Perchè affidarsi ad un personal trainer e cosa non dovrebbe mai fare un cliente
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Perchè affidarsi ad un personal trainer e cosa non dovrebbe mai fare un cliente

Quando e per quali ragioni è opportuno affidarsi alla professionalità di un personal trainer per il proprio allenamento e quali atteggiamenti è meglio evitare in sua presenza?

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Perchè affidarsi ad un personal trainer e cosa non dovrebbe mai fare un cliente

Affidarsi a un personal trainer significa poter raggiungere i massimi risultati dalla pratica sportiva, che si tratti di professionisti o di semplici appassionati, nel momento in cui ci si rendete conto che i risultati raggiunti non sono paragonabili all'impegno profuso è il momento di assumere un personal trainer.

Anche all'inizio di una attività sportiva, quando le competenze non sono ancora sufficienti a gestire in autonomia l'allenamento, piuttosto che improvvisare meglio farsi seguire da un esperto che non si limiti a fornire allenamenti scopiazzati dalle riviste e sempre troppo simili a quelli degli altri iscritti ad un centro sportivo.

In altri termini non c'è un momento ideale per affidarsi ad un personal trainer, né un grado di preparazione che possa incidere su tale scelta. È utile ai principianti per guidarli al meglio verso un percorso allenante, è utile agli esperti per massimizzare il lavoro e gli obiettivi, è indispensabile ai professionisti per consentire il raggiungimento dei migliori risultati possibili. Coloro che in palestra hanno avuto la sensazione di essere trattati come iscritti da utilizzare al solo scopo di generare profitto per la struttura, senza un vero programma personalizzato, individuando scarsa attenzione nei confronti della clientela, e con risultati che tardano ad arrivare, potrebbero considerare l'opportunità di usufruire della professionalità di un personal trainer.

Otre ai vantaggi già individuati e chiariti è da considerare il vantaggio di avere un interlocutore diretto, un responsabile cui chiedere spiegazioni del perché nessun miglioramento sembra intervenire. Un personal trainer svolge anche il ruolo di motivatore e potrà risvegliare l'entusiasmo fornendo nuovi stimoli per riprendere con vigore l'allenamento aggiornando routine di lavoro troppo simili a quelle dell'anno precedente, e di quello prima ancora, con risultati fermi ad un punto morto.

Un bravo professionista è in grado di valutare le migliori tecniche, gli esercizi e l'intensità di allenamento più adatte agli obiettivi e al profilo corporeo di ciascun cliente e saprà trasformare i buoni propositi, che spesso si limitano a restare tali, in un lavoro concreto. Assumere un impegno con un'altra persona è una responsabilità capace di far superare la pigrizia di iniziare e di essere realmente costanti negli allenamenti.

Cosa non deve mai fare il cliente di un personal trainer

Se il personal trainer ha certamente delle regole da non infrangere, anche il cliente ne avrebbe qualcuna da rispettare. La vera differenza fra i due ruoli è semplicemente che, mentre per il personal trainer dovrebbero essere delle regole "rigide", per il cliente riguardano più la sfera del buon senso, caratteristica che purtroppo non abbonda in tutti gli esseri umani.

Uno dei primi aspetti dovrebbe essere il rispetto per il proprio personal trainer, pagare per un servizio non significa acquisire anche dei servizi accessori. Pertanto sarà buona norma non pretendere che il personal trainer si trattenga a fare conversazione al di fuori dell'ora lavorativa, poiché quello che per un cliente rappresenta una pausa di relax prima di riprendere la sua vita al di fuori dell'ambito sportivo, per il personal trainer costituisce un frangente lavorativo. Se si trattenesse a parlare mezz'ora dopo ciascun allenamento riuscirebbe a gestire molti meno clienti, di conseguenza anche il suo guadagno di fine mese sarebbe compromesso.

Alcune operazioni sono solo frutto della cortesia del personal trainer e non rientrano nelle sue mansioni, non si può quindi pretendere che vengano portati manubri e altri attrezzi vicino ai piedi, né che il personal trainer riponga i pesi al proprio posto per conto del cliente, o che scarichi i bilancieri, regoli le macchine e vada a prendere da bere. Queste operazioni esulano totalmente dal suo compito.

Al di fuori della palestra il personal trainer ha una sua vita privata, incontrandolo casualmente per strada occorrerà evitare di porlo in imbarazzo correndogli incontro come se fosse un amico di vecchia data e cercare di coinvolgerlo, o di inserirsi, nei rispettivi gruppi di amicizie.

In tutte le occasioni di svago organizzate dalla palestra la presenza del personal trainer non deve far pensare che si possa trascorrere tutto il tempo a chiedere consigli, esporre dubbi sull'allenamento o l'alimentazione. L'attività professionale per un istruttore come per qualunque altro professionista si esaurisce al di fuori degli ambiti prettamente lavorativi. Quello che per il cliente rappresenta una passione, spesso un svago, per il personal trainer è probabilmente l'elemento da cui staccarsi nei momenti di relax e occorre consentire che accada.

La puntualità è pretesa dal personal trainer, ma è richiesta anche al cliente. Pertanto se un impegno non consente di tener fede a una seduta di allenamento occorre avvisare con anticipo il proprio personal trainer. Una mancata cancellazione dell'appuntamento, o una richiesta di spostare l'impegno che giungesse all'ultimo momento, sarà addebitata esattamente come se fosse stata svolta.