Il Personal Trainer e le attività motorie di gruppo e per il tempo libero
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Il Personal Trainer e le attività motorie di gruppo e per il tempo libero

L'idea diffusa di ritenere il Personal Trainer coinvolto solo in attività one to one induce spesso a limitare le prospettive di lavoro e di guadagno, approfondiamo il ruolo del PT nel contesto delle attività motorie di gruppo e del tempo libero.

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Il Personal Trainer e le attività motorie di gruppo e per il tempo libero

Il Personal Trainer, nella comune accezione, è ritenuto la figura professionale che opera con un singolo cliente per volta, non di rado però, le sue competenze ed il suo background, gli consentono di diversificare la propria attività, gestendo parte della giornata lavorativa come Personal Trainer in senso stretto, ed un'altra parte lavorando con gruppi più numerosi di persone. Questa situazione, oltre che consentire un arricchimento sul piano professionale, permette di disporre di maggiori risorse sotto il profilo lavorativo ed economico, sfruttando la propria versatilità non solo nell'ottimizzazione diretta dei guadagni, ma anche come strumento per farsi conoscere ad un sempre più vasto bacino di potenziali clienti, impegnati nelle attività di gruppo, che potrebbero in seguito richiedere di essere seguiti in modo individualizzato. Ciò non toglie che, l'attività svolta in seno al gruppo abbia una sua reale valenza e richieda competenze specifiche. Di questo ci si occuperà nei paragrafi seguenti, di analizzare il ruolo dell'esperto delle attività motorie, il concetto di tempo libero e di attività correlate, di esaminare i benefici imputabili ad esse e di valutare caratteristiche, vantaggi e rischi delle più comuni attività di gruppo che vengono svolte nelle palestre e centri fitness.

Il fitness attraverso il tempo libero

L'impiego del proprio tempo libero in attività motorie di gruppo ha varie motivazioni, facilmente individuabili chiarendo i concetti stessi di fitness e di tempo libero.

Il fitness, spesso confuso con qualche specifica disciplina sportiva, in genere attività svolte in palestra e quindi associato al mondo dello sport, rappresenta in realtà un termine che individua un ottimale stato di benessere, di equilibrio e di efficienza fisica. Elementi che inevitabilmente si traducono in una condizione di stabilità anche di natura emozionale, che deriva dall'accettazione di se stessi e dalla capacità di sfruttare la propria efficienza fisica anche nel soddisfacimento delle comuni attività giornaliere. Il fitness pertanto è una condizione di benessere fisico e mentale, frutto di corretti stili di vita, e fra questi la regolare attività fisica.

Il tempo libero individua le attività che è possibile svolgere da parte di un soggetto in modo piacevole e al di fuori di contesti lavorativi od obblighi di altra natura. Il proprio tempo libero, al di fuori di impegni stringenti, può essere utilizzato per attività molto eterogenee, che spaziano dall'ozio puro, all'impegno in ambito sociale e culturale, sino alla molteplicità delle attività fisiche a disposizione.
L'idea di impegnare il proprio tempo libero è un concetto relativamente recente, poiché correlata ad una condizione socioeconomica di relativo benessere, che vede già attuato il soddisfacimento dei bisogni primari dell'individuo e lo induce a ricercare stima ed autorealizzazione, ovvero di soddisfare il bisogno di accettarsi ed essere accettati. Condizione che passa certamente attraverso un buon grado di efficienza fisica e benessere generale. Aspetti facilmente coltivandoli mettendo a frutto il proprio tempo libero.
Del resto è noto fin dall'antichità il ruolo benefico dell'attività fisica sul proprio corpo. Già Ippocrate, nel 400 a.C. sosteneva che "Mangiare solamente non manterrà un uomo in buona salute; egli dovrà fare inoltre dell'esercizio fisico"; "Mens sana in corpore sano" è del resto una massima nota ed universalmente condivisa.

Gli studi e le ricerche che, in tempi più recenti, hanno confermato, misurato e dimostrato i benefici tipici dell'attività fisica, ed il suo ruolo preventivo nei confronti delle principali (e gravi) patologie tipiche della sedentarietà, hanno avuto l'effetto conseguente di incrementare l'interesse da parte della popolazione, accrescendo l'esigenza di strutture e figure professionali, capaci di rispondere al bisogno di muoversi in sicurezza ed ovviamente di divertirsi.

All'idea di ritenere la regolare attività fisica un elemento importante per la propria salute, ma anche per la propria efficienza e per il proprio aspetto estetico, si contrappone purtroppo un dato relativo alla sedentarietà che, in Italia, supera il 40% della popolazione, con un aumento di quasi il 4% negli ultimi 11 anni, e con punte ancora maggiori nel meridione. Questa è l'istantanea fornita dall'ISTAT in un'indagine di giungo 2007, ripresa poi nel sito internet del quotidiano La Repubblica.

Per larga fascia della popolazione purtroppo impianti sportivi sicuri, gradevoli e di facile accesso, restano ancora preclusi, anche per ragioni economiche. Le medesime che spingono a tagliare fondi con facilità appena insorgono buchi da sanare. Accade a livello famigliare e accade a livello Statale.

Inutile sottolineare l'assurdo di un tale provvedimento. Se si considera come l'attività motoria rivesta un ruolo di primaria importanza nella prevenzione di gravi ed invalidanti patologie, come l'infarto, il diabete, l'osteoporosi ecc., e si calcola la spesa sostenuta dal servizio sanitario per fornire posti letto, attrezzature diagnostiche e prodotti farmaceutici, ci si rende conto che la costruzione di palestre e centri fitness consentirebbe un risparmio enorme nella spesa pubblica.

Purtroppo è più facile contare quanti soggetti sono stati colpiti da infarto, e non quanti sono riusciti a prevenirlo attraverso l'attività sportiva.

Tornando all'inchiesta sopra citata, il piacere e la passione sono gli elementi che più di tutti spingono la popolazione attiva a praticare uno sport, segue il desiderio di mantenersi in forma, che accomuna oltre il 53% di chi svolge frequentemente attività fisica. I sedentari dichiarano di esserlo per mancanza di tempo (40,2%), per scarso interesse (30,3%), perché si ritengono troppo anziani (24,1%), per pigrizia (16, 2%) o per problemi di salute che non lo consentono (14,9%).

L'impiego del proprio tempo libero nella pratica di attività motorie e sportive, rappresenta un agevole percorso per il raggiungimento di un'ottimale condizione di fitness e, l'esperto delle attività motorie si fa interprete del bisogno e della necessità di "mettere a frutto" il proprio tempo, al fine di beneficiarne in termini di efficienza e forma fisica.

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