L'adolescente nella società complessa
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L'adolescente nella società complessa

L'adolescente si trova ad agire all'interno di una società complessa, per via dei diversi linguaggi e a ragione della frenesia della vita. La società attuale chiede molto agli adolescenti, ed ha una forte spinta omologante

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L'adolescente nella società complessa

La società attuale è caratterizzata da una notevole complessità, manifestata non solo tramite i diversi linguaggi che la contraddistinguono, ma anche grazie a una scansione movimentata e frenetica dei ritmi di vita quotidiani. Oggi gli individui, fin dalla più tenera età, entrano a far parte di un insieme di regole necessarie per l'adattamento all'ambiente e alla cultura in cui si trovano a vivere.

Il soggetto che si trova ad affrontare la fase adolescenziale, oltre a considerare le particolarità della fase della vita che sta attraversando, deve misurarsi con una società difficile da comprendere e da abitare, dove i punti di riferimento cambiano costantemente e l'incertezza è spesso una costante.

Il ragazzo abitualmente subisce l'intrusione dei mass media che veicolano messaggi e informazioni, presentano testimonianze e lanciano inviti più o meno diretti a comportarsi in un determinato modo.

Il rischio maggiore corso da un adolescente che non ha ancora sviluppato un buon senso critico è quello di conformarsi al volere di oggetti impersonali (mode, stili di vita), penalizzando così le proprie necessità e individualità, per paura di sentirsi troppo diverso dalla maggioranza e quindi di essere escluso (Baudrillard ).

La fretta e i mille impegni che contraddistinguano e scandiscano la giornata tipica di oggi, accompagnano e influenzano la vita dei ragazzi, che spesso si trovano nella condizione di dover programmare e velocizzare tutto fin nei minimi dettagli, per riuscire ad adempiere a tutti gli obiettivi prefissati.

Il computer oggi è diventato un oggetto che tutti posseggono, compagno di giochi e di avventure degli individui di quasi tutte le età che permette di scrivere, disegnare, giocare e comunicare anche con persone che vivono dall'altra parte del mondo.

Sicuramente è bello avere la possibilità di infrangere i confini, ma dietro questa opportunità si nascondono altre insidie in cui il soggetto può incorrere. Internet, ad esempio, rappresenta uno strumento di cui servirsi nell'adempimento di alcune delle nostre mansioni e che può  favorire e alleggerire il  lavoro quotidiano, ma solo se utilizzato con intelligenza. Un ragazzo che abitualmente passa buona parte della sua giornata a navigare e a scambiare messaggi con i coetanei sulla rete si priva del confronto diretto e dei necessari contatti con gli altri e rischia di rinchiudersi in un mondo virtuale, ricco di continue stimolazioni che danno adito a numerose sensazioni e percezioni, che non hanno la possibilità di esprimersi e di essere vissute concretamente. Il rapporto diretto con le persone è invece un'esperienza importante per la conoscenza di se stessi e degli altri.

Per l'adolescente, in particolare, è una valida occasione per imparare ad essere meno egocentrico e per capire che un pensiero flessibile risulta  essere il più adeguato per affrontare la società attuale.

La società di oggi considera come una capacità irrinunciabile per i giovani quella di riuscire ad adempiere prima possibile e nel migliore dei modi ai tanti compiti che vengono loro richiesti, inducendo in questo modo molto spesso i soggetti alla ricerca di record da conquistare insieme al titolo di migliore; l'individuo che saprà disimpegnarsi meglio tra i mille impegni sarà quello che probabilmente riuscirà a raggiungere i traguardi più importanti (Ravaglioli ).

Oggi, comunque, la semplicità è diventata noiosa. Le generazioni passate, che avevano certamente meno mezzi e opportunità per divertirsi, in qualche modo riuscivano a valorizzare la bellezza delle piccole cose. La maggioranza dei giovani oggi desidera tanti oggetti diversi, perché alla moda o semplicemente per il gusto di avere qualcosa in più: nonostante questo essi si sentono perennemente insoddisfatti, annoiati e incompleti.

Trovare il giusto equilibrio  tra i desideri e le reali possibilità non è facile, perché  richiede da parte dell'adolescente una presa di coscienza della situazione che si trova a vivere e una notevole capacità di adattamento. Per imparare a valorizzare quello che gli viene offerto quotidianamente il giovane deve avere l'opportunità di capire e sperimentare, ritagliandosi nel caos quotidiano del tempo per sé.

Gli oggetti che arredano la nostra casa e quelli che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni aiutano e facilitano lo svolgimento delle nostre mansioni, donandoci comodità e fonte di divertimento, ma possono nascondere delle incognite. Gli individui sono dentro il sistema degli oggetti, ma l'importante è che ricoprano sempre il ruolo di protagonisti che utilizzano gli oggetti in funzione dei propri ritmi e delle reali necessità; quando, invece, le persone regolano in maniera quasi automatica la propria vita per e su gli oggetti, rischiano di entrare in un circolo vizioso difficile da spezzare. La giusta misura e il buon controllo permettono di evitare situazioni che ci possono creare sofferenza e difficoltà (Baudrillard ).

Oggi la società è diventata molto più esigente e i ragazzi devono acquisire sempre più competenze per poter svolgere nel migliore dei modi i compiti che gli vengono richiesti.

La scuola, come agenzia formativa per eccellenza dopo la famiglia, deve fornire gli strumenti e le competenze ai giovani per poter diventare adulti più attivi e consapevoli. È importante però che la scuola e tutti i soggetti che vi operano, oltre ad impegnare le proprie energie nel passaggio di nozioni e nella verifica dell'acquisizione dei concetti da parte delle persone che apprendono, valorizzino le peculiarità individuali, evitando il conformismo rigido a standard prestabiliti.

L'insegnante di oggi spesso si trova rinchiuso nella logica dei programmi e dei tempi da rispettare, correndo il rischio così di trasformarsi ,da pedagogista/formatore, in manager; l'adolescente, nella scuola attuale, potrà allora facilmente sentirsi uno dei tanti, privato della possibilità di poter dar forma e agire attivamente nel proprio processo di crescita.

Appare invece di fondamentale importanza, in particolare per i giovani che si stanno formando, poter esprimersi ed agire sentendosi importanti e unici e soprattutto non assimilabili a nessun altro. La precarietà oggi, più che nel passato, è diventata per la maggioranza degli individui una costante; il lavoro stabile ad esempio stenta ad arrivare e i contratti a termine sono i nuovi protagonisti, dunque fino all'età adulta i soggetti si sentono, per la condizione di lavoratore precario che si trovano costretti a ricoprire, degli eterni ragazzi alla ricerca della propria strada e di una base sicura.

L'adolescente che si guarda intorno si sentirà probabilmente poco motivato ad impegnarsi per raggiungere i propri traguardi; le energie che usa per studiare e ottenere poi un titolo di studio, potranno apparire a i suoi occhi come sacrifici inutili non spendibili concretamente.

Chi si impegna in prima persona nel proprio processo di crescita e di sviluppo e nella costruzione della propria vita difficilmente potrà avere delle garanzie certe e stabilite una volta per tutte sul proprio futuro: questi deve, pertanto, ricercare dentro di sé la motivazione al di là dei risultati immediati.

L'individuo che affronta l'età adolescenziale, per le particolari caratteristiche di questa fase dello sviluppo, si sentirà molto probabilmente ancora più a disagio e spaesato, alla ricerca continua di punti di riferimento, difficili da trovare anche per gli  adulti oggi.

Nella confusione che lo attraversa il ragazzo dovrà sforzarsi per riuscire a trovare degli stimoli e una forte motivazione interiore che gli faccia da spinta per agire concretamente nel quotidiano. In questo processo la famiglia, la scuola, gli amici, per il ragazzo di oggi possono rappresentare un possibile sostegno nei momenti di difficoltà.

Esistono alcune differenze di genere nel passaggio adolescenziale. Nel passato la vita era scandita più frequentemente di oggi da routine sempre uguali e la società appariva caratterizzata da ruoli  ben radicati: la donna era, ad esempio per la maggioranza della sua giornata, dedita ai lavori domestici e la cura dei figli e del marito era per lei l'attività principale.

La donna di oggi, invece, si è costruita un proprio percorso, conquistando sempre più autonomia e riuscendo anche a ritagliarsi alcuni spazi per sé stessa, coltivando i propri interessi e facendo emergere le sue peculiarità.

La ragazza di oggi, quindi, cresce e forma la propria personalità circondata da figure femminili che per la maggioranza si contraddistinguono grazie alla determinazione e alle notevoli potenzialità e capacità che manifestano nei diversi ambiti; la giovane donna che si sta formando può quindi essere sostenuta dall'esempio delle donne che hanno manifestato la propria singolarità rispetto agli uomini e che sicuramente non sono più solo un loro completamento, come nel passato.

Le ragazze, comunque, impiegano buona parte delle proprie energie per affermarsi e rimarcare la propria originalità rispetto ai propri coetanei di sesso maschile, curando la propria esteriorità, le doti comunicative, ma anche e soprattutto gli atteggiamenti e i comportamenti.

I ragazzi, dal canto loro, spesso si mostrano timorosi nell'entrare in contatto con una ragazza intraprendente e sicura di sé e oggi dedicano molto del proprio tempo alla cura del corpo per apparire belli e forti e nascondere così l'insicurezza e la propria fragilità interiore.

Il connubio adolescente / società per essere compreso anche solo in minima parte necessita di una grande disponibilità ad inoltrarsi in un mondo dove differenze, incertezze e scontri regnano sovrani. La flessibilità può essere un valido strumento per avanzare nella scoperta di questo mondo complesso.

L'educatore non può avere la presunzione di comprendere fino in fondo un universo vasto come quello formato dall'incontro/scontro fra adolescente e società: egli può, tuttavia, cercare di orientarsi meglio acquistando una maggiore consapevolezza delle dinamiche esistenti e mettendosi in gioco in questa attività di scoperta, imparando a conoscere l'adolescente in uno scambio quanto più reciproco e onesto.