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Cosa non deve fare un personal trainer - seconda parte
Atteggiamenti e situazioni che un personal trainer deve evitare con la clientela - seconda parte
Personal Trainer
Non ultimo, qualcuno potrebbe scambiare una relazione nata sul momento, per un qualcosa di più serio ed importante. La gelosia che ne deriverebbe potrebbe avere esiti incontrollati, come una scenata in palestra nel pieno dell’attività lavorativa, di fronte ai vostri clienti. Con effetti assolutamente nefasti sulla vostra professione.
Non è finita, ci sono altre cose vietate ad un personal trainer.
Un bravo personal trainer non deve mai giungere in ritardo. Mai. A tal proposito cercherà di arrivare sempre con almeno 10 minuti di anticipo rispetto all’orario concordato, in modo da avere anche il tempo consultare il programma previsto per la sessione di allenamento. Nell’ipotesi in cui qualcosa di davvero imprevisto causi un ritardo, eviterà di arrancare scuse, limitandosi a scusarsi per l’accaduto.
Cercherà naturalmente di evitare il ripetersi del problema. Se il ritardo è di una decina di minuti, ed il cliente ancora disponibile, nulla avrà un effetto di seria professionalità, come omaggiare il cliente della lezione del giorno, senza richiedere nessun compenso.
Dimostrerete di essere veramente amareggiati per il ritardo e di assumervi totalmente responsabilità e conseguenze.
Trattandosi di episodi realmente rari, non subirete gravi perdite economiche e guadagnerete ulteriore stima da parte del cliente, anche a seguito di un episodio che avrebbe potuto avere solo ripercussioni negative.
Nel caso in cui il ritardo sia tale da farvi addirittura annullare un appuntamento, cercherete di avvisare con il massimo anticipo possibile. Se la lezione vi è già stata pagata, ne offrirete in seguito una gratis per scusarvi. Se la lezione non vi è stata pagata, vi offrirete di non richiedere alcun compenso per il nuovo appuntamento.
E’ buona regola presentarsi sempre in ordine e puliti. Sembrerà banale ma, se avete assistito un cliente nella sua ora di jogging, eviterete di presentarvi sudati e sgualciti in palestra per la lezione successiva.
Per questa ragione, quando sono previste sedute di allenamento particolarmente impegnative, dovrete prevedere una pausa idonea fra due appuntamenti, per avere il tempo di cambiarvi e fare una doccia.
Sarà un utile risparmio di tempo e, nel vostro caso di denaro, uscire di casa al mattino con tutti i cambi occorrenti per l’intera giornata, evitando di dover tornare a casa.
Una volta iniziato il training con il cliente, metterete da parte qualsiasi vostro problema personale, evitando di apparire scontrosi o tesi.
Mai lasciare il cellulare acceso durante l’ora di lezione e, se svolgete il vostro lavoro in palestra, sarà bene non rivolgere la vostra attenzione ad altri clienti.
In quanto professionista del fitness è richiesto che abbiate un idoneo grado di competenza e familiarità con i vari quesiti che il vostro cliente potrebbe porvi.
Competenza e familiarità che non potrete ritrovarvi dal nulla e che nessun attestato, diploma o altro titolo vi infonderà senza un serio e continuo studio ed aggiornamento.
Tuttavia, data la vastità della materia, nessuno pretende che conosciate sempre tutto quanto ruoti intorno al fitness ed allo sport. Potrebbe quindi capitare che vi vengano poste domande cui non avete risposte certe. In questo caso sarà molto meglio dire che sull’argomento non avete informazioni complete, ma che sarà vostra premura approfondire per poter rispondere al meglio.
Sfruttate a vostro vantaggio queste circostanze. Vi sarà utile per accrescere la vostra competenza e dimostrerete serietà e reale attenzione nei confronti del cliente.
Tra gli “abusivi” della professione vige l’arte di improvvisare le risposte, ovvero inventare di sana pianta. Non necessariamente con l’intento di mentire, molto più di frequente pescando fra personali idee che non sono suffragate da reali competenze.
Questo può dar vita a due situazioni, entrambe a dir poco imbarazzanti. Una è che il cliente conosca già la risposta alla domanda, e che ve l’abbia posta solo per appurare quanto siete preparati. Fornendo risposte fantasiose paleserete solo incompetenza.
L’altra possibilità e che, a distanza di tempo, vi riproponga la domanda, e che forniate una risposta assolutamente divergente rispetto alla prima. Anche in questo caso ne uscirete, professionalmente parlando, malconci.
La professionalità paga in tutti i lavori. Crearsi un buon nome è una strada lunga e in salita. Rovinare la propria immagine è molto più semplice, rapido e duraturo.
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Tratto da: Personal trainer, come sceglierlo come diventarlo, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.








