La scelta dell’attività
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La scelta dell’attività

Le attività motorie sono numerosissime, conoscerne le finalità principali permette una migliore selezione dell'attività adeguata fra quelle per lo sviluppo della forza, della resistenza, della mobilità o delle doti coordinative.

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La scelta dell’attività

Sui benefici derivanti dall'attività fisica per il benessere psicofisico non vi sono dubbi. È tuttavia importante stabilire la quantità ideale di lavoro, il tipo di attività più appropriato, l'entità del carico e del recupero.
Le regole variano da individuo ad individuo, sulla base dei suoi obiettivi, della condizione fisica di partenza, della sua età, sesso ecc. Partendo da questi elementi è possibile individuare anche i concetti di allenamento, allenabilità e carico allenante.

- L'allenamento rappresenta l'insieme degli interventi e stimoli di tipo fisico e psicologico finalizzati al miglioramento di una prestazione, ciascuna prestazione è poi assoggettata ad un margine di miglioramento, anche definito allenabilità(1).

- L'allenabilità costituisce il potenziale grado di miglioramento di una prestazione, ed è fondamentalmente dipendente da fattori genetici ed organici. È strettamente dipendente dalla riserva funzionale, dai sistemi ormonali, oltre che dagli adattamenti in atto conseguenti a precedenti input allenanti(2) .

- Il carico allenante è rappresentato dall'insieme degli stimoli forniti ad un soggetto al fine di migliorare le sue performance. Può essere variato in termini di intensità agendo su uno o più aspetti che lo costituiscono (es.: incremento del tempo di lavoro, diminuzione del recupero, incremento del numero delle ripetizioni, di eventuali sovraccarichi, della difficoltà delle azioni richieste ecc.).
Come accennato, la scelta dell'attività da compiere, deve tener conto di numerosi e precisi parametri individuali. In linea di massima possiamo distinguere le attività motorie (di gruppo e/o individuali) sulla base dei principali effetti adattativi che esercitano sull'individuo.

Le discipline finalizzate all'incremento della forza muscolare si rivelano utili nel contrastare i normali processi di decadimento fisico tipici dell'età e della sedentarietà. Se si considera la decade tra i 20 ed i 30 anni, quella che permette la massima performance sotto il profilo della forza, occorre segnalare che successivamente a questo periodo la quota percentuale della massa muscolare inizia un progressivo processo di diminuzione. È inevitabile che questo dato, già di per se negativo, si accompagni ad un incremento dell'adipe corporea poiché, essendo il muscolo uno degli elementi che favorisce un metabolismo accelerato, ovvero un cospicuo consumo calorico, la perdita di tessuto muscolare si accompagna ad una diminuzione del fabbisogno calorico giornaliero che, quasi mai, si associa ad una restrizione alimentare. Con la normale conseguenza di favorire i processi di accumulo adiposo.

Un allenamento finalizzato al mantenimento di buoni livelli di forza permette:
• Riduzione del rischio di traumi muscolari ed articolari;
• Contrasto dei processi di demineralizzazione ossea e perdita della forza tipiche dell'età adulta ed anziana;
• Prevenzione dell'osteoartrite (degenerazione e progressiva distruzione della cartilagine articolare);
• Incremento dell'efficienza fisica;
• Ipertrofia.

Riguardo l'ipertrofia che, per molti, sembra rappresentare la ragione stessa di un allenamento, è bene segnalare che, un incremento della forza, superati i primi 2/3 mesi, nei quali è fondamentalmente connesso ad adattamenti di natura nervosa, successivamente incontra nell'ipertrofia la principale ragione dell'ulteriore aumento. Non mancano le dovute eccezioni, per esempio nei giovanissimi, ma anche nel sesso femminile, dove la componente ipertrofica è certamente limitata rispetto ai maschi adulti, prioritariamente per una minore produzione di testosterone.

Le discipline finalizzate all'incremento della resistenza generale, sono la base per il mantenimento di una ottimale composizione corporea o, perlomeno, nel contrastare gli eccessi adiposi. Hanno la caratteristica di richiedere cospicue quote di energia, di favorire l'utilizzo dei grassi di deposito, di contrastare l'accumulo del colesterolo prevenendo le spiacevoli conseguenze che potrebbero derivarne, soprattutto a livello cardiaco.

Il miglioramento della resistenza generale si accompagna pertanto ad un miglioramento globale delle condizioni fisiche di un soggetto, e richiede di norma sessioni che, a prescindere dall'intensità, si sviluppano su periodi di tempo medio lunghi, quasi mai al di sotto dei 30 minuti. Attività aerobiche finalizzate a tali adattamenti, stimolano inoltre la capillarizzazione e pongono le basi per qualsivoglia ulteriore adattamento.

L'intervento motorio con discipline che ottimizzano e preservano la mobilità articolare è il mezzo più efficace per mantenere buone doti riguardo l'efficienza delle articolazioni e il fisiologico range di movimento. Assieme alla forza muscolare, la mobilità articolare, agisce con ruolo preventivo rispetto al mal di schiena e al decadimento di alcune doti coordinative.

Le attività finalizzate al miglioramento delle capacità coordinative sono infine importanti per tutte le fasce d'età, ed assolutamente prioritarie nel corso dell'età evolutiva. È nelle fase giovanile infatti che, le capacità coordinative, trovano il terreno più fertile per essere sviluppate al meglio, successivamente non è possibile assistere a miglioramenti altrettanto significativi. Ma non per questo diminuisce la loro importanza, poiché se non sono forniti costanti stimoli, anche le doti coordinative regrediscono facilmente nella fase adulta ed anziana della vita. Le doti coordinative sottendono inoltre l'espressione di alcuni aspetti condizionali, come la rapidità, la forza esplosiva, ecc.
Sebbene sotto il profilo didattico è possibile individuare e classificare i benefici derivanti dai differenti stimoli motori, da un punto di vista pratico la maggior parte delle attività, e soprattutto quelle di gruppo, agisce in modo armonico stimolando la forza muscolare, la resistenza generale, la mobilità e la coordinazione. Naturalmente, per ciascuna attività, è normalmente possibile individuare un ruolo prioritario su uno o due aspetti fra quelli elencati.

Conoscere le caratteristiche proprie di ciascuna delle attività motorie di gruppo è indispensabile nel valutare cosa proporre in virtù degli obiettivi e delle necessità dei fruitori finali.