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La valutazione dello stato di forma del cliente
La valutazione del cliente per comprenderne lo stato di forma e gli obiettivi dell'allenamento
Valutazione del cliente
Prima di cominciare una qualunque programmazione dell'allenamento è buona norma accertarsi dello stato di forma del vostro cliente.
Non è una fase da sottovalutare.
Dall'interpretazione dei dati rilevati vi sarà possibile comprendere con immediatezza qual è la situazione di efficienza fisica nella quale si trova, ed intraprendere il miglior programma di allenamento per il raggiungimento degli obiettivi.
Oltre a tale verifica, occorrerà sincerarsi dello stato di salute del soggetto. Effettuate sempre una piccola anamnesi per accertarvi che non vi siano situazioni che sconsiglino la pratica sportiva, o che prevedano di praticarla secondo delle regole specifiche.
È buona norma effettuare un colloquio conoscitivo, richiedendo se il cliente ha patologie di una certa entità, se sta seguendo cure farmacologiche specifiche, se ha problemi di natura cardiocircolatoria o se qualche famigliare ha mai avuto problemi cardiaci (alcune problematiche cardiache hanno una certa familiarità, ed è più probabile andare incontro a rischi se qualche familiare ha già riscontrato dei problemi). Chiedete se è un soggetto fumatore, da quanto tempo fuma o da quanto tempo ha smesso, da quanto tempo non pratica attività sportiva, se ha problemi a carico dell'apparato muscolo-scheletrico, se soffre di ipertensione ecc. Annotate tutti i dati su un'apposita scheda.
Non sostituitevi mai al parere del medico, né azzardate diagnosi in caso di qualche disturbo. Accertatevi che, prima di intraprendere l'attività sportiva, il vostro cliente si sia sottoposto ad una idonea visita medica. Non vi solleverà da tutte le responsabilità in caso di incidenti, ma certo potrà dimostrare che avete fatto del vostro meglio per accertare che il cliente fosse idoneo alla pratica sportiva.
Se qualche elemento della sua anamnesi non vi convince, o non siete in grado di valutarlo, nel dubbio, richiedete sempre che il medico esprima il suo giudizio.
Una volta accertato che nulla ostacola la pratica sportiva, sarà bene prevedere dei test cui sottoporre il cliente. Tali test avranno il duplice effetto di valutare nell'immediato lo stato di forma, e di consentire delle successive comparazioni.
Il confronto dei dati fra due o più valutazioni, effettuate a distanza di tempo, permetterà infatti di stabilire al meglio se il programma di allenamento somministrato sta avendo i risultati previsti.
Eseguirete con molto scrupolo le valutazioni e, se inizialmente il vostro cliente potrà sembrarvi diffidente, quando a distanza di 2-3 mesi effettuerete il primo test di verifica, sarà entusiasta di apprezzare tutti i miglioramenti ottenuti.
Se avrete l'accortezza di elaborare i dati con un software specifico, consegnando una copia cartacea del risultato al vostro cliente, certamente avrete cementato la fiducia e l'interesse nei vostri confronti, oltre a fornire un'iniezione di entusiasmo e voglia di continuare.
Riassumendo, la valutazione del soggetto assolve all'esigenza di conoscere il suo stato di forma e la costituzione, permettendo una adeguata scelta degli obiettivi potenzialmente raggiungibili, fornendo indicazioni sui tempi e i modi per il loro raggiungimento, rappresentando un parametro valutativo con cui confrontarsi a seguito di un periodo di inattività. Possiamo identificare 3 tipi di dati da raccogliere e/o rilevare.
Quelli di natura antropometrica, ossia le misurazioni di circonferenze corporee, statura ecc. che consentono di ottenere informazioni sulla “struttura fisica” del cliente (es. è in sovrappeso? Qual è la sua percentuale di adipe? ecc.)
I dati di natura funzionale, vale a dire informazioni sulle performance individuali. (es. qual è il grado di resistenza aerobica? Qual è la forza massimale negli arti inferiori? Ecc.)
L'anamnesi sullo stato di salute. Per queste informazioni vi limiterete alla raccolta di dati rilevati da personale sanitario. Quindi non vi sostituirete mai alla valutazione medica. La raccolta dei dati si renderà utile al solo scopo di comprendere il migliore approccio alla pratica sportiva.
La rilevazione di quanto sopra può avvenire mediante la somministrazione di due tipi di test. I test cosiddetti diretti ed i test indiretti. Sinteticamente diciamo che, i test diretti, valutano con precisione il dato ricercato, ma richiedono quasi sempre strumentazioni complesse se non la presenza di personale medico che effettui l'indagine. Certamente la precisione del dato sarà elevata.
I test indiretti effettuano una stima del dato rilevato. Quindi si avvalgono di attrezzature più semplici da usare e reperire. Prevedono quasi sempre l'uso di facili formule matematiche (o la consultazione di tabelle) per rinvenire i valori necessari.
Sono certamente meno precisi, ma se effettuati con scrupolosità, il margine di errore intrinseco non è tale da invalidare il risultato rinvenuto.
Nei paragrafi successivi sono presentati una serie di semplici test, o rilevazioni, che vi aiuteranno a valutare gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione. Nei limiti dell'approfondimento previsto, per ciascun test saranno descritte diverse informazioni in merito ai parametri che si stanno rilevando e i meccanismi fisiologici che governano gli adattamenti dell'organismo. L'invito è quello di non applicare meccanicamente i vari test, ma spingersi oltre cercando di comprendere pienamente cosa si sta facendo.
La premessa indispensabile per allenare bene un atleta è quella di capire quali cambiamenti si determinano all'interno del suo organismo in seguito ad un certo tipo di preparazione(1).
Ribadiamo che i test andranno somministrati solo su soggetti in buona salute, per i quali il medico non abbia sconsigliato l'attività sportiva.
Tratto da: Personal trainer, come sceglierlo come diventarlo, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.
(1) Arcelli E. “L'utilizzo del test di Conconi per la programmazione dell'allenamento dei fondisti, mezzofondisti e marciatori”; Sport & medicina, Edi-Ermes, Milano, Maggio-Giugno 1991






