiornamento, vera pecca della formazione universitaria italiana che molto spesso recepisce con inaccettabili ritardi le evoluzioni e le novità.

I corsi sono generalmente organizzati da numerose Federazioni e aziende private che operano nel campo della formazione. Sebbene sia quasi sempre possibile accedere a tali corsi anche senza il preventivo conseguimento della laurea, è da sottolineare che la preparazione raggiunta solo seguendo dei corsi non è paragonabile e sufficiente a coprire la vastità delle implicazioni lavorative tipiche del personal trainer.

I corsi di aggiornamento sono comunque un imperativo per ogni bravo professionista, che continuerà costantemente a tenersi aggiornato anche con l'ausilio di testi e riviste tecnicoscientifiche di settore.

Come si sceglie un personal trainer

La scelta di un bravo personal trainer è un elemento estremamente importante, può fare la differenza fra il raggiungimento di ottimi risultati o l'esporsi a gravi infortuni. Fra queste due estreme conseguenze c'è naturalmente tutta una gamma di sfumature intermedie che passano per una semplice inefficacia dell'allenamento.

Considerato il costo di un personal trainer e, prima ancora il fatto di porre nelle sue mani la propria salute, si rende fondamentale operare una scelta assolutamente attenta. Conoscere gli elementi importanti nel corso della valutazione del professionista da assumere è importante per ciascun cliente e sarà altrettanto importante che tali elementi siano noti anche a chi aspira a divenire uno stimato professionista, in modo da incrementare gli elementi a proprio favore.

Al momento di valutare un bravo personal trainer i punti che depongono a suo vantaggio o a suo svantaggio, sono certamente i seguenti:

Iter formativo

Che percorso di studi ha compiuto il personal trainer? Un personal trainer laureato in una disciplina inerente il fitness, o addirittura laureato in più discipline che abbiano ruoli complementari nella pratica sportiva (es. scienze motorie e fisioterapia, oppure scienze motorie e scienze della nutrizione, scienze motorie e psicologia, ecc.), che segue regolarmente corsi e master di aggiornamento, seminari di settore, convegni ecc. è certamente quanto di meglio si possa chiedere. Se per contro il personal trainer in esame si limita a sfogliare qualche rivista patinata, e denota evidenti lacune fin dal modo di esporre i concetti che dovrebbe padroneggiare, il rischio che non sia adeguatamente preparato è assai elevato, rischio che ovviamente ricade sui suoi clienti.
Purtroppo al momento non esistono normative che tutelino seriamente il consumatore rispetto a chi millanta di essere un professionista e, le poche regole esistenti, sono facilmente aggirabili. Spetta pertanto al fruitore del servizio assicurarsi della serietà del suo personal trainer.
L'idea di chiedere la visione del curriculum è da prendere seriamente in considerazione, tenendo ben presente che non occorre solo considerare il numero di voci che riporta, ma anche il valore effettivo delle singole esperienze citate.

Esperienza professionale

Da quanto tempo opera lavorativamente nel settore sportivo?

Tanti anni di esperienza rendono più affidabile un professionista, senza dimenticare però che vi è una grande differenza tra possedere 20 anni di esperienza o un anno ripetuto 20 volte, e che quindi "l'anzianità di servizio" non può prescindere da un costante aggiornamento professionale. Allo stesso modo considerare solo questo aspetto non è una buona ragione per ridurre le opportunità dei nuovi trainer di lavorare e accrescere a loro volta il bagaglio delle esperienze, ma certamente è un elemento di valutazione importante, soprattutto per chi ritiene di avere esigenze specifiche o di alto livello atletico.

Alcuni aspiranti personal trainer storcono il naso di fronte a questa richiesta, ossia di aver maturato esperienze pregresse. Occorre ricordare che l'acquisizione di esperienza passa attraverso numerosi canali, non si matura soltanto attraverso l'attività svolta in modo retribuito, ma può essere accresciuta anche richiedendo un affiancamento gratuito ad un professionista di chiara esperienza, investendo quindi parte del proprio tempo per accrescere il bagaglio conoscitivo e crearsi la necessaria esperienza professionale. Del resto sono numerose le professioni per le quali le leggi in vigore prescrivono l'obbligo di un tirocinio gratuito post-laurea, finalizzato proprio ad acquisire e certificare delle esperienze. Pur non essendoci una legge che lo imponga a chi vuol fare del settore sportivo il proprio lavoro, non vi è neppure una che vieti ad un personal trainer di trovare un ottimo e già affermato collega, al quale chiedere di poterlo assistere e affiancare gratuitamente per un certo periodo di tempo.

Essere stati per un paio d'anni assistenti di un preparatore di una squadra di serie A, solo per fare un esempio, ha certamente un valore maggiore che non essere stati dipendenti retribuiti di una palestra di periferia per un analogo periodo di tempo. L'esperienza può essere maturata in vario modo e quanto più impegno richiede, tanti maggiori frutti potrà portare in una fase successiva.

Meriti sportivi

Da soli non bastano a qualificare un bravo personal trainer. I meriti sportivi, ma anche i successi personali sul piano fisico e la conseguente e diffusa ostentazione, non sono necessariamente imputabili alla preparazione del soggetto, e possono dipendere da molteplici fattori anche di natura genetica, o perfino connessi a chi ha strutturato l'allenamento dell'ex campione ora deciso a intraprendere la professione del personal trainer. Di sicuro ne sottolineano l'impegno atletico, la costanza e la passione, ma non necessariamente determinano il grado delle conoscenze acquisite.

Essere dei campioni, non essere in sovrappeso, possedere un fisico scultoreo, non significa essere in grado di far raggiungere obiettivi analoghi alla propria clientela né significa necessariamente il contrario. Sarebbe come ritenere un cattivo cardiologo il medico che ha avuto un infarto, ed ottimo colui il quale semplicemente non ne ha avuti, anche se le competenze professionali vacillano. Viceversa se i risultati sportivi non sono il solo elemento di vanto, ma si sommano ad un idoneo percorso formativo, la situazione si ribalta e assegna ulteriore merito al personal trainer.

Extra

Un personal trainer che ha all'attivo lavori nel campo della ricerca sportiva, che pubblica libri o scrive per riviste di settore, che collabora con università e istituti formativi, è certamente il top che si possa incontrare. Normalmente però anche i prezzi che applica saranno al livello della sua preparazione.

Scarso aggiornamento e approssimazione

Cosa fa il personal trainer per restare informato? È sconfortante constatare lo scarso aggiornamento che spesso affligge chi lavora nel settore del fitness, frequentemente associato all'idea che essersi formati, magari con un percorso universitario, sia una condizione sufficiente per non aver bisogno di alcun altro elemento aggiuntivo. Questa idea è sbagliata su tutti i fronti, spesso evidenzia che nel periodo della formazione si è acquisito poco, talmente poco da non aver compreso neppure la complessità delle discipline che ruotano attorno al mondo del fitness e la rapida evoluzione che subiscono. Si finisce col restare aggrappati a idee vecchie di decenni, spesso superate, o a citare strenuamente sempre e solo un autore, un libro, un metodo, segno evidente che ci si è limitati a leggerne uno soltanto.

Purtroppo la situazione è comune a molti istruttori che, acquisito il titolo di studio e trovato un impiego più o meno stabile, smettono di tenersi aggiornati, di studiare e di apprendere quanto di nuovo è stato scoperto.

Dieci anni senza aggiornarsi non sono concessi a nessuno, men che meno in settori come il fitness che solo un decennio fa aveva connotati completamente diversi con assunti spesso empirici e teorie basate sul nulla.

L'eventuale possesso di una laurea, sia chiaro, deve costituire un punto di partenza, il livello minimo che permette poi un successivo apprendimento di elementi complessi. Ritenerlo già il vertice della propria preparazione può giocare gravi scherzi.

Tutto quanto fino a qui elencato rientra ovviamente nella sfera dell'oggettivamente rilevabile, ossia delle competenze tecniche e professionali, ma un personal trainer è prima di tutto una persona con la quale condividere momenti anche di feeling, ossia quelli tipici dell'attività sportiva.

Dovrà risultare simpatica, motivante e motivata, e dovrà essere capace di mettere a proprio agio i clienti rendendo piacevole l'allenamento. Tutti questi fattori emergono con il tempo e la conoscenza, partire dalla richiesta (o dall'offerta analizzando il punto di vista del personal trainer) di una lezione di prova è certamente il primo passo utile per avere un'idea di massima dell'idoneità professionale di un trainer.

Avere un personal trainer che segue il proprio allenamento, pur non essendo più un vero e proprio status symbol, rappresenta comunque un elemento di distinzione e di tendenza, pertanto è una figura molto richiesta. Anche "fare" il personal trainer riveste un fascino molto particolare, e occorre fare ben attenzione a chi si improvvisa capace di compiere tale lavoro solo per potersi fregiare del titolo di "personal trainer" e non per le reali competenze.