Il Personal Trainer tra fitness e aspetto estetico
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Il Personal Trainer tra fitness e aspetto estetico

La figura del Personal Trainer assume nel contesto del fitness estetico un ruolo di facilitatore e di coordinatore capace di agevolare il raggiungimento delle necessità individuali

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Il Personal Trainer tra fitness e aspetto estetico

La figura del Personal Trainer assume nel contesto del "fitness estetico" un ruolo di facilitatore e di coordinatore. Per entrambi questi aspetti è ulteriormente possibile individuare differenti e numerose coniugazioni e volontariamente se ne segnalano solo le più evidenti.

È possibile definirlo facilitatore poiché consente al cliente di prendere reale consapevolezza delle sue esigenze, molto spesso offuscate da modelli estetici realisticamente non raggiungibili o perfino non auspicabili ma, altrettanto spesso, con un forte distacco fra il reale aspetto corporeo posseduto e quello percepito. Non di rado infatti si associa al concetto di ideale estetico l'esasperazione della magrezza (vedi anche Schema corporeo e immagine corporea della Dottoressa Marta Bruzzone) o l'esasperazione del trofismo muscolare(vedi anche 60.000 Italiani malati di fitness del Dottor Pierluigi De Pascalis), ricercando in modo ossessivo e spasmodico di raggiungere simili risultati, anche su soggetti che avrebbero necessità completamente differenti e che evidentemente faticano a individuare.

Il Personal Trainer rappresenta un facilitatore nel consentire il pieno raggiungimento di quelli che è possibile definire come obiettivi realistici, auspicabili e desiderati. Realistici poichè connessi con il reale potenziale fisico-atletico del cliente, auspicabili in quanto perseguirli non determina soltanto dei benefici sul fronte estetico, sebbene quest'ultimo rappresenti molto spesso la gran parte della spinta motivazionale, ma delle ricadute altrettanto importanti sulla condizione fisica del cliente con riferimento al ruolo preventivo, al miglioramento della sua efficienza fisica e, talune volte, come vero e proprio trattamento terapeutico, al punto da spingersi a parlare di prescrizione dell'esercizio fisico. Obiettivi che sono ovviamente desiderati dal cliente anche quando non completamente esplicitati o perfino noti solo in parte, e il cui raggiungimento determina la piena soddisfazione con ricadute che vanno ben oltre il percepito. Un soggetto soddisfatto della propria condizione estetica è anche un individuo che acquisisce un maggior grado di sicurezza in se stesso e più agevolmente si inserisce in un contesto sociale attivando una sorta di circolo virtuoso (quando non addirittura positivamente contagioso). Sentirsi a proprio agio previene l'isolamento sociale, e l'incremento delle relazioni spinge a sua volta a mantenersi maggiormente attivi, determina una maggiore costanza e impegno per quanto attiene la programmazione allenante e la selezione alimentare.

È questo forse l'elemento più appagante anche per il Personal Trainer che si pone tecnicamente come facilitatore per il raggiungimento e il soddisfacimento di quelli che sono i bisogni posti al vertice della scala di Maslow1, considerando che nel nostro Paese (e nell'occidente in genere) i bisogni di base individuati da Maslow (bisogni fisiologici, bisogno di sicurezza, bisogni sociali) sono pienamente soddisfatti, si procede inevitabilmente verso la ricerca di quelli che sono i bisogni di vertice, ossia accettazione e autorealizzazione.

L'accettazione di sé, ma anche l'accettazione dell'individuo da parte della società, passa (inutile negarlo ipocritamente) da fattori di natura estetica divenuti sempre più prioritari e i disagi che possono originare dal sentirsi fisicamente inadeguati non di rado espongono a condizioni di sofferenza che, su soggetti più fragili possono sfociare in derive patologiche e invalidanti. Il Personal Trainer si incarica in tal senso di permettere l'agevole raggiungimento di una condizione fisica ideale attraverso un iter e una programmazione che da un lato, basandosi su evidenze scientifiche, evita di far intraprendere strategie dettate dal "fai da te" o dall'emulazione della propria cerchia di conoscenti, dall'altro consente di prendere oggettiva consapevolezza dei risultati raggiunti, ad esempio mediante valutazioni antropometriche, fornendo la giusta gratificazione che diviene essa stessa elemento motivazionale, ed evita delle derive patologiche che possono portare verso i due aspetti più estremi dei disturbi dismorfico-corporei: l'anoressia o la vigoressia.

Il Personal Trainer svolge anche il fondamentale ruolo di coordinatore e di collettore fra le differenti figure professionali che possono (e devono) essere coinvolte in tale percorso e che, come accennato, riguardano l'ambito sanitario, l'ambito nutrizionale ma anche quello psicologico.

È a tutti evidente che la sola magrezza determinata da un regime alimentare ipocalorico non ha nulla a che vedere con una condizione in cui si può assistere ad un trofismo muscolare più o meno rilevante associato ad una condizione di basso tessuto adiposo, differenza significativa sotto il profilo estetico, ma anche sotto il profilo salutistico e degli adattamenti metabolici. Così come è a tutti noto che vi sia differenza fra l'esasperazione degli stimoli allenanti associati a regimi dietetici rigidi, rispetto ad un più appagante regime alimentare associato ad un lavoro muscolare volto anche a intervenire su asimmetrie e scompensi posturali. Ciò nonostante per lungo periodo si è assistito, e purtroppo si assiste ancora, ad una sorta di rigido fondamentalismo su uno o sull'altro versante nel tentativo di raggiungere un ideale corporeo dove, quand'anche sul fronte estetico fosse raggiunto, su quello salutistico e funzionale implicherebbe un completo fallimento.

Ecco quindi emergere il ruolo di coordinatore da parte del Personal Trainer per quello che riguarda un lavoro d'equipe che possa realmente portare ad una condizione definibile come Estetica Funzionale.